sabato 19 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio di San Giovanni Battista – sabato

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo la settimana con queste letture che sono tutte sul tema della decima e dell’elemosina. Oggi, però, i nostri cuori sono attenti all’evento di questa sera: la dedicazione della chiesa di San Pietro. Anzitutto uno sguardo alle letture.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 14, 22-29
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua semente, che il campo produce ogni anno. Mangerai davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il Signore, tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il Signore, tuo Dio, avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto –, allora le convertirai in denaro e, tenendolo in mano, andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al Signore, tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia. Il levita che abita le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te. Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento in quell’anno e le deporrai entro le tue porte. Il levita, che non ha parte né eredità con te, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA 1Cor 9, 13-18
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, non sapete che quelli che celebrano il culto, dal culto traggono il vitto, e quelli che servono all’altare, dall’altare ricevono la loro parte? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo. Io invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché si faccia in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.

VANGELO Lc 12, 32-34
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

Deuteronomio

Anzitutto la prima attenzione che ci viene ricordata è quella del Deuteronomio che prescrive la legge della decima. Certamente era anche un modo molto semplice per sostenere i leviti, che, pregando a nome di tutta la comunità, non avevano lavoro e, quindi, stipendio. Tuttavia è più interessante l’argomento spirituale sotteso alla legge della decima: è un modo per ringraziare Dio delle cose con cui si è stati benedetti. Il che implica un atteggiamento di fede di non poco conto. Il fedele si sente benedetto da Dio in tutto ciò che avviene nei suoi giorni. Per questo anche ciò che gli viene messo tra le mani è dono di Dio. Far tornare a Dio la decima parte è un modo per non sentirsi proprietari delle cose, ma sempre e comunque degli affidatari.

Vangelo

Gesù partecipa pienamente di queste leggi del Primo Testamento in quanto figlio del popolo ebraico. Non solamente questo, Gesù fa sue ed insegna quella spiritualità sottesa ad esse, soprattutto l’insegnamento circa l’elemosina. Proprio perché nessuno deve considerarsi proprietario di niente, ecco che l’elemosina diventa il metodo attraverso il quale uno si rimette completamente nelle mani di Dio. Mettere nelle mani dell’uomo bisognoso l’elemosina significa riconoscere in esso un fratello da sostenere. Dunque c’è un insegnamento prezioso di Gesù non solo su una realtà molto legata alla fede, ma anche sulla fraternità universale.

Corinti

San Paolo più volte nel corso del suo ministero esprime tutto il suo apprezzamento per la legge nuova di Cristo e per il suo lavorare per il Vangelo in modo del tutto gratuito senza avere nessuna ricompensa. È un inno alla libertà. L’apostolo non vuole essere orgoglioso e autosufficiente, ma ricorda che predicare il Vangelo e lavorare per il bene di una comunità devono essere cosa gratuita. È solo dal cuore che nasce la passione per il Vangelo e per gli uomini. Tutto il resto è comunque nelle mani di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Più volte abbiamo già riflettuto su questo tema. Continuo a dire che la “regola della decima” che noi viviamo soprattutto in occasione del Natale, più che un’offerta natalizia dovrebbe esprimere il senso della vicinanza e della partecipazione alla vita della Chiesa. È questione di cuore, come sempre, non di percentuali! Per questo credo che ciascuno potrà farsi il suo esame di coscienza sul proprio modo di vivere la partecipazione alla vita della Chiesa e ai bisogni della comunità.

Non vorrei però mancare di dare uno sguardo alla celebrazione di questa sera. Credo che sia molto utile ed importante ricordare che la consacrazione di una chiesa è sempre qualcosa di straordinario e di bello. Bello perché è un rito che non si vive sempre! Anzi, credo che la maggior parte di noi non ne abbia mai visto uno! In secondo luogo credo che sia un richiamo alla partecipazione alla vitalità della Chiesa che, nel consacrare luoghi a Dio, vuole ricordare a tutti gli uomini la necessità di luoghi di culto nei quali vivere la vicinanza a Dio. In che cosa consisterà il rito? Anzitutto nell’unzione delle pareti della chiesa. È un modo per dire che questo spazio è sottratto alla logica del mondo e riservato a Dio. Un modo per ricordarci e per ricordare a tutti che quello che si vive in chiesa è mistero.

In secondo luogo la consacrazione dell’altare. Nella chiesa l’altare è qualcosa di straordinario. È il luogo sul quale si immola Cristo, è il luogo della celebrazione della Messa. È il luogo nel quale il pane e il vino diventano il corpo e il sangue del Signore. È chiaro che questo arredo sacro deve essere del tutto singolare. Ecco perché esso, contenente le reliquie, necessita di una unzione totale. L’olio sacro che ricopre il marmo per intero, dice che questo luogo sarà privilegiato per sempre. È il luogo della celebrazione eucaristica e della presenza di Dio.

Benediremo poi il fonte battesimale, il tabernacolo, l’ambone da cui risuona la Parola. Tutti gli arredi sacri avranno la loro benedizione perché siano, per tutti, richiamo alla presenza di Dio.

Vi invito a “partecipare” ad un rito così bello e così straordinario. Sarà il nostro modo per incontrare Dio che, ancora, si compiace di venire ad abitare in mezzo alle nostre case.

2026-09-11T19:21:45+02:00