Venerdì 21 febbraio

Settimana della penultima domenica dopo l’Epifania – venerdì

Meditiamo insieme le Scritture.

Sapienza

Sap 19, 1-9. 22
Lettura del libro della Sapienza

Sugli empi sovrastò sino alla fine una collera senza pietà, perché Dio prevedeva anche ciò che avrebbero fatto, cioè che, dopo aver loro permesso di andarsene e averli fatti partire in fretta, cambiato proposito, li avrebbero inseguiti. Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti e piangevano sulle tombe dei morti, presero un’altra decisione insensata e inseguirono come fuggitivi quelli che già avevano pregato di partire. A questo estremo li spingeva un meritato destino, che li gettò nell’oblio delle cose passate, perché colmassero la punizione che ancora mancava ai loro tormenti, e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario, essi incappassero in una morte singolare. Tutto il creato fu modellato di nuovo nella propria natura come prima, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi. Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento, terra asciutta emergere dove prima c’era acqua: il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e flutti violenti una pianura piena d’erba; coloro che la tua mano proteggeva passarono con tutto il popolo, contemplando meravigliosi prodigi. Furono condotti al pascolo come cavalli e saltellarono come agnelli esultanti, celebrando te, Signore, che li avevi liberati. In tutti i modi, o Signore, hai reso grande e glorioso il tuo popolo e non hai dimenticato di assisterlo in ogni momento e in ogni luogo

Il sapiente, anche oggi, rilegge i fatti dell’Esodo. A tema, in questo breve brano, c’è la notte della Pasqua, quella dell’uscita dall’Egitto, quella del passaggio nel mar rosso. Luogo di salvezza per tutti gli ebrei, luogo di morte per tutti gli egiziani. Il sapiente mette quasi in ridicolo gli egiziani che, pur piangendo ancora per la strage dei primogeniti, evento che avrebbe dovuto insegnare loro la potenza di Dio, ancora desiderano sfidarlo e, per questo, periranno.

Al di là del ricordo storico della notte di Pasqua, il sapiente impara a rileggere la storia della salvezza: pare che tutta la creazione partecipi di quell’evento, perché tutto avviene per comando di Dio e tutto si piega al suo volere. È logico che, nella notte in cui Dio salva il suo popolo, tutti gli elementi della creazione si mettano a sua disposizione: egli li ha creati ed essi obbediscono ai suoi comandi.

Sappiamo bene che l’Esodo è stata una grande fatica e che anche il passaggio nel mar rosso è stato ben diverso da questa “passeggiata” scortata da tutti gli elementi della natura che si piegano al volere di Dio, ma il sapiente dà questa lettura ricordando che Dio realizza sempre tutte le cose che vuole. Nessuna va a male! Solo chi ha fede riesce a comprenderlo.

Vangelo

Mc 11, 27-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste co

Esattamente come ci viene detto nel Vangelo: solo l’uomo di fede comprende le cose di Dio, solo l’uomo di fede avrebbe saputo rispondere a quella domanda del Signore che chiedeva di saper riconoscere, nel ministero di Giovanni il Battista, la voce e l’autorità di Dio. Poiché questo non avviene, nemmeno il Signore riesce a spiegare la sua autorità, l’origine del suo ministero e, in esso, il senso di quell’aiuto che egli propone alle persone che hanno bisogno della sua vicinanza e della sua presenza.

Il principio dell’insegnamento di Gesù è spiegato più volte nel Vangelo: la fede aiuta chi si affida a Dio; la fede permette di interpretare le cose in modo diverso solo a chi si sa affidare alla sua provvidenza e al suo amore. Il mistero di Dio non permette a nessuno di avvicinarlo se manca la fede! Chi è senza fede non potrà mai comprendere come Dio agisce nella storia.

Per Noi

A conclusione di questa penultima settimana dopo l’Epifania, possiamo dire che il libro della sapienza ci ha proposto continuamente di rileggere i fatti dell’Esodo per trovare, nei fatti della vita del nostro tempo, la medesima verità. Dio si rende accessibile, Dio si rivela a tutti, ma solamente chi accoglie questa rivelazione ha, poi, la possibilità di comprendere come Dio agisce nella storia e di trovare il senso di tutto. Senza il desiderio di conoscere Dio e senza il desiderio di sbilanciarsi un poco per comprendere la sua natura, non ci può essere, in alcun modo, conoscenza di Dio e, tanto meno, capacità di interpretare i fatti del nostro tempo e della nostra storia.

Poiché si fa più vicina la quaresima, il senso di queste scritture è quello di risvegliare in noi il senso di Dio e della sua presenza, per guidare i passi di ciascuno di noi nella via della conversione e della pace.

  • Condividiamo questo modo di educarci di Dio?
  • Siamo pronti per vivere, con più fede e con impegno rinnovato, i prossimi giorni di conversione che ci saranno donati?

Alla luce della pazienza e della misericordia di Dio che si rivelano a noi, cerchiamo di vivere bene questa ultima domenica dopo l’Epifania che ci sta davanti per prepararci alla rivelazione del mistero della sua passione, morte e risurrezione.

2020-02-15T09:14:01+01:00