martedì 22 novembre

Settimana della 2 domenica di Avvento – martedì 

La spiritualità di Avvento per questo giorno

Le immagini per questo giorno sono varie e bellissime e ci aiuteranno a riflettere su come Dio “scrive diritto anche sulle righe storte degli uomini”, come dice la sapienza popolare. Immagini che, nella loro crudezza, ci richiameranno alla conversione e alla docilità e disponibilità del cuore per incontrare Dio.

La Parola di Dio per questo giorno

GEREMIA 3, 6-12
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Il Signore mi disse al tempo del re Giosia: «Hai visto ciò che ha fatto Israele, la ribelle? Si è recata su ogni luogo elevato e sotto ogni albero verde per prostituirsi. E io pensavo: “Dopo che avrà fatto tutto questo tornerà a me”; ma ella non è ritornata. La sua perfida sorella Giuda ha visto ciò, ha visto che ho ripudiato la ribelle Israele proprio per tutti i suoi adultèri, consegnandole il documento del divorzio, ma la sua perfida sorella Giuda non ha avuto alcun timore. Anzi, anche lei è andata a prostituirsi, e con il clamore delle sue prostituzioni ha contaminato la terra; ha commesso adulterio davanti alla pietra e al legno. E nonostante questo, la sua perfida sorella Giuda non è ritornata a me con tutto il cuore, ma soltanto con menzogna». Oracolo del Signore. Allora il Signore mi disse: «Israele ribelle si è dimostrata più giusta della perfida Giuda. Va’ e grida queste cose verso il settentrione: Ritorna, Israele ribelle, dice il Signore. Non ti mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso. Oracolo del Signore. Non conserverò l’ira per sempre».

SALMO Sal 29 (30)

A te grido, Signore, chiedo aiuto al mio Dio.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita. R

Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.
Ho detto, nella mia sicurezza:
«Mai potrò vacillare!». R

«Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!».
Hai mutato il mio lamento in danza,
mi hai tolto l’abito di sacco. R

Mi hai rivestito di gioia,
perché ti canti il mio cuore, senza tacere;
Signore, mio Dio,
ti renderò grazie per sempre. R

PROFETI Zc 1, 7-17
Lettura del profeta Zaccaria

Il ventiquattro dell’undicesimo mese, cioè il mese di Sebat, l’anno secondo di Dario, questa parola del Signore fu rivolta al profeta Zaccaria, figlio di Berechia, figlio di Iddo. Io ebbi una visione di notte. Un uomo, in groppa a un cavallo rosso, stava fra i mirti in una valle profonda; dietro a lui stavano altri cavalli rossi, sauri e bianchi. Io domandai: «Mio signore, che cosa significano queste cose?». L’angelo che parlava con me mi rispose: «Io ti indicherò ciò che esse significano». Allora l’uomo che stava fra i mirti prese a dire: «Questi sono coloro che il Signore ha inviato a percorrere la terra». Si rivolsero infatti all’angelo del Signore che stava fra i mirti e gli dissero: «Abbiamo percorso la terra: è tutta tranquilla». Allora l’angelo del Signore disse: «Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di avere pietà di Gerusalemme e delle città di Giuda, contro le quali sei sdegnato? Sono ormai settant’anni!». E all’angelo che parlava con me il Signore rivolse parole buone, piene di conforto. Poi l’angelo che parlava con me mi disse: «Fa’ sapere questo: Così dice il Signore degli eserciti: Io sono molto geloso di Gerusalemme e di Sion, ma ardo di sdegno contro le nazioni superbe, poiché, mentre io ero poco sdegnato, esse cooperarono al disastro. Perciò dice il Signore: Io di nuovo mi volgo con compassione a Gerusalemme: la mia casa vi sarà riedificata – oracolo del Signore degli eserciti – e la corda del muratore sarà tesa di nuovo sopra Gerusalemme. Fa’ sapere anche questo: Così dice il Signore degli eserciti: Le mie città avranno sovrabbondanza di beni, il Signore consolerà ancora Sion ed eleggerà di nuovo Gerusalemme».

VANGELO Mt 12, 14-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».

Geremia

L’immagine del profeta è molto forte e cruda: l’immagine di una prostituta. D’altronde non ci sorprende perché la Scrittura si nutre sempre delle cose della vita e le prostitute sono una delle categorie più citate del Primo Testamento. L’immagine è molto forte perché il profeta la applica, per comando di Dio, al suo popolo. La prostituta di cui si parla è l’intero Israele, che è e rimane infedele. Dio si aspetta giustizia dal suo popolo e ottiene infedeltà, Dio si attende cammino, attenzione, capacità di continuo discernimento e non ottiene altro che adulterio. Anzi, il profeta rincara la dose, perché dice che la prostituzione di Israele non è celata, non è nascosta, è evidente, avviene alla luce del sole. Dio è tradito davanti a tutti senza alcun ritegno. La dose viene poi rincarata quando si viene a parlare della Tribù di Giuda, quella nella quale ha sede Gerusalemme, che avrebbe dovuto vedere il cammino deviato degli uomini e rimanere fedele a Dio e, invece, è stata più infedele di altri. Ecco perché il profeta avrebbe il diritto di parlare a nome di Dio preannunciando qualche castigo, qualcosa di terribile e, invece, fa sentire la voce di Dio che parla di pietà e di misericordia. L’immagine è eloquente e bellissima: di fronte alle infedeltà del suo popolo, Dio si sente spinto a vivere una pietà ancora più grande nei confronti di tutti gli uomini.

