Venerdì 24 novembre

Settimana della 2 domenica di Avvento – venerdì

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è dedicata a riflettere sul tema dell’identità del cristiano che è chiamato ad essere sobrio e a convertirsi.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 7, 1-14
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ora, figlio dell’uomo, riferisci: Così dice il Signore Dio alla terra d’Israele. Ecco la fine: essa giunge sino ai quattro estremi della terra. Ora che su di te pende la fine, io scaglio contro di te la mia ira, per giudicarti secondo le tue opere e per domandarti conto di tutti i tuoi abomini. Non avrà pietà di te il mio occhio e non avrò compassione, ma ti riterrò responsabile della tua condotta e diverranno palesi in mezzo a te i tuoi abomini; saprete allora che io sono il Signore. Così dice il Signore Dio: Ecco, arriva sventura su sventura. Viene la fine, viene su di te: ecco, viene! Viene il tuo turno, o abitante della terra: arriva il tempo, è prossimo il giorno terribile e non di tripudio sui monti. Ora, fra breve, rovescerò il mio furore su di te, e su di te darò sfogo alla mia ira, per giudicarti secondo le tue opere e per domandarti conto di tutti i tuoi abomini. Non avrà pietà di te il mio occhio e non avrò compassione, ma ti riterrò responsabile della tua condotta e diverranno palesi in mezzo a te i tuoi abomini: saprete allora che sono io, il Signore, colui che colpisce. Ecco il giorno, eccolo: arriva. È giunto il tuo turno. L’ingiustizia fiorisce, germoglia l’orgoglio e regna la violenza, scettro della malvagità. È giunto il tempo, è vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non rimpianga, perché l’ira pende su tutti! Chi ha venduto non tornerà in possesso di ciò che ha venduto, anche se rimarrà in vita, perché la condanna contro il loro fasto non sarà revocata e nessuno, per la sua perversità, potrà salvare la sua esistenza. Si suona il corno e tutto è pronto; ma nessuno muove a battaglia, perché il mio furore è contro tutta quella moltitudine».

SALMO Sal 105 (106)
Abbi pietà di noi, Signore, per il tuo grande amore.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. R

Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
Li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. R

PROFETI Ml 2, 4-9
Lettura del profeta Malachia

Così dice il Signore Dio: «Saprete che io ho diretto a voi questo monito, perché sussista la mia alleanza con Levi, dice il Signore degli eserciti. La mia alleanza con lui era alleanza di vita e di benessere, che io gli concessi, e anche di timore, ed egli mi temette ed ebbe riverenza del mio nome. Un insegnamento veritiero era sulla sua bocca né c’era falsità sulle sue labbra; con pace e rettitudine ha camminato davanti a me e ha fatto allontanare molti dal male. Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca insegnamento, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti. Voi invece avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento; avete distrutto l’alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti. Perciò anche io vi ho reso spregevoli e abietti davanti a tutto il popolo, perché non avete seguito le mie vie e avete usato parzialità nel vostro insegnamento».

VANGELO Mt 12, 38-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Ezechiele

La profezia di Ezechiele di quest’oggi è tutta un susseguirsi di invettive e di condanne. Perché una Parola così dura? Forse ci domandiamo anche: ma Dio può pronunciare davvero parole così difficili da comprendere e da “digerire”? Il profeta descrive questa situazione: il popolo di Israele ha avuto numerosi richiami per aderire alla fede, ma moltissimi hanno continuato a vivere come se Dio non esistesse. È per questo che la Parola, che di per sé è salvezza eterna, si trasforma in parola dura e di condanna. La salvezza di Dio e la sua misericordia ci sono, sempre e per tutti. Solo che bisogna aderirvi. Come dire: Dio si fa vedere, si mostra, va in cerca dell’uomo. Se la libertà si chiude ostinatamente, la Parola di salvezza si muterà in parola di condanna, nel senso che chi non aderisce alla salvezza proposta da Dio non troverà altro che la solitudine. Il profeta esprime tutto il suo rammarico per una situazione difficile in cui gli uomini non hanno voluto salvarsi, non hanno voluto aderire alla salvezza che è stata loro offerta, e si domanda: può davvero essere così? Può davvero essere il cuore dell’uomo così chiuso e così ostinato? Ebbene, la risposta, purtroppo, è positiva. Lo vediamo molto bene anche noi, nel nostro mondo. Prima però di giudicare gli altri pensiamo a noi stessi e pensiamo a quante volte abbiamo rimandato la nostra conversione, la nostra adesione alla Parola di Dio, per i motivi più svariati ma, in fondo, inconsistenti. Mettiamo mano alla nostra conversione perché senza di essa è vano ogni nostro passo e cammino.

