Lunedì 24 febbraio

Settimana della penultima domenica dopo l’Epifania – Lunedì

La spiritualità della settimana

In questa settimana leggeremo il libro della Sapienza. Così la Chiesa ambrosiana tenta di educarci ad un progressivo avvicinamento alla Quaresima, permettendoci di gustare appieno queste domeniche del perdono e della misericordia che hanno il compito di introdurci alla grande sosta penitenziale annuale. Le due Scritture di oggi hanno, a ben vedere, un tema comune: la richiesta della sapienza.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sap 8, 17-18. 21 – 9, 5. 7-10
Lettura del libro della Sapienza

Riflettendo su queste cose dentro di me e pensando in cuor mio che nella parentela con la sapienza c’è l’immortalità e grande godimento vi è nella sua amicizia e nel lavoro delle sue mani sta una ricchezza inesauribile e nell’assidua compagnia di lei c’è la prudenza e fama nel conversare con lei, andavo cercando il modo di prenderla con me. Sapendo che non avrei ottenuto la sapienza in altro modo, se Dio non me l’avesse concessa – ed è già segno di saggezza sapere da chi viene tale dono –, mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il mio cuore: «Dio dei padri e Signore della misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, e con la tua sapienza hai formato l’uomo perché dominasse sulle creature che tu hai fatto, e governasse il mondo con santità e giustizia ed esercitasse il giudizio con animo retto, dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perché io sono tuo schiavo e figlio della tua schiava, uomo debole e dalla vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie; mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte, un altare nella città della tua dimora, immagine della tenda santa che ti eri preparata fin da principio. Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; lei sa quel che piace ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti. Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito».

SALMO Sal 77 (78)

Diremo alla generazione futura la legge del Signore.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli,
perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno. R

Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R

VANGELO Mc 10, 35-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Sapienza

Anzitutto, appunto, il libro della Sapienza, che ci ha riportato la preghiera di Salomone per avere la sapienza. Sappiamo che il grande Re di Israele ebbe questa intuizione quando salì al trono: chiedere a Dio il dono della sapienza per ben governare. Lo chiese a Dio sapendo che tutto quello che lui poteva umanamente fare, era in ordine al buon governo, ma solo con la sapienza che viene da Dio egli avrebbe effettivamente potuto dedicarsi ad un’azione di governo veramente a servizio dell’uomo. Ecco perché Salomone chiese a Dio questa capacità di essere sapiente, legando così, inscindibilmente la sapienza alla preghiera e alla contemplazione. La sapienza, dunque, non è solo questione di studio, di preparazione, di approfondimento. C’è una sapienza maggiore, c’è una sapienza che viene da Dio e che occorre trovare attraverso quello che si può ottenere dalla preghiera e dalla contemplazione.

Vangelo

Il Vangelo ci mostra un altro versante di questa riflessione. I discepoli, di per sé, sono tutti i giorni alla “scuola della sapienza” che è lo stare con Gesù. Eppure, come per altro abbiamo sentito, ci sono alcuni di loro che ambiscono a posti prestigiosi e a glorie anche future. Evidentemente, pur stando alla scuola della sapienza incarnata che è Cristo, non hanno capito e si lasciano attirare da modelli molto umani, chiedendo quello che è più al centro del loro interesse umano e non nasce dalla fede. È Gesù che interviene sul tema e che, nuovamente e con pazienza, insegna che la sapienza del discepolo è diversa. Non consiste nel chiedere, non spera nell’avere, ma vuole conformarsi a Cristo stesso. Come Cristo è venuto per servire, così il discepolo cerca di fare sua questa sapienza. Il discepolo fa di ogni giorno un tempo propizio, un tempo utile per servire chi è nel bisogno, senza domandarsi troppe cose e senza lasciare che gli appelli del Signore cadano nel vuoto.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che anche noi tutti, oggi, abbiamo la possibilità di chiederci quale sapienza stiamo cercando. Oggi, specie i giovani, sono immersi in un mare di conoscenza che genera una sapienza davvero profonda su molte cose e realtà della vita. Non sempre, però, alla conoscenza di contenuti sempre più specifici, corrisponde quella sapienza di vita cristiana che consiste nel dedicarsi agli altri, nel servire, nel seguire il Signore su questa via particolare. Le due cose non sono certo in contrasto. Ben venga un approfondimento culturale sempre più specifico e profondo, ma non a scapito della carità. Mi sembra che siamo tutti un po’ fermi alla questione posta dai discepoli. Si studia, si approfondisce, si fanno esperienze, ma poi è in vista di posti, onori, remunerazioni… certo, specie in molti giovani, c’è davvero un’ambizione grande. Ma non solo in loro! Credo che sia sapiente, per noi, in questo giorno, cercare di conformarci a questa sapienza che è fatta di ascolto, di attenzione, di imitazione, di desiderio di crescere nella capacità di servizio che è raccomandata a ogni cristiano. Siamo in un anno del tutto particolare: l’anno del Giubileo. Il tempo di conversione e di grazia che ci viene concesso, non è solo tempo di preghiera e di meditazione, ma anche tempo della carità e tempo per dedicarci a qualche opera che sa dire di noi, del nostro cammino, del nostro progressivo avvicinarci al Signore. Approfittiamo, dunque, di quanto ci viene donato e cerchiamo di vivere in una ricerca di sapienza che nasce sempre più dal voler imitare la carità del Signore, che, da ricco che era, si è abbassato fino a noi. Sia questo il modello da vivere e da seguire nei nostri giorni più feriali.

Provocazioni dalla Parola

  • Che sapienza ricerco?
  • Accanto a tante cose che approfondisco per la mia vita, quale servizio gratuito e generoso so sostenere?
  • Quale richiamo per il Giubileo da queste Scritture?
2025-02-21T15:52:02+01:00