Venerdì 23 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – Venerdì

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi non abbiamo una memoria ufficiale e forse ci sfugge un po’ la figura di santa che oggi viene ricordata: Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Appartenente ad una delle più nobili famiglie fiorentine, Maddalena ebbe il dono singolare di vedere le anime del Purgatorio e di insegnare come la nostra preghiera, soprattutto il sacrificio eucaristico, possa essere con frutto applicata alle anime del Purgatorio. Una devozione che he va scomparendo e che noi, nello spirito pasquale, potremmo davvero cercare di tenere viva.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 17, 16-34
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Paolo, mentre attendeva Sila e Timòteo ad Atene, fremeva dentro di sé al vedere la città piena di idoli. Frattanto, nella sinagoga, discuteva con i Giudei e con i pagani credenti in Dio e ogni giorno, sulla piazza principale, con quelli che incontrava. Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui, e alcuni dicevano: «Che cosa mai vorrà dire questo ciarlatano?». E altri: «Sembra essere uno che annuncia divinità straniere», poiché annunciava Gesù e la risurrezione. Lo presero allora con sé, lo condussero all’Areòpago e dissero: «Possiamo sapere qual è questa nuova dottrina che tu annunci? Cose strane, infatti, tu ci metti negli orecchi; desideriamo perciò sapere di che cosa si tratta». Tutti gli Ateniesi, infatti, e gli stranieri là residenti non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità. Allora Paolo, in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi. Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: “A un dio ignoto”. Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”. Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano. Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti». Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». Così Paolo si allontanò da loro. Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmarie altri con loro.

SALMO Sal 102 (103)

Il tuo regno, Signore, si estende al mondo intero.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. R

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno domina l’universo.
Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi. R

VANGELO Gv 12, 44-50
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Atti

Da questo punto di vista è bellissima la narrazione degli Atti. Paolo è ad Atene, la città colta per eccellenza nel mondo antico, la città dove ci sono molte scuole filosofiche, la città che ama anche accogliere le novità culturali e religiose che ci sono nel mondo per farne oggetto di confronto. L’Areopago è il luogo dove si svolge tutto questo. Essere ammessi a parlare nell’Areopago era già un onore e un privilegio non di poco conto. Anche a Paolo è stato concesso di parlare e di essere ascoltato. Mentre tutto sembra andare per il meglio, ecco che c’è un grosso scivolone quando Paolo parla della risurrezione. Molti lo deridono, molti lo licenziano con buona educazione, solo pochi si fermano ad ascoltarlo fino in fondo e pochi decidono di aderire alla verità cristiana che Paolo porta. Il discorso sulla risurrezione, che è il fondamento della nostra fede ma anche il fondamento della nostra speranza, divide. Così ci sono alcuni che ne fanno oggetto del proprio serio cammino di fede, ma anche altri che deridono chi accetta questa dottrina e questa visione della vita, del mondo, delle cose. Paolo non si scoraggia: accoglie chi rimane, lascia che altri vadano per la loro strada, ma senza il minimo di giudizio, senza il minimo di critica.

Vangelo

L’annuncio della vita eterna in comunione con il Padre è il cuore del Vangelo. Lo sappiamo molto bene e il tempo di Pasqua che stiamo vivendo è il tempo liturgico che la Chiesa dedica proprio alla comprensione di questo mistero, annunciando la volontà del Padre di salvare tutti e ricordando all’uomo quanto è importante la sua vita anche nella dimensione corporea. Il corpo dell’uomo è l’oggetto della salvezza che Cristo annuncia, non solo la sua anima. Ecco perché Cristo ha assunto un corpo mortale, ecco perché il cristianesimo, se volete, è così singolare. Nel cristianesimo tutto ciò che è materiale e corporeo non è destinato alla morte, non è destinato alla fine, ma è destinato alla redenzione. Non c’è aspetto della vita dell’uomo che non meriti questa redenzione che Cristo è venuto a portare a tutti. Ecco perché Gesù, ancora una volta e con fermezza, annunciava che la Parola di Dio è verità ma è anche eternità. A tutti coloro che la accolgono, viene promessa la vita eterna, quella vita derisa da chi non crede, eppure meta per tutti coloro che si aprono al mistero della redenzione.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa rischiara la mia vita di fede nell’eternità?
  • Quanto anche io dubito di questa realtà?

Credo che oggi tutti siamo invitati a sostare e a riflettere. La vita eterna, la risurrezione della carne, sono contenuti della vita di fede tutt’altro che facili, tutt’altro che scontati. C’è una riflessione costante che noi tutti siamo chiamati a compiere perché non dobbiamo mai dare per scontato questa realtà della fede. Credo che non dobbiamo nemmeno vergognarci di avere dubbi, difficoltà, reticenze in proposito. Anche queste cose fanno parte del cammino di fede e noi tutti siamo chiamati da un lato a prenderne consapevolezza, dall’altro ad avere forza di fede sufficiente per vivere bene e con vivo desiderio di eternità la nostra vita. Per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto, dell’intercessione, della presenza della Vergine Santa che anche oggi vogliamo onorare e chiamare in nostro aiuto. Dall’altro lato credo che ci venga buona anche la memoria di Santa Maria Maddalena. Chissà quanti cristiani battezzati sono in Purgatorio! Forse anche per non aver creduto troppo alla forza della risurrezione e alla chiamata alla vita eterna. Ecco perché anche noi, nella memoria di tante persone care, siamo invitati a pregare per le anime del Purgatorio, unendo alla nostra preghiera la comunione eucaristica perché possiamo essere vicini alle anime del Purgatorio. Sia anche questa l’intenzione che teniamo presente mentre viviamo la nostra Eucarestia.

Esercizio per questo giorno di gioia

Preghiamo per le anime del Purgatorio, per dare anche a loro la gioia dell’eternità beata alla quale sono diretti.

2025-05-15T18:39:51+02:00