Malachia

La profezia di Malachia è, di per sé, per i sacerdoti. Egli ricorda che le parole dell’uomo di Dio devono custodire la scienza ed aiutare i fratelli nel cammino della fede. Il profeta si scaglia con coloro che hanno fatto della loro posizione un privilegio e non hanno aiutato gli altri ad accedere alla via di Dio. Queste parole, però, si addicono a tutti gli uomini di fede. Il compito di tutti i credenti è quello di custodire la scienza per aprire a tutti la via della salvezza. Quando questo accade, ecco, allora, che si arriva a grandi risultati. Quando questo non accade, ecco, allora, che ci si perde. Il profeta richiama alla responsabilità della testimonianza di fede. Quando tutti i credenti vigileranno su loro stessi e arriveranno a questa vigilanza, sarà chiaro, per tutti, il valore della fede. Ma fino a quando questo non accadrà, ci sarà sempre spazio per il dubbio, la contestazione, la messa alla prova. L’uomo di fede deve esserne conscio e, per questo, non deve perdersi nei meandri della storia, ma sempre deve saper reagire e spronare sé stesso.

Vangelo

Il Vangelo non solo è molto noto ma viene riletto più volte nell’anno liturgico. Perché questa insistenza? Perché la Pasqua del Signore, ovvero il segno di Giona al quale alludeva Gesù, sono il centro della fede e il cuore della nostra relazione con Dio in ordine alla salvezza eterna. Dove noi siamo perdonati da ogni peccato? Dove attingiamo forza per il cammino? Dove siamo capaci di avere quella giusta visione sulle cose, sul mondo, sulla storia? Solo nella Santa Eucarestia. Solo accostandoci ad essa con profondità, con verità, con attenzione, rimettiamo al centro della nostra vita di fede la Pasqua del Signore, nella quale abbiamo il perdono dei peccati e dalla quale otteniamo la forza per il cammino presente. Anche a noi, in questo Avvento, è richiamata nuovamente questa verità, perché tutti abbiamo ad attingere dalla Pasqua del Signore quella forza di fede senza la quale non arriviamo da nessuna parte.

Marana Thà, Vieni Signore Gesù!

Così anche noi possiamo dire:

Marana Tha, vieni Signore Gesù e donaci di vedere tutti i richiami alla salvezza che tu poni sul nostro cammino. Aiutaci a non rimanere sordi! Aiutaci a vedere tutte quante le possibilità che tu ci doni per tornare felicemente a Te!

Marana Tha, vieni Signore Gesù nella nostra storia e insegnaci che anche noi tutti dobbiamo imparare a custodire le labbra, la scienza, perché è anche attraverso la nostra testimonianza che altri potranno accedere a quella rivelazione di fede che porta alla salvezza.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci che la Santa Eucarestia deve sempre essere il cuore di ogni cammino di fede verso la salvezza eterna.

Marana Tha, vieni Signore Gesù!

Provocazioni dalla Parola

  • Metto a frutto i richiami di fede che il Signore dona anche a me?
  • Custodisco la parola di scienza della fede?
  • Metto l’Eucarestia sempre al centro di tutto il mio cammino di vita?
2023-11-18T09:31:58+01:00