Domenica19 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio – Domenica

Per introdurci

  • Può fiorire un deserto?
  • Si può rinascere dall’alto?

Penso che ascoltando la prima lettura, possiamo aver detto tra noi che l’immagine è anche bella, quanto ad attuarla… non è così semplice. O ascoltando il vangelo, possiamo esserci chiesti di che cosa mai parlavano seriamente Gesù e Nicodemo, dal momento che questo è il resoconto teologico dell’evangelista Giovanni. Proviamo ad approfondire insieme.

Isaia

Is 63, 7-17Lettura del profeta Isaia

In quei giorni. Isaia parlò, dicendo: «Voglio ricordare i benefici del Signore, le glorie del Signore, quanto egli ha fatto per noi. Egli è grande in bontà per la casa d’Israele. Egli ci trattò secondo la sua misericordia, secondo la grandezza della sua grazia. Disse: “Certo, essi sono il mio popolo, figli che non deluderanno”, e fu per loro un salvatore in tutte le loro tribolazioni. Non un inviato né un angelo, ma egli stesso li ha salvati; con amore e compassione li ha riscattati, li ha sollevati e portati su di sé, tutti i giorni del passato. Ma essi si ribellarono e contristarono il suo santo spirito. Egli perciò divenne loro nemico e mosse loro guerra. Allora si ricordarono dei giorni antichi, di Mosè suo servo. Dov’è colui che lo fece salire dal mare con il pastore del suo gregge? Dov’è colui che gli pose nell’intimo il suo santo spirito, colui che fece camminare alla destra di Mosè il suo braccio glorioso, che divise le acque davanti a loro acquistandosi un nome eterno, colui che li fece avanzare tra i flutti come un cavallo nella steppa? Non inciamparono, come armento che scende per la valle: lo spirito del Signore li guidava al riposo. Così tu conducesti il tuo popolo, per acquistarti un nome glorioso. Guarda dal cielo e osserva dalla tua dimora santa e gloriosa. Dove sono il tuo zelo e la tua potenza, il fremito delle tue viscere e la tua misericordia? Non forzarti all’insensibilità, perché tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si ricorda di noi. Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità».

Ebrei

Eb 3, 1-6
Lettera agli Ebrei

Fratelli santi, voi che siete partecipi di una vocazione celeste, prestate attenzione a Gesù, l’apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è degno di fede per colui che l’ha costituito tale, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma, in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di una gloria tanto maggiore quanto l’onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu degno di fede in tutta la sua casa come servitore, per dare testimonianza di ciò che doveva essere annunciato più tardi. Cristo, invece, lo fu come figlio, posto sopra la sua casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.

Vangelo

Gv 5, 37-47
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Vangelo

Nicodemo è certamente uno dei protagonisti del Vangelo di Giovanni. Non è uno dei tanti che il Signore ha accostato e con i quali ha stretto un dialogo di fede. Nicodemo è un uomo di fede, è un membro autorevole del sinedrio, è uno che aveva già una fede profonda, strutturata, attiva. Immerso in un contesto che non crede al Signore Gesù, Nicodemo ha un suo percorso personale. Egli decide di andare da Gesù per capire meglio. Di fronte alle parole del Signore e, soprattutto, di fronte ai suoi gesti, a Nicodemo non basta la reazione ufficiale del Sinedrio che tende a negare l’attività di Gesù e a misconoscere gesti e parole. Nicodemo vuole capire, vuole approfondire e, per questo, decide di andare dal Signore di notte. Di notte forse perché il giorno era occupato da altre faccende, forse perché approfittava del buio per non farsi vedere dai suoi colleghi che, certo, l’avrebbero deriso, criticato, forse espulso dal Sinedrio. Fatto sta che Nicodemo dedicava notte intere al dialogo con il Signore. Il tema della loro discussione è centrale nel cammino di fede di tutti: quando uno è ormai adulto, quando uno ha ormai formato la sua coscienza credente, quando uno si è costruito un suo modo di vivere la religiosità, può forse cambiare? Può forse mutare il proprio modo di vedere le cose, di credere, di intendere la vita, il rapporto con Dio, il modo con cui lo si esprime? Gesù non dà a Nicodemo una risposta diretta, ma cerca di farlo ragionare proprio a partire dalla sua fede, dalla sua conoscenza dei testi sacri, dal momento che Nicodemo, come abbiamo detto, aveva già un percorso di fede forte e composito. Proprio ragionando su queste cose, Gesù rivela a Nicodemo che la vita di fede ha un protagonista principale, benché sia nascosto: lo Spirito Santo. È lo Spirito di Dio che permette ad un’anima di comprendere meglio il mistero di Dio. È lo Spirito di Dio a permettere ad un’anima di accostarsi con maggior rettitudine al Padre di tutti. È lo Spirito di Dio quella forza misteriosa eppure reale che sostiene il cammino di chi si vuole affidare al Signore. Poiché tracce della potenza e della forza dello Spirito di Dio erano molto presenti nel primo testamento, conosciuto ed approfondito da Nicodemo, il Signore chiede: “tu sei maestro in Israele e non conosci queste cose?”. Come dire: tutti possono essere già molto avanti nel proprio cammino di fede, ma fino a quando non si crede alla forza dello Spirito Santo, non c’è nulla da fare! Se manca lo Spirito di Dio tutto sembra impossibile! Con lo Spirito di Dio tutto diventa possibile, perfino continuare ad approfondire quell’itinerario di fede che sembra già onesto, strutturato, profondo, forte. Gesù fa comprendere a Nicodemo che la fede non è mai un porto sicuro. Di tanto in tanto concede qualche sosta prima di una ulteriore ripartenza, ma la fede è sempre navigazione in mare aperto. Anche quando uno è vecchio, anche quando sembra che la vita stia per finire, la fede è sempre un ulteriore cammino. Nicodemo continuerà il suo itinerario di ulteriore approfondimento e ricerca e sarà uno di quelli che, dopo la risurrezione del Signore, formerà la prima comunità cristiana. Dunque sì! Si può rinascere dall’alto anche quando si è vecchi! Quando ci si sprofonda nel mistero di Dio, quando, con la preghiera, si cerca il volto del Padre, tutto diventa possibile!

