mercoledì 19 agosto

Settimana della 12 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi sembra proprio che le due letture si commentino a vicenda.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ne 4, 1-17
Lettura del libro di Neemia

In quei giorni. Quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione. Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro. Quelli di Giuda dicevano: «Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo ricostruire le mura!». I nostri avversari dicevano: «Senza che s’accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori». Poiché i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: «Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi», io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi. Dopo aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «Non li temete! Ricordatevi del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!». Quando i nostri nemici sentirono che eravamo informati della cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro. Da quel giorno la metà dei miei giovani lavorava e l’altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i preposti stavano dietro a tutta la casa di Giuda. Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi con una mano lavoravano e con l’altra tenevano la loro arma; tutti i costruttori, lavorando, portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il suonatore di corno stava accanto a me. Dissi allora ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «L’opera è grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l’uno dall’altro. Dovunque udrete il suono del corno, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio combatterà per noi». Così continuavamo i lavori, mentre la metà di loro teneva impugnata la lancia, dal sorgere dell’alba allo spuntare delle stelle. Anche in quell’occasione dissi al popolo: «Ognuno con il suo aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, così saranno per noi una guardia di notte e mano d’opera di giorno». Io, poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva l’arma a portata di mano.

SALMO Sal 59 (60)

Con Dio noi faremo meraviglie.

Hai messo a dura prova il tuo popolo,
ci hai fatto bere vino che stordisce.
Hai dato un segnale a quelli che ti temono,
perché fuggano lontano dagli archi.
Perché siano liberati i tuoi amici,
salvaci con la tua destra e rispondici! R

Dio ha parlato nel suo santuario:
«Esulto e divido Sichem,
spartisco la valle di Succot.
Mio è Gàlaad, mio è Manasse,
Èfraim è l’elmo del mio capo,
Giuda lo scettro del mio comando». R

Chi mi condurrà alla città fortificata,
chi potrà guidarmi fino al paese di Edom?
Nell’oppressione vieni in nostro aiuto,
perché vana è la salvezza dell’uomo.
Con Dio noi faremo prodezze,
egli calpesterà i nostri nemici. R

VANGELO Lc 12, 54-56
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».

Vangelo

Conosciamo bene questa pagina di Vangelo che già altre volte abbiamo commentato. Una pagina che invita a saper discernere i segni dei tempi. Una pagina che invita a sapersi dare da fare, anche in modo molto pratico, per le cose della vita e per avere sempre la forza di rimettere ogni situazione di vita nelle mani del Signore, con fiducia, senza pensare di poter sempre tenere tutto nelle proprie mani o di essere gli artefici di ogni cosa. Il Vangelo di oggi è anche un invito molto serio all’umiltà. L’umiltà di chi rimette ogni cosa nelle mani di Dio perché si fida di Lui. In queste parole c’è anche la dolce critica del Signore. Critica che chiede perché gli uomini siano spesso così solleciti per le cose di ogni giorno e molto meno solleciti per le cose della fede; capaci di interpretare le cose della vita, per quello che sono, e non quelle della fede.

Neemia

Questo è il senso della vita di Neemia, un uomo di fede, un uomo che prega, un uomo che si fida di Dio e che, per questo, è anche un abile interpretatore dei segni dei tempi, delle voci che corrono in città, delle cose da fare. Abbiamo sentito che, proprio a causa delle voci che corrono in città, egli faccia prendere le armi a coloro che si stanno occupando delle cose della ricostruzione. Sa bene che il lavoro diventerà più difficile, più lento, più pesante. Ma non se ne preoccupa. Sa che senza quella difesa, rischierà di perdere tutto. Ecco il motivo per cui si mette dalla parte di Dio e difende con la preghiera la sua opera, ma anche dalla parte degli uomini ed ecco che progetta, nei minimi particolari, tutto quello che serve per la difesa della riedificazione di Gerusalemme. Un uomo di Dio molto astuto, se vogliamo, o un uomo di Dio che, semplicemente, ha fatto quello che si doveva fare in quel momento: continuare il lavoro con tutte le precauzioni del caso.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Questa Parola di Dio fa per noi! Ci ricorda che l’uomo di Dio non è mai uno sprovveduto, non è mai un sognatore, non è mai uno che non sta anche con i piedi per terra. Gli uomini di Dio guardano verso il cielo, sanno contemplare ciò che la Parola propone, ma anche sanno stare ben piantati con i piedi per terra, sicuri che tutto quello che deve accadere è già nelle mani di Dio. Ecco perché sanno prendere decisioni, anche forti, anche al limite della plausibilità. Sanno quello che è giusto e lo fanno. Non hanno paura di essere criticati, non temono questo giudizio, perché temono solo il giudizio di Dio. Vanno avanti nella loro storia convinti che solo in questo modo si costruirà quel regno che è necessario costruire insieme per il bene di tutti.

Come siamo diversi! Come siamo diversi noi che non avremmo mai il coraggio di fare come Neemia. E se qualcuno ha il coraggio di farlo, ecco la critica, ecco l’isolamento, ecco il tentativo di delegittimare la sua opera. Noi viviamo in un mondo così, ma anche in una Chiesa così. Pare che tutto debba portare solo al quieto vivere e al guadagno personale. Altre cose non ci appassionano! Ben venga la correzione di questi testi sacri, che ci ricordano che la vita, al contrario, è fatta anche di passioni, di decisioni magari anche impopolari, ma prese per il bene di tutti. Lasciamoci appassionare da questa Parola e, soprattutto, cerchiamo di aderire con il cuore e con la mente al suo insegnamento. Ne va anche della nostra vita, della nostra Chiesa, della nostra partecipazione all’opera di Dio che siamo chiamati a costruire insieme.

2026-08-13T21:49:32+02:00