Settimana della 1 domenica di Avvento – Giovedì
La spiritualità di questa settimana
Coltivare la speranza significa darsi da fare per essa e resistere nelle cose della vita, ma anche suscitare ricordi che portino alla conversione. In questo quarto giorno vogliamo concentrare la nostra attenzione sui singoli richiami di questa parola che ci viene donata, che ci spingono a dire che il cammino della speranza necessita di coraggio, perché sarebbe triste dimenticarsi del Signore.
La Parola di questo giorno
GEREMIA 2, 1-2a. 12-22
Lettura del profeta Geremia
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: O cieli, siatene esterrefatti, inorriditi e spaventati. Oracolo del Signore. Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua. Israele è forse uno schiavo, o è nato servo in casa? Perché è diventato una preda? Contro di lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi. Hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita. Persino le genti di Menfi e di Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo. Non ti accade forse tutto questo perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida nel cammino? E ora, perché corri verso l’Egitto a bere l’acqua del Nilo? Perché corri verso l’Assiria a bere l’acqua dell’Eufrate? La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio, e non avere più timore di me. Oracolo del Signore degli eserciti. [Già da tempo hai infranto il giogo, hai spezzato i legami e hai detto: “Non voglio essere serva!”. Su ogni colle elevato e sotto ogni albero verde ti sei prostituita. Io ti avevo piantato come vigna pregiata, tutta di vitigni genuini; come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda? Anche se tu ti lavassi con soda e molta potassa, resterebbe davanti a me la macchia della tua iniquità. Oracolo del Signore».]
SALMO Sal 73 (74)
Signore, sii fedele alla tua alleanza.
O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora. R
Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario;
con l’ascia e con le mazze
frantumavano le sue porte. R
Non abbandonare ai rapaci la vita della tua tortora,
non dimenticare per sempre la vita dei tuoi poveri.
Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza. R
PROFETI Am 8, 9-12
Lettura del profeta Amos
«In quel giorno – oracolo del Signore Dio – farò tramontare il sole a mezzogiorno e oscurerò la terra in pieno giorno! Cambierò le vostre feste in lutto e tutti i vostri canti in lamento: farò vestire ad ogni fianco il sacco, farò radere tutte le teste: ne farò come un lutto per un figlio unico e la sua fine sarà come un giorno d’amarezza. Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore Dio – in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno».
VANGELO Mt 9, 16-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni: «Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
Geremia
È sempre il profeta Geremia a suggerirmi questa meditazione. Il profeta sta rileggendo anche alcune decisioni politiche del suo tempo. Una delle più forti tentazioni della politica dell’Israele antico è stata quella di mettersi nelle mani dei più forti. Scelta politicamente comprensibile, ma non secondo la visione della fede. Anzi, il profeta è estremamente critico verso tutti i politici che hanno fatto questo genere di scelte perché ricorda loro che è triste dimenticare il Signore. Il profeta lo dice come uomo di Dio, lo dice ad altri uomini di Dio, lo dice con la forza di chi sa bene come spesso va a finire questo genere di scelte: il più forte divorerà il più debole. Così il profeta, in qualche modo, descrive quello che sarà, poiché Israele si vergogna della sua fede e sceglie la logica del più forte. Dio lascerà che i suoi figli compiano quanto la loro libertà ha in mente di fare. Ma la dimenticanza di Dio non porterà che male. Quando si dimentica la sorgente, quando non ci si alimenta ad essa, ovviamente, non può sorgere nulla di buono.
Amos
Anche il profeta Amos va in questa linea e ci ricorda che Dio ha un desiderio: quello di suscitare, in tutti i credenti, una vera fame di lui, una fame di ascolto della sua parola. È una espressione fortissima, un richiamo urgente che Dio fa al suo popolo perché nessuno dimentichi di nutrire la propria anima con l’unico cibo che le è necessario. Questa pagina potrebbe essere intitolata: il desiderio di Dio. Alimentare la nostra speranza al desiderio di Dio, dilata i confini della nostra speranza e porta a mettere il nostro cuore in comunione con il cuore stesso di Dio. La speranza, in questa mirabile comunione, rinasce. Nella condivisione, nell’approfondimento della Parola che Dio dona sempre con abbondanza c’è già il richiamo per alimentare la speranza che è già in noi.
Vangelo
Il Vangelo ci ricorda che in alcune scelte della vita ci vuole coraggio. Una donna deve avere coraggio di dismettere un vestito perché, ormai, è troppo vecchio e va gettato via. Come un uomo deve avere coraggio per decidere l’acquisto di otri nuovi, perché riconosce che quelli vecchi non vanno più bene. Ci vuole coraggio perché queste scelte della vita quotidiana implicano una dimensione di decisione di piccolo rilievo, ma sempre difficile. Immagini che servono a Gesù per dire che anche per la vita di fede, anche per la vita dell’anima è così. La vita interiore, la vita dell’anima, il cammino della speranza richiede sempre coraggio, il coraggio dei cambiamenti, il coraggio anche di spezzare cose vecchie per creare cose nuove.
Meditazione
Credo che questa Parola di Dio interroghi noi sul coraggio. A volte abbiamo molto coraggio per molte cose della vita, per come affrontiamo la novità di un lavoro, l’arrivo di un figlio, per come reagiamo ad una notizia inattesa, anche per come ci rimettiamo in sesto dopo qualche notizia brutta che ha devastato la nostra vita, la nostra esperienza di uomini. A volte non capita, però, di avere lo stesso coraggio nella vita di fede. Ecco che, a proposito di essa, le novità ci spaventano, molto spesso ci ripieghiamo su ciò che sappiamo già, non prendiamo slanci, non prendiamo decisioni che incoraggino il cammino di fede, se non in casi estremamente rari e, soprattutto, quando non possiamo farne a meno. La Parola di Dio di oggi ci dice, invece, che la speranza si nutre anche di questo. Si nutre di coraggio, si nutre di forza, si nutre di cammini che sanno anche cambiare qualcosa. La speranza è nemica della ripetitività, del fare sempre le medesime cose, del non osare. Chi ha speranza osa sempre un passo in più, perché sa bene che il Signore ama chi sa rimettersi nelle sue mani, osando anche cose nuove, impegnative, forti.
Rifletti
- Sono uno che sa osare o uno che ripete sempre le stesse cose?
- In che modo qualche gusto per la novità potrebbe alimentare la dimensione di speranza che è già in me?
- Quale salto mi è chiesto in questo momento?