Domenica 25 giugno 2023

4 dopo Pentecoste

Per introdurci

  • Cosa pensiamo del diluvio universale?

Suppongo tutti pensiamo che sia una bella storia, una bella favola da raccontare ai bambini. In effetti è proprio così. Il poema del diluvio universale è una narrazione tipica dell’antico vicino oriente ed è una narrazione che accomuna molte culture, fedi e popoli diversi.

Il che, però, non significa che non abbia un significato spirituale. Ed è questo il motivo per cui la scrittura l’ha fatta propria, con una connotazione particolare che è, propriamente, quella della Genesi. Una storia che ha ancora molto da dire a tutti.

La Parola di Dio 

LETTURA Gen 6, 1-22
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. [Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo –, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. ] Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. Questa è la discendenza di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore. Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro». Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato: così fece.

SALMO Sal 13 (14)

L’alleanza di Dio è con la stirpe del giusto.

Lo stolto pensa: «Dio non c’è».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
non c’è chi agisca bene.
Il Signore dal cielo si china sui figli dell’uomo
per vedere se c’è un uomo saggio,
uno che cerchi Dio. R

Sono tutti traviati, tutti corrotti;
non c’è chi agisca bene, neppure uno.
Non impareranno dunque tutti i malfattori,
che divorano il mio popolo come il pane
e non invocano il Signore? R

Ecco, hanno tremato di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.
Voi volete umiliare le speranze del povero,
ma il Signore è il suo rifugio. R

EPISTOLA Gal 5, 16-25
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

VANGELO Lc 17, 26-30. 33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Louscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

Genesi

Significato spirituale che noi possiamo mettere in parallelo al Vangelo. Di che cosa ci parla la storia di Noè? Di che cosa ci parla la sua vita? Molto semplicemente ci parla di un uomo che viveva in mezzo ad altri uomini, ma con una profonda differenza. Mentre gli altri uomini vivono per sé, senza coscienza di Dio, senza relazione con il suo mistero, immersi nelle cose di tutti i giorni, Noè vive una vita che cerca Dio, una vita che è in mezzo a quella degli altri ma non come quella degli altri. Una vita che ha un suo spessore, una vita che ha un suo sapore, una vita che parla a tutti della bellezza di Dio, del suo mistero, della ricerca della sua volontà. Volontà che appare a volte incomprensibile. Così quello che per molti è una punizione, il diluvio, per l’uomo di fede è una purificazione. L’uomo di fede Noè ammira Dio che vuole purificare e al tempo stesso salvare la sua creazione e si affida a lui, ad un uomo semplice, ad un uomo forse insignificante, per portare alla salvezza e alla purificazione tutto il mondo. Con questo racconto la Genesi vuole insegnare questo: Dio ama la sua creazione, la rispetta, la purifica continuamente affidandosi agli innumerevoli uomini e donne di buona volontà che, nel corso del tempo, mantengono desta la loro fede e la loro ricerca del mistero di Dio. Dio purifica il mondo così, con l’intervento, con la buona volontà di tutti coloro che desiderano aprirsi al suo mistero.

Vangelo

È questo, propriamente, l’insegnamento del Vangelo. Gesù insegna che gli uomini vivono tutti sotto il medesimo cielo e tutti sulla medesima terra. Tutti vivono, apparentemente, le stesse cose: si nasce e si muore; si vive sani e ci si ammala; si lavora e ci si riposa; si ama e si viene amati; si sperimentano tutte le sfumature delle emozioni con le quali Dio permette al cuore dell’uomo di esprimersi… tutti gli uomini vivono di queste cose, ma c’è una bella differenza tra l’uomo che sa di essere figlio di Dio e vive queste cose con fede e l’uomo senza fede, che vede in tutte queste cose solo degli accadimenti, il frutto del caso, cose fortuite della vita che si mescolano continuamente nella vita del mondo.

Il Signore insegna, più precisamente, che l’uomo di fede vigila attentamente. Su sé stesso, per non cadere nella trappola dei pagani e per non diventare anche lui uno di quelli che credono che tutto sia frutto del caso. Sugli altri, sulla storia, sul mondo intero, perché sa bene che, dalla sua vigilanza, dipenderà un giudizio diverso. Mentre vive le cose che vivono tutti, l’uomo di fede si prepara anche all’incontro con Dio e vive di questo. Ecco perché non lo impaura nemmeno la morte; egli sa che proprio da essa dipende la comunione con Dio cercata tutta la vita.

