Lunedì 26 aprile

Settimana della 4 domenica di Pasqua – Lunedì

Questa settimana la liturgia ci propone numerose memorie di santi a cui molti sono devoti: le beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese, Santa Gianna Beretta Molla, Santa Caterina da Siena, per poi concludere la settimana con un’altra memoria di San Giuseppe, quella che lo ritrae con il titolo di lavoratore, che vogliamo dedicargli con solennità, dal momento che siamo nell’anno a lui intitolato.

Vangelo

Gv 6, 44-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Leggeremo, anzitutto, le pagine del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, che contiene il famoso discorso sul “pane di vita” e che sono l’insegnamento che San Giovanni dedica all’Eucarestia.

Anzitutto San Giovanni esprime una consapevolezza: “nessuno può venire a me se non lo attira il Padre mio”. Ovviamente Gesù si sta riferendo ai discepoli, la loro chiamata è un mistero che è nella mente di Dio. Essi sono stati chiamati per grazia. La stessa cosa può però essere detta di ogni fedele. Tutti noi siamo stati chiamati per grazia. Se noi siamo pervenuti alla fede e se, soprattutto, ci accostiamo al Sacramento dell’Eucarestia, è per un dono, prima ancora che per una scelta o per una responsabilità.

Una seconda responsabilità: “tutti saranno istruiti da Dio”. Il riferimento è ancora al discepolo che vive la grazia dell’ascolto della Parola dalla viva voce del Signore, ma è anche a noi che siamo istruiti da Dio dalla sua parola e dalla presenza del Sacramento. L’Eucarestia, infatti, opera nel cuore dell’uomo in una maniera misteriosa e nota solo a Dio, come il seme che muore nel campo per dare vita ad una nuova realtà.

Una terza consapevolezza: “chi crede ha la vita eterna”. Chi si ciba del pane del cielo, chi si ciba del “pane della vita”, come San Giovanni chiama l’Eucarestia, non solo cresce nella propria fede, ma ottiene un “pegno di vita eterna”. L’Eucarestia è viatico per la salvezza dell’anima e per la vita nell’eternità.  In questo senso l’Eucarestia è “la mia carne per la vita del mondo”, nel senso che essa è il pane del cammino che sostiene il credente nel tempo presente, ma è anche il pane del cielo che porta a Dio Padre.

Atti

At 9, 26-30
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo. Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.

Questi insegnamenti ci permettono di rileggere insieme anche la pagina degli Atti degli Apostoli. San Paolo è un nuovo “apostolo”, per così dire, scelto da Dio. Lo abbiamo sentito bene: tutti hanno paura di lui, non ci si fida della sua conversione, la gente dubita di quella conversione che incomincia a far parlare in tutta la cristianità, ma della quale si sa ancora troppo poco.

Paolo è un uomo che si ciba di Eucarestia, insieme agli altri apostoli. È un uomo che si lascia guidare da coloro che sono apostoli “prima” di lui. Per questo si lascia anche consigliare e quando si capisce che la situazione è troppo incandescente, la decisione comune è quella di far tornare Paolo a Tarso, cioè a casa sua fino a quando non si siano calmate le acque. Come dire: l’Eucarestia ispira anche scelte di prudenza, scelte ponderate. Essa è pegno di vita eterna, ma ogni cosa a suo tempo! L’Eucarestia ispira anche le scelte sagge, le scelte di prudenza per evitare azioni impulsive e frettolose che rovinerebbero la vita delle persone. Ogni cosa ha il suo tempo!

Per noi

Credo che anche a noi vengano dati questi consigli spirituali.

L’Eucarestia, che molti di noi ricevono anche quotidianamente come sostegno del proprio cammino di fede, non è solo pegno di vita eterna, ma deve aiutare anche il discernimento della vita presente e deve sostenere anche le scelte della vita presente! Il sacrificio di Cristo ripetuto sull’altare in ogni chiesa del mondo, sostiene il cammino di fede di ciascuno e permette di affrontare anche le difficoltà della vita, come quelle di San Paolo. Quando riceviamo il Corpo del Signore, non temiamo di rimettere in lui le nostre domande, i nostri bisogni insieme al nostro pensiero di eternità. L’Eucarestia ci sostiene in tutte queste dimensioni. Ecco perché più ci accostiamo al Sacramento, più ci sentiremo sostenuti nelle cose della vita presente e non solo nel cammino verso quelle promesse da Dio per l’eternità.

  • Mi sento sostenuto dalla forza dell’Eucarestia?
  • Come mi avvicino alla beata eternità?
2021-04-23T22:21:30+02:00