Settimana della domenica della dedicazione – sabato – San Giovanni Paolo II
Il tema del giorno
In questo giorno facciamo particolare memoria di San Giovanni Paolo II. Certo il suo esempio, la sua parola, la sua persona, la sua voce sono per tutti noi un ricordo indelebile. Così come il suo darsi da fare per la Chiesa. Amata dal Papa, la Chiesa di Giovanni Paolo II è stata soprattutto una Chiesa giovane. Una Chiesa che ha parlato ai giovani, una Chiesa che ha attirato tanti giovani. L’emblema sono le giornate mondiali della gioventù che rimangono, ancora oggi, una delle esperienze fondamentali per tanti giovani del nostro mondo.
La Parola di Dio per questo giorno
LETTURA Dt 26, 1-11
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà in eredità e la possederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro oggi al Signore, tuo Dio, che sono entrato nella terra che il Signore ha giurato ai nostri padri di dare a noi”. Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio. Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».
SALMO Sal 96 (97)
Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R
Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R
EPISTOLA Eb 11, 1-2. 8-9. 23-29
Lettera agli Ebrei
Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Per fede, Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell’editto del re. Per fede, Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere momentaneamente del peccato. Egli stimava ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto l’essere disprezzato per Cristo; aveva infatti lo sguardo fisso sulla ricompensa. Per fede, egli lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; infatti rimase saldo, come se vedesse l’invisibile. Per fede, egli celebrò la Pasqua e fece l’aspersione del sangue, perché colui che sterminava i primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. Per fede, essi passarono il Mar Rosso come fosse terra asciutta. Quando gli Egiziani tentarono di farlo, vi furono inghiottiti.
VANGELO Lc 5, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Vangelo
“Duc in altum”. Vai al largo! Questa pagina di Vangelo, come molti di voi ricorderanno, è stata anche l’immagine con cui San Giovanni Paolo II ha spinto la Chiesa nel terzo millennio. Cosa rimane 22 anni dopo? Cosa rimane a 17 anni dalla morte del Papa? Non credo sia il momento di fare bilanci, ma il momento di recuperare quella parola che sprona, che richiama, che guida. Io credo che il santo Papa anche oggi dice a noi: andate al largo! Non accontentatevi delle cose che avete! Fate in modo che l’esperienza di Chiesa sia sempre più aperta, attenta ai giovani, pronta a vivere le sfide che il tempo ci dona. Penso che il Papa stia chiedendo a tutti di non esser Chiesa rinunciataria, Chiesa che si vede fatta di sempre meno membri e, per questo, si ritira, o dubita, o viene meno al suo mandato. L’invito ad uscire, a condurre in alto la barca è valido anche per oggi, come ci ricorda, dal canto suo, papa Francesco. La pesca è sempre più abbondante quando si va al largo. Apprendiamo questo invito e disponiamoci, per quello che possiamo fare noi, a condurre la barca di Pietro sempre più al largo. È questa la missione che si eredita sempre nella Chiesa, in qualsiasi epoca.
Deuteronomio
La lezione del Deuteronomio ci riporta ad una pagina chiave per la fede di Israele. L’autore sacro invita a ricordare che l’antico popolo di Dio sapeva rendere grazie a Dio per le cose della terra, riconosciute come suo dono e, per questo, le offriva a Dio. In questo atto di offerta, tuttavia, c’è molto di più. C’è il sentirsi condotti da Dio nelle cose della storia, c’è il sapere che tutto, in qualche modo, proviene dalle sue mani, c’è il sapere che ogni cosa è davvero nelle mani del Signore. Il libro del Deuteronomio, quindi, vuole insegnarci a ringraziare Dio per ogni cosa e a comportarci come figli che devono tutto ad un Padre buono e provvidente.
Ebrei
Così come la lettera agli Ebrei ci ha ricordato che tutti i grandi personaggi della storia della salvezza hanno avuto le loro difficoltà e anche le loro “crisi”. Ma tutto è stato superato per fede, tutto è stato superato perché questi uomini di Dio hanno saputo scavare a fondo nel tesoro del loro cuore e si sono lasciati condurre in alto da Dio, verso mete che nemmeno si potevano immaginare, verso mete che nemmeno si potevano intendere. Eppure, ci dice questo autore sacro, tutto è stato fatto per fede!
Intenzioni di preghiera
- Preghiamo per noi. Credo che spesso, di fronte a mille difficoltà della vita, noi tutti abbiamo paura. Forse la paura aumenta maggiormente quando non vediamo chiara la meta, quando ci sembra di navigare a vista, quando non sappiamo bene dove dirigere la nostra barca, quando non sappiamo bene dove dobbiamo essere condotti. Chiediamo al Signore di non avere paura a dirigere in alto le nostre vite, a non avere paura di andare dove Lui vuole. Chiediamo al Signore la grazia di vincere le nostre paure per metterci al suo servizio.
- Preghiamo per la Chiesa. Possiamo poi pregare per la Chiesa, perché non sia mai Chiesa rinunciataria. Credo che tutti abbiamo davvero molta paura in questo momento. Non sappiamo tanto fare progetti, non sappiamo bene dove dirigerci, siamo in un tempo in cui, come si dice, navighiamo a vista. Si sa, quando si naviga a vista si cerca di stare il più protetti possibile. Penso anche che a tutti sembri di essere dentro una Chiesa rinunciataria, che non osa più di tanto, che è memore di alcune grandi cose del passato ma che non è capace di ripeterle nel presente. Chiediamo al Signore la forza e la grazia di non giocare al minimo e di essere Chiesa che sa guardare al proprio futuro senza troppi problemi e senza farsi troppe false promesse. Chiediamo al Signore la grazia di saper guidare la barca della Chiesa in alto, per quello che compete a ciascuno di noi.
- Preghiamo per avere spirito di riconoscenza. Preghiamo infine per noi tutti, perché impariamo ad essere riconoscenti. Nei confronti di Dio, anzitutto, ricordando che senza di Lui non vi è alcun bene. Riconoscenti, poi, verso gli altri, verso coloro che aiutano il nostro cammino, verso coloro che ci sembrano essere sostegno o punto di riferimento imprescindibile per la nostra vita. Ringraziamo il Signore che ci guida in ogni passo, con la sua pazienza e il suo amore.
Introduciamoci così alla domenica del mandato missionario, per fare sempre più esperienza di Chiesa viva e vitale, dono e richiamo per il mondo di oggi.