Venerdì 19 giugno

Settimana della seconda domenica dopo Pentecoste – Venerdì – Sacro Cuore di Gesù

La festa del Sacro Cuore è di forte impatto su tutti i credenti e corrisponde anche ad una devozione molto forte che penso tutti noi abbiamo a cuore. Di per sé ogni venerdì è un po’ il giorno in cui ricordare il Sacro Cuore, ma poi anche il primo venerdì del mese è un momento di grande attenzione al Sacro cuore. Credo che le scritture di questo giorno ci offrano due versanti diversi di meditazione: una è la prospettiva di Dio, l’altra è quella dell’uomo.

Deuteronomio

Dt 7, 6-11
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè parlò al popolo dicendo: «Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto. Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti, ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente. Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo».

Il Deuteronomio e il Vangelo si collocano sullo stesso versante e ci mostrano, in concreto, il modo con cui Dio ama. Questa pagina, come molte altre pagine dell’Antico Testamento, ci dicono che il modo di amare di Dio non è un modo asettico, astratto, incolore. Dio ama l’uomo, Dio ama il creato, Dio ama con passione. Con la passione con cui, appunto, è sceso a liberare il popolo che si è scelto dalla triste vicenda della schiavitù. Dio ama quasi assumendo i tratti della gelosia, che, per noi, è più qualcosa di negativo che di positivo. Dio ama in modo geloso perché “ci tiene” al suo popolo, perché non può vedere l’uomo che si smarrisce lontano dalla sua verità e, per questo, interviene nella storia, per cercare di recuperare il cuore dell’uomo che sembra essere sempre più distratto rispetto a ciò che il Suo Cuore chiama a vivere. L’osservanza dei comandamenti e delle norme che è richiesta è perché si possa proseguire nel cammino sulla via di Dio e si possa imparare a credere alla sua rivelazione di amore. Ecco “l’amore geloso” che nasce nel cuore di Dio per il suo popolo dice ciò che poi Gesù Cristo espanderà a tutte le genti.

Vangelo

Mt 11, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e “troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

È questo il contenuto del Vangelo. Dio, che si è scelto un popolo e lo ha amato di amore geloso custodendolo nella storia, si fa uomo per parlare a tutti gli uomini. Dio che ama di amore generoso, inesauribile e vero, non può far altro che parlare al cuore dell’uomo. Dio parla sempre con amore, per questo non può che rivolgersi al cuore dell’uomo insegnando come amare. La rivelazione dell’amore di Dio è sempre una rivelazione chiara, semplice da comprendere, come lo è qualsiasi atto di amore. Ecco perché, ci diceva il vangelo, questa comunicazione di amore può essere compresa da chiunque, anche dal semplice. Anzi, più il cuore di un uomo è semplice, più è adatto a ricevere la rivelazione di Dio e a corrispondere al suo amore. Più è sapiente, più è chiuso in sé stesso, meno è adatto a riconoscere quella comunicazione di amore che Dio vorrebbe raggiungesse ogni uomo. Ecco perché “il giogo è dolce e il peso leggero”, perché qualsiasi cosa chiesta con amore, non pesa, diventa sostenibile, schiude l’orizzonte della capacità di realizzare pienamente la propria vita. Dio fa questo: ama con amore appassionato e vuole che la sua rivelazione di amore raggiunga tutti. Dio non si dà pace fino a quando la sua rivelazione di amore non sarà tutto in tutti. Fino ad allora Dio continuerà a cercare l’uomo che non comprende mai la profondità del suo amore, non si darà mai per vinto.

Romani

Rm 15, 5-9a
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia.

Il testo della lettera ai romani ci fa riflettere sulle implicanze di questa rivelazione di amore all’uomo. Poiché Dio rivela a tutti il suo amore, è chiaro che chiede una risposta. La risposta perfetta e piena  per questa rivelazione di amore è solamente quella che nasce nel cuore di chi intende vivere come Cristo insegna. Amare come Dio ama, accogliersi nel nome del Signore come Cristo insegna, sono l’unico modo per vivere questa comunicazione di amore, senza la quale nessuno può perdurare nel cammino di verità che è chiesto alla nostra esistenza. L’accoglienza reciproca, la stima reciproca, il desiderio di sopportare anche i difetti degli altri e le richieste più insistenti, sono i comportamenti pratici con i quali si può tradurre in atto la comprensione dell’amore di Dio che dal sacro cuore si riversa su ciascuno di noi.

Per noi

Per chi pregare il Sacro Cuore?

  1. Preghiamo il Sacro Cuore per porre un atto di consolazione e di rimedio a tutte le profanazioni del mistero Eucaristico che ci sono nel mondo. Non sono poche le persone che non rispettano la presenza eucaristica del Signore, non sono pochi coloro che non lo riconoscono presente nel tabernacolo, non sono pochi coloro che lo lasciano solo o lo denigrano. Oggi preghiamo per tutti coloro che, anche inconsapevolmente, finiscono per non adorare il Sacro Cuore. Tra questi potremmo proprio esserci anche noi.
  2. Preghiamo per noi, perché sappiamo di essere l’oggetto della costante premurosa ricerca da parte di Dio. Preghiamo perché ci sentiamo sempre sostenuti dal Signore, qualsiasi cosa capiti nella nostra vita. Chiediamo al Sacro Cuore la forza e la grazia di non dubitare mai del suo amore di padre.
  3. Preghiamo per la nostra Chiesa, perché sempre più attenta alla celebrazione dell’Eucarestia, sappia attingere da questa sorgente per ogni sua missione e testimonianza.
  4. Preghiamo per tutti i grandi peccatori, preghiamo per coloro che non hanno ancora ben compreso che nessun uomo, per quanto abbia peccato, è lontano da Dio. Preghiamo perché, dal cuore immacolato di Cristo, nasca sempre quella misericordia senza la quale non possiamo fare nulla.

Ci assista in tutto e per tutto la Beata Vergine Maria della quale domani contempleremo il Cuore Immacolato.

2020-06-14T16:09:05+02:00