lunedì 26 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – lunedì 

Questa ultima settimana del mese è ricca di memorie: San Vincenzo de’ Paoli, i Santi Arcangeli, San Gerolamo, Santa Teresina di Lisieux. Memorie e celebrazioni importanti, che ci porteranno fino alla settimana della Madonna del Rosario che inizierà sabato con il pellegrinaggio al Sacro Monte.

Il tema del giorno

Fede o opere?

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Gc 2, 14-26
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. E si compì la Scrittura che dice: «Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia», ed egli fu chiamato amico di Dio. Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per le opere, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un’altra strada? Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

SALMO Sal 111 (112)

Il giusto opera il bene e vive con fede.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre. R

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto. R

Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R

VANGELO Lc 18, 28-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

Vangelo

Il dilemma è presente in ogni credente. Contano di più le opere o la fede? Anche San Pietro è stato pervaso da questa domanda ed ha messo nelle mani del Signore il quesito che cullava nel cuore, chiedendo direttamente a Gesù cosa avrebbe avuto in cambio delle sue opere di rinuncia. Rinuncia ad una casa, rinuncia ad una famiglia, rinuncia ai beni… Rinunce che San Pietro, al pari degli altri discepoli, ha compiuto non in base ad un atto della volontà, non in base ad un principio, ma come conseguenza di un incontro: l’incontro con Cristo. Il motivo delle rinunce di San Pietro è dunque la fede. Fede che si è poi concretizzata in questa opera come in altre opere.

Giacomo

La predicazione apostolica ha ripreso spesso questo tema che era al cuore e al centro della fede di molti fedeli. San Giacomo, nella sua lettera, dimostra di aver preso in serio carico la domanda che si facevano in molti, rispondendo in modo preciso, puntuale e anche provocatore. Chiama, infatti, “insensati” coloro che non capiscono che le due cose vanno sempre insieme. Una fede che non trovasse una traduzione pratica in alcune opere, rischia di essere disincarnata e, quindi, non cristiana. Il principio dell’incarnazione vissuto da Cristo stesso, sostiene la “praticità” della fede che si deve esprimere in forme concrete di vicinanza, sostegno, condivisione, amore. Dall’altro lato una serie di opere, pure fatte in nome della fede, ma senza un rapporto vivo e diretto con Cristo, come espressione dell’incontro con Lui e del servizio fatto all’uomo, sarebbe solamente un continuo “operare senz’anima”. A meno di voler essere “insensati” questa è la fede del cristiano, questa è la fede di chi vuole seguire il Signore e rendersi presente nella Chiesa animato dalla costante fede che il popolo di Dio ha espresso.

Intenzioni di preghiera

Raccolgo da queste letture alcune intenzioni.

  1. Preghiamo per noi, perché sappiamo esprimere la fede. Uno dei problemi che vedo oggi è proprio quello connesso all’espressione della fede, ovvero alla sua testimonianza. Vedo molti credenti nella fatica che fanno ad utilizzare formule, preghiere, riti che non appartengono più al loro orizzonte culturale. Ma vedo anche molti che faticano a pensare che la fede abbia una ricaduta pratica nelle loro azioni e pensano che la fede sia solo quell’espressione rituale, liturgica che utilizzano in alcuni momenti della loro esperienza religiosa. Preghiamo per tutti noi, perché nessuno cada mai in questo dilemma o provi mai questa difficoltà. Preghiamo perché, come credenti formati dalla Parola di Dio, sappiamo esprimere la nostra fede sia con le parole della tradizione, del rito, ma anche con quei comportamenti pratici che è bene avere, vivere, per testimoniare la fede che sentiamo e portiamo nel cuore.
  2. Preghiamo per l’impegno dei cristiani nel mondo. C’è anche un’apposita celebrazione della S. Messa che ci aiuta a chiedere a Dio la forza per sostenere il nostro impegno nel mondo. Come credenti, come cristiani, infatti, siamo chiamati a questo. Noi siamo nel mondo per testimoniare la presenza di Cristo. Non per altro! Chiediamo al Signore questa grazia, perché senza il suo aiuto e la sua presenza il nostro si riduce ad un operare continuo il cui risultato potrà essere solo la stanchezza. Chiediamo al Padre il dono di cristiani ferventi nello spirito e, per questo, attivi nelle opere.
  3. Preghiamo per non avere rimpianti. Chiediamo al Signore anche questa grazia: la grazia di non avere rimpianti per quello che lasciamo, per non poter “essere come gli altri” o fare come loro. Chiediamo la grazia di essere sempre sostenuti in tutto e per tutto dalla forza della fede che ci deve aiutare ad essere testimoni della bellezza del dono della gratuità.

Anche oggi facciamo della tavola della Parola una mensa alla quale nutrirci e grazie alla quale sostenere il nostro impegno e la nostra testimonianza di vita buona.

2022-09-23T15:09:28+02:00