Sabato 20 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – Sabato

Le sorprese di Dio non finiscono mai!

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Ez 3, 22 – 4, 3

Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Ezechiele disse: «Venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: “Àlzati e va’ nella valle; là ti voglio parlare”. Mi alzai e andai nella valle; ed ecco, la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo visto al fiume Chebar, e caddi con la faccia a terra. Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi. Egli mi disse: “Va’ e chiuditi in casa. E subito ti saranno messe addosso delle funi, figlio dell’uomo, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro. Farò aderire la tua lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: ‘Dice il Signore Dio’. Chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli”. “Figlio dell’uomo, prendi una tavoletta d’argilla, mettila dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme, e disponi intorno ad essa l’assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti. Poi prendi una teglia di ferro e mettila come muro di ferro fra te e la città, e tieni fisso lo sguardo su di essa, che sarà assediata, anzi tu la assedierai! Questo sarà un segno per la casa d’Israele”».

EPISTOLA Eb 5, 1-10

Lettera agli Ebrei

Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo. Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: «Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek». Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

VANGELO Mt 10, 1-6

✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».

La sorpresa che nasce dal perdono

La visione di Ezechiele torna a farsi complicata ad una prima lettura; se leggerete più volte il testo vi accorgerete, però, che non è così complessa o “astrusa”. Il profeta ha visto Dio, è stato mandato alla casa di Israele e al profeta è stata predetta la difficoltà della missione. Sono tutte le letture di questi primi giorni di Avvento. Il profeta non è stato ascoltato e, per questo, Dio darà un nuovo segno. Terrà il profeta chiuso in casa! Il profeta dovrà disegnare su una tavoletta Gerusalemme presa d’assedio. A cosa servono queste cose? A cosa serve un profeta che dovrebbe parlare nel nome di Dio pubblicamente se, poi, se ne sta in casa chiuso e muto? Dio stesso risponde a questa domanda: egli sarà un segno! Un segno del rifiuto di Israele. Tornerà a parlare solo al compiersi del tempo che Dio ha stabilito. Perché il profeta rifiutato diventa, comunque, un segno della vicinanza e della volontà di Dio che è sempre volontà di salvezza.

La cosa è molto più comprensibile nella seconda lettura, la lettera agli Ebrei che leggiamo oggi, giorno di avvicinamento a quella piccola pasqua settimanale che è la domenica. L’autore della lettera ci ricordava che tutti gli uomini devono chiedere perdono per i loro peccati. Anche i sacerdoti, mentre chiedono perdono per il peccato che gli uomini e le donne di Israele commettono, deve chiedere peccato per il suo personale peccato. Il vero Salvatore del mondo, colui che toglie il peccato di tutti perché è l’unico privo del peccato, è il Signore Gesù, del quale noi ci stiamo preparando a celebrare il mistero dell’Incarnazione. È a Lui che dobbiamo guardare se vogliamo vivere in pienezza non solo questi giorni santi, ma tutti i giorni che il Signore ci dona.

L’ultimo testo che ci viene proposto, il Vangelo, è anch’esso un inno al perdono di Dio. I discepoli, sebbene con un ordine preciso che riguarda prima Israele e poi tutto il mondo, dovranno essere messaggeri dell’amore di Dio e del suo perdono. Il loro rivolgersi prima alle “pecore perdute della casa di Israele” sarà un segno. Il segno che il Figlio di Dio viene in mezzo al suo popolo per condurre a compimento la storia della salvezza e, a partire da lì, questa storia di salvezza diviene universale. Chiara è, però, la volontà di Dio. Tutti trovano salvezza nel figlio suo Gesù Cristo, l’unico che dice una parola di verità grande.

Per noi

  • Sappiamo mantenere fede a questa verità? Noi gioiamo per il perdono di Dio o lo diamo per scontato?
  • Cosa fa emergere in noi il richiamo al perdono dei peccati che ci viene rivolto?

Per gli sposi e la famiglia

Credo che anche in famiglia la parola “perdono” rappresenti una ricchezza insostituibile. Nelle mancanze di ogni giorno, dei coniugi e dei figli, è possibile vedere come l’unica parola a dover trionfare sempre, in ogni famiglia, deve essere appunto e solo la parola perdono.

  • Siamo disposti a fare questo?

Impegno del giorno

Prendiamoci oggi l’impegno a riprendere brevemente gli spunti di preghiera che ci hanno maggiormente colpito in questa settimana.

2021-11-14T09:59:16+01:00