Isaia

Il deserto che fiorisce è una delle immagini a cui il profeta è più affezionato. Egli vedeva, in effetti, il deserto di Giuda fiorire, egli vedeva il cambiamento del deserto quando qualche goccia di pioggia lo feconda. Il profeta si serve di questa immagine ben nota a tutti gli abitanti della terra santa, per dire che anche per il singolo uomo può essere così, come anche per una nazione. Può fiorire il deserto che è il cuore di un uomo. Può fiorire una nazione che è lontana da Dio. Il segreto sta nella conversione. Il profeta pensa a tutto il popolo di Israele, alla nazione di Israele, che viene continuamente richiamata alle scelte di fede che essa può compiere. Così come il profeta sollecita scelte personali e radicali di fede. Solo questo è garanzia di un itinerario di conversione che continua. Solo questo è garanzia di un itinerario che porta gli uomini oltre. Il profeta indica anche il cammino. Dalla ricerca della giustizia, praticata dai cuori dei fedeli, si giungerà alla pace. Dalla pace si passerà alla fede. Dunque c’è un itinerario di progressione per il cuore di tutti. Dalla ricerca di umana tranquillità si passa alla ricerca di un approfondimento di fede. È la medesima logica dell’incontro tra Gesù e Nicodemo. Questo diventa possibile dove lo Spirito di Dio parla al cuore dell’uomo.

Romani

Anche San Paolo ci aiutava a riflettere su questo tema, ricordandoci che lo Spirito di Dio viene effuso nel momento stesso della morte del Signore. È proprio grazie alla Pasqua del Signore che lo Spirito di Dio discende nei cuori perché Cristo, avendoci riconciliato con Dio Padre, rende possibile quell’itinerario di riavvicinamento a Dio che chiamiamo fede. Ecco il cuore dell’insegnamento paolino. Anche Paolo, come Nicodemo, era un uomo con un grandissimo percorso di fede. Eppure, anche l’apostolo delle genti comprende che solo da quando si arrese allo Spirito di Dio che lo chiamava a ben altre mete, il suo percorso divenne più radicale. Anche San Paolo, quindi, ci dice che è lo Spirito di Dio, invocato con fede, che ammaestra il cuore delle persone e che le chiama a vette impensabili.

Per noi

Credo che tutti noi, oggi, siamo invitati a rivolgerci allo Spirito di Dio.

Anzitutto personalmente. Anche noi abbiamo fede, anche noi abbiamo il nostro percorso, il nostro itinerario. Altrimenti non saremmo qui. Eppure anche il nostro percorso di fede è chiamato sempre a qualcosa di più grande, a qualcosa di più alto. Anche noi, potremmo dire rileggendo il profeta, abbiamo zone d’ombra della nostra fede, abbiamo momenti di crisi, di difficoltà che potremmo giustamente chiamare deserto. Ecco, questo nostro deserto interiore, potrà veramente fiorire. Anche noi, se cercheremo la giustizia, ovvero se cercheremo di praticare le virtù del cristiano, cresceremo in umanità e questo sarà un incentivo per la nostra fede. Anche noi, che come Nicodemo, come Paolo, abbiamo già un nostro percorso di fede, non possiamo arrenderci, non possiamo ritenerci arrivati. Siamo sempre chiamati a rilanciare, ad approfondire ulteriormente, a cercare sempre qualcosa di più profondo a cui aderire con lo slancio del cuore. È a questa meta che siamo tutti chiamati.

  • Ci sentiamo pronti per questa meta?
  • Come viviamo questo richiamo?

Le letture, poi, possono anche essere rilette dal punto di vista sociale o anche da quello ecclesiale. Non solo a noi come singole persone, come singoli credenti, viene detto che è possibile far fiorire il deserto. Questa promessa riguarda anche il nostro tempo, anche il nostro momento storico che, in effetti, specie per quello che attiene alla ricerca della giustizia e di tutte le virtù umane, sembra essere un po’ un tempo inaridito, un tempo morto, un tempo difficile, come spesso diciamo. Ebbene, le scritture ci stanno dicendo che anche alla nostra chiesa, anche nella nostra società è possibile tutto questo. A condizione che sappiamo cercare quel dono di Dio che viene promesso a tutti. L’onesta di una ricerca comunitaria del bene comune ne sarà la garanzia. Oggi abbiamo dato due segni belli a tutti. Il primo è l’esserci radunati insieme, come tre parrocchie, per la festa di San Maurizio. Il secondo è l’aver festeggiato, con oltre 80 copie, l’anniversario di matrimonio significativo della loro unione. Credo che questi due pilastri: unità e fedeltà, siano davvero un segno che permette di dire che anche il deserto del nostro tempo può davvero fruttificare.

Chiediamo al Signore di essere sempre alla ricerca di questi segni e chiediamo a Maria di custodirci su questa strada di unità e di fedeltà. Così, con spirito di gratuità e di dedizione, faremo rifiorire i deserti della nostra coscienza e del nostro tempo.

2021-09-17T15:22:03+02:00