Proprio per questo Gesù arriva a dare il criterio spirituale con cui il credente può interpretare la propria esistenza: “chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, ma chi la perderà la manterrà viva”. Ovvero, chi pensa a sé stesso, chi pensa in modo egoistico, chi pensa a salvarsi dalle cose che possono accadere, alla fine perde. Chi, invece, si sente solidale con il mondo, lotta come gli altri uomini, si spende per gli altri, porta la luce della propria fede, si salva. Il tema del Signore è molto chiaro. Tema che, per altro, era già contenuto nella storia di Mosè: Egli lavora non solo per sé stesso, ma è un simbolo universale di salvezza. La vita che riprenderà sulla terra dopo il diluvio è frutto anche della sua generosità, del suo lavoro, della sua obbedienza umile e mansueta alla parola di Dio.

Galati

Così possiamo comprendere anche la catechesi di Paolo. Paolo si serve di un elenco di realtà per dire quali sono le opere che non portano a salvezza. È un elenco molto preciso, può servire perfino per un esame di coscienza. È un elenco che San Paolo ha condiviso con altre fonti, un elenco preciso che tutti, non solo i cristiani, possono comprendere ed anche condividere. Le cosiddette “opere della carne” hanno diversi punti di approccio: certo quello morale sessuale, che è il più evidente ed è quello che colpisce maggiormente la nostra attenzione, ma non è l’unico. San Paolo ci ricorda anche che “idolatria, stregonerie”, sono un modo di aderire al male che produce moltissimi danni. Proviamo a pensare a come, nel nostro mondo, non in quello di san Paolo, vadano di moda queste cose. Pensiamo come è forte il richiamo a cartomanti, maghi, varie forme con le quali si pretende, in qualche modo, di indagare il futuro o di parlare con i morti. Tutte cose che richiamano il male non solo nella vita di chi commette queste cose, ma nel mondo intero, giacché il male si diffonde sempre oltre coloro che lo compiono fisicamente. Ancora San Paolo poneva l’attenzione su quelle opere che l’egoismo genera: “egoismi, fazioni, divisioni”, cose che noi vediamo nella nostra vita, realtà dalle quali noi non siamo, purtroppo, esenti. Paolo dà un criterio spirituale molto chiaro e che deriva da quello del Signore: “quelli che sono di Cristo, hanno crocifisso la carne con le sue passioni”. Un modo molto efficace per dire da cosa si deve astenere la vita di un credente. Tutto questo non si può fare da soli, basandosi sulle proprie forze, ma deve essere fatto chiedendo a Dio il dono dello Spirito. Spirito che agisce nell’intimo dei cuori e che porta alla salvezza.

Per il nostro cammino

Così vorrei che fosse immediata la provocazione:

  • Quali opere della carne sono in me?
  • Quali opere mi abbattono?
  • Quali opere dello Spirito sto tentando di edificare?

Provocazione che, se volete, ci riporta alla domanda iniziale: io come sto vivendo? Sono uno di quelli che vigila su sé stesso nell’attesa del ritorno del Signore o uno di quelli che pensa che non ne valga la pena? Anche noi, come Noè, come ogni uomo e donna di fede, attraversiamo il nostro tempo. Tempo che è fatto così, ha le sue bellezze, ha le sue ricchezze, ha le sue difficoltà e povertà. Tempo che è fatto però, perché noi sappiamo distinguerci. Non perché più bravi di altri, non perché migliori di altri, ma, piuttosto, perché più attenti a quei valori dello Spirito che sono dentro di noi e che dobbiamo tutti rispettare.

Siamo all’inizio dell’estate. Credo che questa parola di Dio sia, proprio per questo, anche più provocatoria. Come desideriamo passare questo tempo? Quali opere di Dio vedremo in esso? Siamo capaci di tendere a quelle opere dello Spirito che Dio ci propone o siamo fermi alle opere della carne che ci affliggono? Proviamo a fermarci e a riflettere un poco, chiedendo quel dono spirituale che deve portare ciascuno di noi a capire che a tutti è chiesta, come sempre, una forte capacità di vigilanza. Senza questa capacità noi non saremo mai in grado di vivere come figli di Dio!

Chiediamo questa grazia mentre affrontiamo e viviamo il tempo che ci viene donato di vivere! Con tutti i suoi pregi, con tutte le sue difficoltà.

2023-06-23T23:30:06+02:00