Martedì 26 ottobre

Settimana della 1 domenica dopo la Dedicazione – Martedì 

Apocalisse

Ap 5, 1-14
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi, nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro e di guardarlo. Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire il libro e di guardarlo. Uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli». Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, e cantavano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra». E vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: «L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione ». Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli». E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

In realtà ci sono molti uomini a caccia di segni. In verità ci sono molti uomini e donne che pretendono di avere qualche rivelazione, di avere qualche segno speciale dal cielo per interpretare il presente e il futuro. In realtà molti sono tratti in errore proprio da dicerie, da presunte rivelazioni, da cose fuorvianti.

Il testo dell’Apocalisse parla chiaro. La Verità è solamente quella svelata da Cristo, che è via, verità e vita. Il simbolo dell’Agnello che siede sul libro dei 7 sigilli è universalmente noto. Anche noi, certamente, lo abbiamo visto più volte. Questo segno serve proprio per dirci questo, serve per dirci che la verità è quella rivelata dal Vangelo e che non occorre seguire nessuna presunta rivelazione, nessun presunto segno, perché l’unico vero segno dato all’uomo per giungere alla verità di Dio, è proprio il Vangelo. Vangelo che custodisce il cuore di chi cerca Dio con fede.

C’è qualcosa che aiuta la ricerca di senso di chi vuole seguire la Parola di Dio, vero segno di verità per chi crede: le preghiere dei santi. Sono loro ad intercedere perché la via di chi cerca Dio con fede sia illuminata. È per questo che, nei momenti più importanti e determinanti della vita della Chiesa, ovvero la celebrazione dei sacramenti, noi chiediamo la loro intercessione. Per lo meno nel Battesimo, nell’ordine sacro, nel matrimonio, nella Messa esequiale ci sono le litanie. In ogni Messa, in verità, invochiamo la loro intercessione nella stessa preghiera eucaristica.

Rivolgersi alla potente intercessione dei santi è richiesta esplicita del loro aiuto per vivere una vita che sia realmente cristiana.

Vangelo

Mc 10, 17-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Più volte, anche recentemente, abbiamo riletto insieme il brano del giovane ricco. Cosa c’è che non va in quest’uomo? L’autosufficienza. Quest’uomo mette davanti a Dio le cose buone che sa fare da sé stesso: è in grado di osservare i comandamenti, è in grado di osservare le prescrizioni della fede ebraica, è un uomo generoso… cosa gli manca? Quella capacità di rimettere la sua vita nelle mani di Dio che hanno avuto i santi. Santi che potrebbero aiutarlo, se solo egli lo volesse. Ma il giovane ricco, orgoglioso della propria condotta e chiuso, se vogliamo, anche nel proprio orgoglio, non vuole supplicare l’aiuto di nessuno. Pensa di potere fare da sé, come sempre. È così che quella bontà d’animo diventa chiusura di fronte alla proposta del Signore e, per questa ostinazione, chiusura di fronte al progetto di felicità che, invece, Dio avrebbe per ciascuno di noi.

Per noi

Chissà quante volte anche noi abbiamo evitato di chiedere l’aiuto dei santi e ci siamo chiusi in qualche forma di ostinazione! Chissà quante volte anche noi avremmo potuto fare del bene o far prendere alla nostra vita una piega diversa e, invece, non ci siamo rivolti all’aiuto di coloro che già vedono il volto di Dio e ci siamo trovati con poco in mano!

Chiedere l’intercessione dei santi è essenziale se vogliamo che la nostra vita abbia un esito felice. Chiedere l’intercessione dei santi è essenziale se vogliamo che la nostra vita sia luminosa per qualche opera buona. Chiedere l’aiuto dei santi è assolutamente indispensabile, se vogliamo che la nostra vita sia segno e profezia delle cose ultime, delle cose che ancora devono avvenire, delle cose che hanno bisogno della luce di Dio per lasciar trasparire tutta la loro verità, forza, richiamo per gli uomini del nostro tempo.

  • A che santo ci rivolgiamo?
  • Chi sono i nostri amici celesti che intercedono per noi?

Avere un santo per amico è indispensabile anche per ciascuno di noi. Sono loro che rendono il cammino più facile e che ci permettono di avvicinarci a Dio con maggiore forza. Invochiamoli con fede. Saranno essi ad attirarci a loro.

2021-10-22T11:09:57+02:00