Lunedì 26 luglio

Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – Lunedì

Questa settimana ha una lunga serie di celebrazioni di santi. I santi Gioacchino ed Anna che segnano anche la festa della chiesa dedicata a S. Anna nella nostra comunità; poi i Santi Nazaro e Celso, S. Marta, S. Ignazio, saranno le altre grandi figure di santi che celebreremo. Attingiamo luce non solo dalla Parola di Dio ma anche dal loro esempio e dal modo con cui ciascuno di loro ha incarnato la Parola stessa. Oggi, a motivo della festa di questa nostra chiesa, seguiremo le letture proprie della festa.

Siracide

Sir 44, 1. 10-15
Lettura del libro del Siracide

Facciamo l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Essi furono uomini di fede, e le loro opere giuste non sono dimenticate. Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità: i loro posteri. La loro discendenza resta fedele alle alleanze e grazie a loro anche i loro figli. Per sempre rimarrà la loro discendenza e la loro gloria non sarà offuscata. I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre. I popoli parlano della loro sapienza, l’assemblea ne proclama la lode.

Nel numero degli uomini illustri ci sono anche loro, i Santi Gioacchino ed Anna. A dire il vero sappiamo pochissimo di loro. La loro memoria è più legata alla tradizione che non alle notizie storiche che si riescono ad avere. Sappiamo solo che, fin dal secolo VI, il loro culto e la loro memoria erano celebrati in oriente e che da qui il loro culto si estese a tutta la cristianità. La loro santità consiste nell’aver generato quell’unica creatura priva di ogni traccia di peccato tra i figli degli uomini. Inoltre sappiamo che essi educarono alla fede la Beata Vergine Maria, vivendo le più note tradizioni della cultura ebraica ed educando Maria a vivere come una vera figlia del popolo di Dio. La tradizione legata a San Giovanni Damasceno ci dice che fu proprio S. Anna ad essere la maestra spirituale della figlia, educandola a quell’attesa messianica che certamente coinvolgeva tutto il popolo di Dio ma che coinvolse lei in modo del tutto singolare. Non sappiamo molto di Gioacchino, se non che abitava anch’egli a Betlemme. Anna e Gioacchino appartenevano poi l’uno alla tradizionale tribù di sacerdoti, l’altro alla stirpe regale di Davide. Il loro matrimonio suggella quindi l’unirsi delle due grandi tradizioni e mette ancor più in luce l’aspetto regale e sacerdotale del Signore Gesù che nacque dalla Vergine Maria.

Vangelo

Mt 13, 16-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

Certamente anche i santi Gioacchino ed Anna furono tra coloro che “hanno desiderato vedere ciò che voi vedete ma non lo videro ed ascoltare ciò che voi ascoltate ma non lo ascoltarono”. Le parole di Gesù intendono sottolineare la beatitudine di chi lo vide, lo ascoltò, contemplò i suoi gesti di misericordia e di amore. Al tempo stesso Gesù esalta la fede di coloro che appartengono all’epoca del Primo Testamento e che, animati da una fede forte e certa, desiderarono vedere il Messia ma non lo videro né poterono udire la sua parola. Dal momento che i santi Gioacchino ed Anna non sono mai citati nel Vangelo, se ne desume che essi non videro il ministero del Signore e, dunque, a giusto titolo sono annoverati tra coloro che avrebbero desiderato incontrare la rivelazione del Signore ma non ne ebbero l’opportunità.

Efesini

Ef 3, 14-19
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

Altrettanto certamente però, i due santi sposi sono tra coloro che potrebbero dire le parole che, molto tempo dopo, scrisse San Paolo. Sono tra coloro che hanno cercato di comprendere qualcosa del mistero di Dio. Proprio per questo motivo essi sono di esempio e sono termine di confronto della nostra fede. La fede dei grandi del passato dice a noi questa verità: i santi sono tra coloro che rendono ricca e bella l’esperienza della Chiesa, e donano a tutti noi di vivere il nostro cammino con maggior forza e desiderio di giungere a quella meta che il Signore Gesù ha predisposto per noi.

Per noi

Cosa dice a noi questa festa e come vogliamo viverla?

Io credo che tutti noi dobbiamo imparare una sola cosa dai Santi Gioacchino ed Anna: dobbiamo imparare a trasmettere la fede in famiglia. Anna e Gioacchino si impegnarono a fare questo, come risulta anche dalle numerose testimonianze di arte che ritraggono proprio S. Anna mentre educa la figlia alla fede in Dio. In questo ella fu certamente donna del suo popolo, dal momento che la fede in Israele viene trasmessa dalla madre.

Guardiamo alla nostra situazione. Abbiamo famiglie nelle quali diventa sempre più difficile parlare di fede. La preghiera in famiglia è una cosa pressoché impossibile, se non per la benedizione della mensa che resiste ancora in molte famiglie. Poco altro è alla nostra portata. Io credo che S. Anna indichi a tutti la via di un dialogo di fede in famiglia come via di evangelizzazione. Fu lei, con la frequente preghiera ad essere di esempio alla Vergine; fu lei, con il marito, a far vivere alla Madonna tutte quelle tradizioni del popolo ebraico che parlarono al cuore della Vergine.  Infatti è quando si è inseriti nella fede di un popolo che si comprende meglio quello che la fede insegna e quello che la fede tramanda. Anche noi abbiamo bisogno di questo. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi apprendano la fede da ciò che vedono e da ciò che vivono. Abbiamo bisogno che i nostri giovani comprendano che la fede deriva anche da una comunità che è l’insieme di tanti fedeli che lottano, pregano, chiedono a Dio le cose che hanno più a cuore nella loro vita. Chiediamo questa grazia a S. Anna. Solo così anche la nostra comunità pastorale potrà crescere in quella dimensione spirituale che è la ricerca di Dio che rende bella, piena e santa la vita di ciascuno.

Santi Gioacchino ed Anna pregate per noi.

2021-07-23T10:41:23+02:00