Sabato 25 ottobre

Settimana della dedicazione – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo la settimana con la memoria del beato Carlo Gnocchi, uomo di grande fede e, proprio per questo, di grandissima carità. Oggi festeggiamo un uomo che non si è fermato a guardare, un uomo che ha saputo fare, di un bisogno del suo tempo, un servizio all’umanità. Anche oggi, che sono mutate tutte le condizioni del vivere, il carisma di don Carlo ci aiuta a capire che tocca noi essere attenti ai piccoli, agli indifesi, soprattutto a coloro che portano nel loro corpo il segno della loro fragilità. Interceda per noi il beato Carlo e ci guidi sulla via che porta a Cristo Signore.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 18, 9-14
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

EPISTOLA Rm 1, 28-32
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, poiché i pagani non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

VANGELO Lc 5, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Vangelo

Il carisma di don Gnocchi ben si addice ad una rilettura del Vangelo di oggi. È San Pietro che viene reso direttamente pescatore di uomini ma, potremmo dire, che è ogni discepolo che partecipa di questo carisma. Ogni discepolo deve andare nel mondo e avvicinare la gente a Cristo. Ogni discepolo deve andare nel mondo e farsi carico della presenza di Dio che deve essere esplicitata per gli uomini. Ogni discepolo deve andare nel nome di Cristo da chi non conosce, da chi non ha mai visto, per realizzare quella fraternità che toglie dal peccato e inserisce nella verità. Il beato Carlo ha fatto questo. È stato capace di guardare agli uomini così come li guarda Cristo. Ed è stato amato dagli uomini proprio perché capace di vivere una reale relazione di premura e di vicinanza a ciascuno di loro.

Deuteronomio

Il tema del Deuteronomio ci fa capire qualcosa di più. Molto spesso gli uomini si chiudono in forme di religione che sanno di scaramanzia. Certo un tempo anche attraverso questi atti che definiamo rozzi, barbari, assolutamente lontani dal nostro modo di sentire e di vedere. Ma non siamo poi tanto vittoriosi. Anche noi abbiamo modi di vivere forme di paganesimo di questo genere. Soprattutto vicinanza a riti occulti, a forme di superstizione che portano anche a vivere male la propria dimensione religiosa. Credo che sia molto utile richiamare che, spesso, gli uomini non sanno quanto forme di occultismo o di magia allontanino da Dio e avvicinano al demonio. Pensiamo a chi ricorre a maghi e cartomanti, pensiamo al fenomeno dell’occultismo, pensiamo a chi si avvicina pericolosamente al demonio con fatture e riti magici. Credo che sia assolutamente necessario ricordare che tutto ciò che ci allontana da Dio ci avvicina al male. Il cristiano è chiamato a parlare chiaro e a donare un orizzonte di vita più che mai vicino al Vangelo a tutti coloro che vogliono rinnovare la vita della propria anima e non perdere mai l’occasione per avvicinarsi a Dio.

Romani

Il carisma di San Paolo permette all’apostolo di dire anche queste cose molto forti e molto dirette. Anche per riassumere queste righe dell’Apostolo si potrebbe usare la citazione del Vangelo che è il cuore del nostro anno pastorale. “Tra voi non sia così”. Tra noi credenti non ci deve essere chi vive quelle espressioni di male che abbiamo letto nell’epistola; tra noi credenti non ci deve essere nulla che ci faccia assomigliare a chi è senza Dio; tra noi credenti non ci deve essere nulla che ci porti ad avere qualcosa in comune con chi non vive la fede, con chi è lontano da Dio, con chi abbandona la strada maestra e si avvicina pericolosamente a quella del demonio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Quanto è necessario che oggi ci siano pescatori di uomini! Vale a dire uomini che, testimoniando la fede, sappiamo dire dove sta la verità, sappiano dirigersi verso Dio, sappiano cercare quale via percorrere per dire a tutti dove sta la verità del Vangelo, ovvero la verità della vita dell’uomo. Credo che sia fondamentale trovare missionari dell’amore del Signore che sappiano dire a tutti quali pericoli corre l’anima quando ci si allontana da Dio. Ecco cosa suggerirei di fare a tutti: prendiamoci a cuore un fratello, una sorella che vediamo camminare pericolosamente nella via dell’indifferenza religiosa o, peggio, sulle vie che portano lontano da Dio e dalla fede.

Sentiamoci tutti coinvolti in questo modo di vivere la missione che la Chiesa propone e incentiva. In questo mese tutto dedicato alla missione, non pensiamo solo a chi vive la missione “ad gentes”. Pensiamo anche a noi chiamati a vivere con fede e con attenzione questa chiamata alla verità e alla luce in Cristo, che è la gioia e la pace vera per ogni uomo.

2025-10-24T14:16:46+02:00