Martedì 22 luglio

Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

Santa Maria Maddalena guida la nostra riflessione di oggi, con quella sua bellissima presenza che è già presenza di dolcezza di donna che rassicura tutti.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 3, 2-5; 8, 6-7
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: «Avete visto l’amore dell’anima mia?». Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò, finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza di colei che mi ha concepito. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché non lo desideri. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.

SALMO Sal 62 (63)

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R

Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani. R

Penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R

EPISTOLA Rm 7, 1-6
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo. Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per opera di Gesù Cristo nostro Signore.

VANGELO Gv 20, 1. 11-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Una donna che ricerca

Molto opportunamente la liturgia, oggi, ci fa leggere questa pagina del Cantico dei Cantici che ricorda come ogni amata cerchi sempre il suo amato. In fondo il compito di ogni amante è questo: cercare sempre la presenza dell’altro. Queste immagini, queste parole, si addicono non solo ad una donna che cerca il suo uomo, ma anche all’anima che cerca il suo Dio. Ed è proprio in questo senso che la liturgia la applica alla figura di Santa Maria Maddalena. Ella non smise mai di cercare il Signore. Non sappiamo bene come avvenne l’incontro, non sappiamo tutti i particolari e le circostanze che guidarono la loro conoscenza. Sappiamo però che, da quando Maria Maddalena incontrò per la prima volta il Signore, poi fu tutto un susseguirsi di incontri che divennero sequela. Così la donna che si era persa in molti meandri della vita, seppe riscattare sé stessa amando. Amando il Signore che l’aveva liberata dai molti demoni, amando la sua persona con quell’affetto tutto femminile che diventa servizio, amando l’ascolto della sua parola, amando il suo mettersi umilmente a diposizione delle cose di cui il Signore aveva bisogno, per sovvenire. L’aiuto fraterno, la vicinanza straordinaria, il modo di stare accanto al Signore che Santa Maria Maddalena seppe mettere in campo, sono del tutto unici.

Vangelo

Anche il Vangelo, in fondo, ci consegna il ritratto di questa donna che sempre si mette in ricerca del suo amato. La vediamo così e la immaginiamo sempre così: di corsa, scompigliata, in ansia, in quel viaggio verso il sepolcro il mattino di Pasqua. Forse potremmo dire che Santa Maria Maddalena era un po’ possessiva e che non seppe staccarsi dalla presenza del Signore, forse potremmo dire che non seppe elaborare il lutto, forse potremmo dire che soffrì a causa di una solitudine che riteneva inguaribile… Forse potremmo però dire che ella non si fermò neppure nel momento della morte del Signore, potremmo dire che la sua ricerca non si fermò neppure di fronte alla tomba chiusa in fretta il venerdì santo, non si fermò neppure di fronte alle guardie che al mattino presto giravano per Gerusalemme, non si fermò neppure davanti a qualsiasi altro ostacolo che, di fatto, trovò su quella via benedetta verso il sepolcro. Credo proprio che l’atteggiamento della ricerca del cuore sia quello che questa liturgia che celebriamo vuole sottolineare e mettere dentro di noi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Viviamo questo atteggiamento?
  • Come questo esempio può guidare il nostro cammino?

Credo che noi aspettiamo il contrario. Noi aspettiamo, più o meno sempre, che sia il Signore a farsi vicino, ad accostarsi a noi, a chiamarci, in qualche modo che lui solo sa, lui solo conosce. Quante volte lo abbiamo aspettato, quante volte abbiamo chiesto un segno, ma, poi, non ci siamo impegnati in una fede che avesse lo stile della ricerca, come invece Santa Maria Maddalena ci chiede di fare e ci testimonia! La nostra fede, da questo punto di vista, è piuttosto pigra e, invece di affrontare la stagione della fatica e della ricerca che hanno passato tutte le grandi figure di santi, si mette subito in un atteggiamento di attesa anche perenne. Ci manca il mordente! Ci manca il senso di questa fede che diventa anche fatica, ricerca, lettura, meditazione, attesa… Più spesso noi vorremmo che il Signore si manifestasse nei tempi che decidiamo noi e, possibilmente, anche nel modo che noi pensiamo e vogliamo. La liturgia di oggi ci ricorda che non è così: la fede è fatta di paziente ed umile ricerca, la fede è fatta anche di attesa dei tempi di Dio, come per la Maddalena, che seppe amare, seppe cercare, seppe attendere anche quella manifestazione assolutamente singolare che a lei era stata riservata.

Questa festa ci permette di continuare anche la meditazione di ieri. Se ieri abbiamo detto che Dio non lascia solo nessuno, se ieri è stato Giosuè a dimostrarci che Dio è sempre vicino a tutti, oggi è Santa Maria Maddalena a darci la stessa lezione. In modo diverso, in tempi diversi, anche in stati dell’anima assolutamente diversi. Ecco perché tutte le liturgie di questa settimana serviranno un po’ come commento alla Parola di Dio di ieri.

Un modo in più per capire davvero che il Signore ci è vicino, non ci dimentica, non ci abbandona ed anzi rimane vicino a noi tutti i giorni della nostra vita.

2025-07-18T20:46:05+02:00