giovedì 20 ottobre

Settimana della domenica della dedicazione – giovedì 

Tema del giorno

La chiarezza

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Ap 1, 10; 2, 18-29
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Tiàtira scrivi: “Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi, insegnando a darsi alla prostituzione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per convertirsi, ma lei non vuole convertirsi dalla sua prostituzione. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. A quegli altri poi di Tiàtira che non seguono questa dottrina e che non hanno conosciuto le profondità di Satana – come le chiamano –, a voi io dico: non vi imporrò un altro peso, ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò. Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere darò autorità sopra le nazioni: le governerà con scettro di ferro, come vasi di argilla si frantumeranno, con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

SALMO Sal 16 (17)

Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi.

Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano. R

Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

VANGELO Lc 10, 1b-12
 Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo

Nella pagina del Vangelo di oggi sottolineerei la chiarezza con la quale il Signore parla. Il mandato missionario, come siamo soliti chiamarlo, è precisissimo. Non c’è molto spazio per interpretazioni. I punti salienti sono la comunione, la preghiera per le vocazioni, lo stile di essenzialità e sobrietà di chi viene mandato, la richiesta della pace per tutti, il desiderio di proclamare a ciascuno la vicinanza del regno di Dio. È uno stile chiaro, è uno stile sincero, è uno stile pacato ma fermo. Il missionario deve fare questo. Poiché missionario è ogni battezzato, noi tutti dovremmo attenerci a questo stile di vita. Stile che, forse, leggiamo, meditiamo, ma poi pensiamo che sia solo per gli altri, per chi si dedica alla missione a tempo pieno, senza lasciare spazio a richiami più personali. Con grande chiarezza il Signore ci dice che, invece, questo discorso è proprio per noi, per chi vuole essere parte della Chiesa, per chi si sente di prendere sul serio la parola del Signore per trarne uno stile di vita. Lo stile di vita di chi ha fede.

Apocalisse

Anche la parola dell’Apocalisse mi sembra oltremodo chiara. Anzitutto nello stile. Si capisce che l’Apostolo sta rimproverando una comunità. Una Chiesa non si senta male perché rimproverata. Una Chiesa non si sente a disagio quando il Signore la rimprovera. Al contrario accoglie quello che il Signore rivela attraverso gli uomini, attraverso i pastori o attraverso ciò che accade, perché si sente oggetto dell’attenzione e della premura di Dio. Il cristiano reagisce così. Magari rimanendoci male, perché vede il proprio fallimento, ma riconoscendo nel richiamo del Signore una realtà preziosa per la sua vita e per i suoi giorni.

La chiarezza dell’Apostolo nel riproporre la parola di Dio si nota anche nel richiamo alla conversione. Diceva con chiarezza l’Apostolo che il richiamo di Dio lascia spazio anche al tempo perché ci si possa convertire. Questa è una grazia. Il richiamo del Signore è sempre finalizzato alla conversione, la quale, come tutti sappiamo, richiede tempo, richiede attenzione, richiede dedizione.

Infine la lettura di oggi terminava ancora con un forte richiamo all’ascolto, come già abbiamo sentito e meditato ieri.

Intenzioni di preghiera

  • Impariamo lo stile di vita della chiarezza. Oggi non è molto in voga! Oggi meglio dire e non dire, dire in modo poco chiaro, così, poi, da imputare la colpa al massimo a qualche fraintendimento. Credo che a noi tutti venga richiamato lo stile di vita della chiarezza. Si dicano le cose con carità, nel rispetto, ma con forza e grinta, con chiarezza. Altrimenti si rischia di partecipare a quelle difficoltà della comunicazione che avviliscono tutta una società.
  • Accettiamo la correzione. Anche numerosi salmi ci invitano a capire che l’uomo che è corretto da Dio, è benedetto. Preghiamo perché impariamo a valorizzare anche il mistero della correzione che avviene, come dicevo, vuoi con la parola dei pastori, vuoi con la parola o l’esempio di altri uomini, vuoi con quello che capita. Impariamo a fare nostri i richiami, o i rimproveri che ci riguardano. Troveremo in essi materiali per mettere mano alla nostra conversione personale.
  • Proviamo a verificare il nostro stile di vita. Quello sugli stili di vita è un tema che va molto di moda. C’è modo e modo di parlare. Il cristiano non si lascia prendere dalle mode, ma torna sempre al Vangelo. È per questo che il cristiano cerca di capire come poter piacere a Dio, come poter piacere a colui che ha suscitato la sua vita ed anche la sua fede. Lo stile della vita buona del cristiano è sempre lo stesso, ed è quello che abbiamo richiamato rileggendo il Vangelo. Non ci sono cose nuove, non ci sono particolari attenzioni da avere oltre quelle che il Vangelo, con la sua forza, ci raccomanda. Ma noi cristiani viviamo così? Assolutamente no! Ecco perché occorre rimettere mano agli stili di vita per concentrarci sempre più sul Vangelo. Chiediamo questa grazia e per dare buona prova di vita cristiana.
2022-10-14T11:51:16+02:00