Mercoledì 23 febbraio

Settimana della pentulima domenica dopo l’Epifania – mercoledì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Sap 18, 5-9. 14-15
Lettura del libro della Sapienza

Poiché essi avevano deliberato di uccidere i neonati dei santi – e un solo bambino fu esposto e salvato –, tu per castigo hai tolto di mezzo la moltitudine dei loro figli, facendoli perire tutti insieme nell’acqua impetuosa. Quella notte fu preannunciata ai nostri padri, perché avessero coraggio, sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà. Il tuo popolo infatti era in attesa della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici. Difatti come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te. I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli, intonando subito le sacre lodi dei padri. Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo rapido corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile.

SALMO Sal 67 (68)

Ha cura di noi il Dio della salvezza.

O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,
tremò la terra, i cieli stillarono davanti a Dio,
quello del Sinai, davanti a Dio, il Dio d’Israele. R

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. R

Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte. R

VANGELO Mc 11, 12-14. 20-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Vangelo

Quando vi mettete a pregare…”. Quando ci mettiamo a pregare, come entriamo nella preghiera? Forse non tutti, non sempre, stiamo attenti a come ci mettiamo a pregare. Forse interrompiamo alcune azioni della giornata senza troppa attenzione e, per questo, non stacchiamo con il pensiero. Forse entriamo nella preghiera sapendo bene cosa dire e cosa fare e, per questo, la preghiera è concisa, racchiusa in poco tempo, quasi che sentissimo il bisogno di tornare, il più presto possibile, alle occupazioni della giornata. Forse non stacchiamo mai nemmeno le opere del giorno e preghiamo mentre stiamo facendo qualcosa, realtà non male in sé ma che non può certo essere l’unico modo di pregare!

La parabola del fico seccato, che è la narrazione di un’azione profetica, intende insegnarci proprio questo e cioè che è importante ogni realtà connessa alla preghiera: dove preghiamo, quanto preghiamo, con chi preghiamo, per chi, per che cosa preghiamo… la preghiera trae forza anche da queste cose e il Signore ci ha voluto ricordare che se non stiamo attenti a queste cose, rischiamo di mandare a monte l’intera azione della preghiera.

Soprattutto, poi, la piccola narrazione evangelica ricordava che una preghiera gradita a Dio è la preghiera fiduciosa. Quando ci disponiamo alla preghiera, occorre avere la fiducia di ottenere quello che è l’oggetto della preghiera ma, ancor più, occorre avere la fiducia di essere ascoltati. Al di fuori di queste condizioni non c’è spirito di preghiera autenticamente cristiana.

Sapienza

Il Libro della Sapienza ci fa riflettere insistendo ancora sui fatti dell’Esodo. Il ricordo che ci veniva proposto oggi è quello della notte dell’ultima piaga d’Egitto, la famosissima strage dei primogeniti. L’autore sapienziale mette in relazione la notte della decima piaga con la decisione degli egiziani di uccidere ogni nato maschio tra gli ebrei, editto dal quale fu risparmiato solo Mosè. L’autore sacro vede nella notte della strage dei primogeniti una sorta di contrappasso di quella scellerata decisione. Al di là dello stile narrativo proprio del testo, la Scrittura ci ricorda una grandissima verità: chi agisce contro la vita non ha scampo. Mortificando la vita degli altri, al limite uccidendo, togliendo di mezzo la vita degli altri, costui rende brutta la propria vita, impoverisce la propria umanità, mortifica tutti gli uomini e le donne del mondo. Chi si comporta da santo, e cioè rispetta la vita dell’uomo, ottiene sempre benedizione e ricompensa da Dio. Per utilizzare il linguaggio più familiare del Vangelo, potremmo dire che costui viene sempre ascoltato da Dio. Chi difende la vita dell’uomo, in qualsiasi condizione essa si svolga, sarà sempre ascoltato dal Padre, autore di ogni vita.

Per noi

Credo che oggi tutti faremmo molto bene a sostare sulle provocazioni del Vangelo chiedendoci:

  • Come curo la mia preghiera?
  • Quanta attenzione metto a come entro in preghiera e a come esco dalla preghiera?
  • La mia preghiera è fiduciosa?

Poi, credo che dovremmo chiederci, al di là di un esame liturgico sulla nostra preghiera:

  • rispetto sempre la vita?
  • Cosa faccio per difendere la vita dell’uomo?
  • Quanto mi sta a cuore la vita dell’altro?

Solo se sapremo essere onesti difensori della vita, potremo sempre avere la certezza di essere ascoltati, anche quando la nostra preghiera non è perfetta. Il Signore, infatti, non ci chiede di essere perfetti sempre nella preghiera, ma di saper ascoltare il grido dell’uomo, vera preghiera davanti a Dio.

2022-02-18T11:37:29+01:00