Sabato 22 agosto Madonna Regina

Settimana della undicesima domenica dopo Pentecoste – Sabato – Madonna Regina

Il tema di questo Sabato ci viene asegnato da un’altra festa mariana. Ad uan settimana esatta dalla festa dell’Assunta, viviamo la festa della Madonna Regina, che segna ulteriromente questo tempo estivo e ci chiede di continuare ad avere quello sguardo attento alla vita e all’esempio della Vergine Santa per vivere bene lanostra fede.

Siracide

3«Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo
e come nube ho ricoperto la terra.
4Io ho posto la mia dimora lassù,
il mio trono era su una colonna di nubi.
5Ho percorso da sola il giro del cielo,
ho passeggiato nelle profondità degli abissi.

6Sulle onde del mare e su tutta la terra,
su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
7Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo,
qualcuno nel cui territorio potessi risiedere.
8Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda
e mi disse: «Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi eredità in Israele».
9Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato,
per tutta l’eternità non verrò meno.
10Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
11Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
e in Gerusalemme è il mio potere.
12Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore è la mia eredità.
13Sono cresciuta come un cedro sul Libano,
come un cipresso sui monti dell’Ermon.
14Sono cresciuta come una palma in Engàddi
e come le piante di rose in Gerico,
come un ulivo maestoso nella pianura
e come un platano mi sono elevata.
15Come cinnamòmo e balsamo di aromi,
come mirra scelta ho sparso profumo,
come gàlbano, ònice e storace,
come nuvola d’incenso nella tenda.
16Come un terebinto io ho esteso i miei rami
e i miei rami sono piacevoli e belli.
17Io come vite ho prodotto splendidi germogli
e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza.
18Io sono la madre del bell’amore e del timore,
della conoscenza e della santa speranza;
eterna, sono donata a tutti i miei figli,
a coloro che sono scelti da lui.
19Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,
e saziatevi dei miei frutti,
20perché il ricordo di me è più dolce del miele,
il possedermi vale più del favo di miele.
21Quanti si nutrono di me avranno ancora fame
e quanti bevono di me avranno ancora sete.
22Chi mi obbedisce non si vergognerà,
chi compie le mie opere non peccherà».

Il libro del Siracide ci verrà proposto come guida per il prossimo anno pastorale. Potremmo dire che oggi abbiamo un po’ un assaggio della sapienza che esso contiene e insegna. Sapienza che, oggi, applichiamo alla Vergine Maria Regina. In lei vediamo l’adempiersi di questa scrittura. È Dio che ha posto “la sua dimora lassù”, come abbiamo contemplato nella festa dell’Assunta, dal momento che Maria è assunta incielo in anima e corpo e veglia su tutti noi dal cielo, dove richiama ciascuno di noi. E ancora: “su ogni popolo e nazione ho preso dominio”. Noi vediamo, infatti, come ogni popolo e nazione sappia lodare la Vergine Maria, anzi, è cosa bellissima vedere come ogni popolo e nazione abbia tradizioni, canti, devozioni, processioni, che inneggiano alla Vergine Santa. “Chi esalterà me avrà la vita eterna”; anche queste parole che, di per sé, sono rivolte alla sapienza, possono essere tranquillamente applicate alla Vergine Maria, dal momento che chi segue l’esempio della Vergine condividerà con lei la presenza nel regno di Dio, perché Dio Padre chiama a sé tutti, ma specialmente chi tiene in grande onore e prestigio la Madre del Figlio di Dio.

Romani

ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, 4perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
5Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. 6Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. 7Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. 8Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
9Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. 10Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. 11E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Così anche ci insegna la lettera ai Romani. Con il noto dualismo “carne” – “spirito”, San Paolo insegna che per tutti i credenti si adempie questa verità: chi cerca le cose della carne non può piacere a Dio, perché cerca le cose che fanno da punto di riferimento in questo mondo, mentre chi cerca le cose dello Spirito, vive come ha vissuto la beata Vergine Maria, cioè con lo sguardo e l’attenzione sempre proiettate in Dio e, quindi, con la capacità di attendere da Dio il compimento di ogni cosa. Molto opportunamente diceva San Paolo che le “cose della carne” non possono piacere a Dio. Il che non significa avere disprezzo per le cose della vita. Maria si è occupata di moltissime cose comuni della vita degli uomini: la famiglia, il cibo, darsi da fare per una parente bisognosa, viaggiare… Maria non ha disprezzato tutte queste cose, ma le ha compiute come chi ha l’animo rivolto verso il cielo, non come chi si perde in esse. Questa è la differenza. Chi vive così le cose terrene, chi vive così le “cose della carne” di cui non si può fare a meno per vivere in questo mondo, vive già come in cielo, dove Maria è Regina.

Vangelo

26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

La pagina dell’annunciazione ci ricorda, ancora una volta, questa verità e ci insegna che solo chi riesce a costruire un ordine interiore delle cose, che è quello della fede, vive una vita in cui “regna”, cioè una vita nella quale si costruisce quell’ordine interiore che gli consente di vivere ogni esperienza terrena rileggendola alla luce della fede.

Per noi

Credo che tutti noi, oggi, vogliamo onorare ancora la Madre di Dio. A Lei che regna dal cielo e che regna anche sulla terra, nel senso che è “regina” di tutte le anime che si consacrano a Lei, vogliamo consacrare anche la nostra anima. Consacrare l’anima a Maria Regina del cielo e della terra significa chiedere a lei al forza di essere come lei, attenti alle cose del cielo. Chiedere a Maria Regina di regnare sui di noi significa chiedere a lei di fare in modo che la sua schiera di valori, diventi anche la nostra; il suo amore per il Figlio di Dio, diventi anche il nostro; chiedere a Maria di regnare su di noi significa chiedere a Lei che è la Madre di renderci sempre più suoi figli, attenti alle cose di Dio e dello spirito.

Maria, che dal cielo regni su tutti coloro che a te si consacrano, regna anche su di noi e attiraci a te, perché anche noi possiamo consacrare a te tutta la nostra vita e quel mondo che abitiamo, perché impariamo che, senza fede in Te, non è possibile lodare degnamente il tuo Figlio e Dio, il Padre di tutti.

E così sia.

2020-08-19T20:44:20+02:00