Mercoledì 20 luglio

Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Gs 3, 1-13
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Giosuè si levò di buon mattino; si mossero da Sittìm e giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Lì pernottarono prima di attraversare. Trascorsi tre giorni, gli scribi percorsero l’accampamento e diedero al popolo quest’ordine: «Quando vedrete l’arca dell’alleanza del Signore, vostro Dio, e i sacerdoti leviti che la portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete; vi sia però tra voi ed essa una distanza di circa duemila cubiti: non avvicinatevi. Così potrete conoscere la strada dove andare, perché prima d’oggi non siete passati per questa strada». Giosuè ordinò al popolo: «Santificatevi, poiché domani il Signore compirà meraviglie in mezzo a voi». E ai sacerdoti Giosuè disse: «Sollevate l’arca dell’alleanza e attraversate il fiume davanti al popolo». Essi sollevarono l’arca dell’alleanza e camminarono davanti al popolo. Il Signore disse a Giosuè: «Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che, come sono stato con Mosè, così sarò con te. Da parte tua, ordina ai sacerdoti che portano l’arca dell’alleanza: “Una volta arrivati alla riva delle acque del Giordano, vi fermerete”». Disse allora Giosuè agli Israeliti: «Venite qui ad ascoltare gli ordini del Signore, vostro Dio». Disse ancora Giosuè: «Da ciò saprete che in mezzo a voi vi è un Dio vivente: proprio lui caccerà via dinanzi a voi il Cananeo, l’Ittita, l’Eveo, il Perizzita, il Gergeseo, l’Amorreo e il Gebuseo. Ecco, l’arca dell’alleanza del Signore di tutta la terra sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi. Sceglietevi dunque dodici uomini dalle tribù d’Israele, un uomo per ciascuna tribù. Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l’arca del Signore di tutta la terra si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano si divideranno: l’acqua che scorre da monte si fermerà come un solo argine».

SALMO Sal 113A (114)

Il Dio vivente è in mezzo a noi.

Quando Israele uscì dall’Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio. R

Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro.
Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, per volgerti indietro? R

Trema, o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d’acqua. R

VANGELO Lc 9, 10-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono al Signore Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Giosuè

Forse facciamo un po’ fatica a comprendere bene il senso di questi prodigi del Primo Testamento. Forse mettiamo anche un po’ in discussione queste narrazioni, bollandole, magari, come cose un po’ antiche. Può essere! Però c’è un evidente filo rosso che lega insieme la prima e la seconda Scrittura di oggi. Nella prima lettura si diceva esplicitamente che Giosuè, nel riferire gli ordini del Signore, precisò che quello che sarebbe accaduto anche per mezzo suo, sarebbe stato in ordine a far comprendere che “da ciò comprenderete che c’è un Dio vivente in mezzo a voi”. L’attenzione del narratore biblico non è su ciò che avverrà, sul prodigio in sé, su quello che potremmo chiamare un “miracolo”, ma, piuttosto, sull’identità di Dio che lo realizza. Dio è “il Dio vivente”. Questa è una dicitura molto presente nel Primo Testamento. Dio, quando si è rivelato ai padri, si è rivelato sempre così, come il Dio vivente, il Dio che prende parte alla storia del suo popolo, nelle singole persone, come Abramo o Mosè, ma anche del popolo nella sua interezza e globalità. Dio è il Dio che vive, che respira, che parla, che sente, che soffre… prova cioè tutte le cose che provano gli uomini del suo popolo. E interviene per loro. Il prodigio, ciò che accadrà al Giordano, non è tanto un evento in sé, quanto, piuttosto, il manifestarsi del Dio vivo.

Vaangelo

Ciò che il Primo Testamento dice a proposito dell’opera di Dio è ciò che Gesù realizza nel suo ministero. Con una differenza. Se il Primo Testamento racchiudeva l’azione del popolo di Dio in ciò che accadeva a Israele, con il Nuovo Testamento si comprende bene che l’azione di Cristo è universale. Se Jhwh sentiva, pativa, condivideva tutto ciò che il popolo di Israele viveva, ora Cristo prova tutto ciò che prova un uomo in generale. Sono moltissime le pagine del Vangelo che ci parlano proprio della condivisione del sentire – e quindi delle emozioni – che Gesù prova in comunione con uomini e donne non appartenenti ad Israele. Il sentire di Cristo è universale. L’agire di Cristo è universale. L’azione simbolica che Cristo compie è indirizzata a tutti e non più solo ad Israele. Così Gesù mostra che Dio è vivo. Anzi, più volte nella sua predicazione, Gesù dice esplicitamente che “Dio non è un Dio dei morti, ma dei viventi!”. Questa concezione, questa prospettiva, si riflette chiaramente nel Sacramento dell’Eucarestia. La presenza di Cristo nell’ostia consacrata, anticipata dai numerosi miracoli di moltiplicazione di cui il Vangelo ci dà traccia, è presenza viva. Il pane della vita non è il “ricordo” di qualcosa, ma la presenza reale di Cristo adesso, nell’ora attuale, nel mondo di oggi. Dio è il Dio che vive. Per questo è il Dio dei viventi. Dio è il Dio che ama stare con i viventi. Per questo non è solo il Dio dei morti.

Per noi 

Credo che la meditazione che ci propongono le Scritture di oggi ci faccia davvero bene. Noi, talvolta, pensiamo che Dio sia un po’ lontano da noi, che Dio sia un po’ assente, che la sua non sia propriamente una presenza attiva, viva, vivace. Tante volte pensiamo che, al massimo, Dio sia un po’ il Dio dei morti, colui che ci accoglie al termine dell’esistenza, ma non propriamente un Dio vivo, un Dio che ha a che fare con la vita degli uomini. È per questo che tendiamo ad escluderlo sempre più dai contesti ordinari della vita attuale. Così noi non rendiamo ragione al fatto che Dio è il Dio vivo, il Dio dei viventi. Il Dio che prende parte alle situazioni complesse della storia di oggi, come si è fatto carico di quella degli Israeliti che dovevano entrare in Gerico, o che dovevano attraversare il Mar Rosso o che dovevano prendere parte alle mille altre cose di cui potremmo parlare. Poiché Dio è il Dio vivo che prende parte alla vita degli uomini, ne viene che più ci cibiamo della Santa Eucarestia, che è la sua presenza viva nell’oggi della storia, più vivremo con Lui e più sapremo cosa dire, come vivere, come reagire alle cose che fanno parte della nostra storia.

Credo che oggi dobbiamo proporci una domanda molto diretta e molto dura:

  • Io credo al Dio vivo e vero?
  • Credo che Dio è davvero colui che accompagna la mia storia come la storia di ogni altro uomo?
  • Cosa mi fa pensare che Dio, invece, sia assente dalla storia di oggi e quasi se ne disinteressi?

Se, infatti, crederemo che la presenza di Dio è una presenza viva, se riterremo che la Santa Eucarestia ci è data perché noi possiamo essere tutti figli del Dio vivente, non dovremmo poi pensare che Dio si nasconde, è assente, non prende parte alle nostre vicende di uomini e di donne di oggi. Sorretti dal cibo eucaristico, tutti siamo invitati a scoprirne l’efficacia nei nostri giorni feriali. Accostiamoci all’Eucarestia con questo senso di fede. Scopriremo che Dio è il Dio dei viventi che, attraverso la presenza eucaristica, si fa anche oggi carico dei problemi dell’uomo, dei problemi del mondo.

2022-07-15T14:22:10+02:00