Zaccaria

Il profeta Zaccaria ci presenta un’immagine terrificante: uomini su un cavallo rosso, un cavallo sauro, e un cavallo bianco, che hanno percorso tutta la terra e che si presentano al Signore dicendo che la terra è “tutta tranquilla”. Parola che, però, trova subito una prosecuzione forte: la terra è tranquilla ma Dio è sdegnato contro la terra, Dio è lontano dal suo popolo, Dio ha “abbandonato” la sua città. Anzi, il profeta ricordava che lo sdegno del Signore è durato già settant’anni. Cosa significano queste parole? Il profeta parla a un popolo che sa di essere infedele, sa di essersi comportato, per stare alle parole della precedente visione, come una prostituta. Dio per questo non ha potuto manifestare la sua luce. Ora, però, visto che è passato il tempo della purificazione, ovvero visto che il popolo sta recuperando la fede in Dio, è più facile vedere e capire come Dio non abbia mai abbandonato il suo popolo. Ecco perché la visione, sul finire, inizia ad avere un tono molto rassicurante e benedicente. Dio è padre di misericordia e non smette mai di far brillare il suo volto su tutti coloro che lo cercano, lo attendono, lo desiderano. Dio, ad un popolo che sa ritornare alla fede, fa sapere di essere pronto ad una ricostruzione e a donare ogni bene. Il recupero della fede porta con sé ogni bene per l’uomo.

Vangelo

Nel Vangelo troneggiano due immagini. L’immagine del complotto. È, ovviamente, un’immagine molto negativa. Il complotto è quello che si sta realizzando contro Gesù. Come risponde a costoro Gesù? Con una citazione del profeta Isaia, che è la citazione cardine che descrive la missione del Messia. Egli viene in mezzo a un popolo che cospira contro di lui con parole di amore, con gesti di vicinanza e di umiltà. Egli viene per rispettare i deboli e gli afflitti, per ridare fiducia agli sventurati, per ricostruire il cuore di chi è affranto. Ad una immagine pienamente negativa corrisponde un atteggiamento di misericordia di Gesù che, al contrario, cerca di edificare di nuovo gli uomini con la sua presenza e con la manifestazione della sua tenerezza e del suo amore.

Il nostro cammino alla luce di queste immagini

Il nostro cammino è molto simile a quello di Israele. Tutti noi potremmo applicare a noi l’immagine dell’infedeltà, l’immagine della prostituta che ci fa capire che è il nostro cuore ad essere lontano da Dio. A noi che pure siamo lontani da Dio è però rivolta la parola piena di affetto, di amore, di vicinanza del Signore Gesù che dice a ciascuno di noi che egli viene per riedificare il nostro cuore, per prendersi cura delle nostre fragilità, per ridare fiducia e slancio al nostro cuore che è sempre oppresso da una moltitudine di cose. Il cuore di questo giorno di Avvento consiste proprio nel ricordarci che tutti noi siamo al centro dell’attenzione e della benevolenza di Dio. Specie quando siamo più lontani da Lui, è allora che brilla più forte il suo amore e la sua misericordia.

Intenzioni di preghiera

Credo che sia doveroso pregare per noi, oggi, chiedendoci quali sono le nostre fragilità, le nostre lentezze, le nostre cattive abitudini, i dubbi che portiamo nel cuore e che rendono difficile il cammino di sequela di Gesù. Credo che anche noi, senza mezzi termini, dobbiamo interrogarci per quando assomigliamo alla prostituta dell’immagine che il profeta ci lascia. Non pensiamo che sia troppo forte! Talvolta noi siamo stati, siamo e purtroppo anche saremo così: infedeli! Non importa se le nostre infedeltà sono gravi o meno, conta solo che, anche a partire da esse, ci lasciamo amare in modo ancora più forte da Dio.

In secondo luogo credo che dovremmo proprio rileggere bene quelle frasi che ci parlano della tenerezza dell’amore di Dio e della sua volontà di essere presente nel cuore dell’uomo sempre. Rileggendole cerchiamo di avvertire la misericordia del Signore che si posa su ciascuno di noi.

In terzo luogo credo che il Signore ci stia chiedendo di amarci anche nelle nostre fragilità: è proprio per guarirle che manda, ancora, il suo figlio tra noi. Sia questa la certezza che ci guida e che ci accompagna!

2023-02-03T17:55:43+01:00