Giovedì 27 aprile

Settimana della 3 domenica di Pasqua – giovedì 

La spiritualità di questo giorno 

Due esperienze di “buio”.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 6, 8-15
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio. Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge. Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato». E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.

SALMO Sal 26 (27)

Tu sei la mia luce e la mia salvezza, Signore.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R

Quando mi assalgono i malvagi
per divorarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere. R

E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano.
Immolerò nella sua tenda sacrifici di vittoria,
inni di gioia canterò al Signore. R

VANGELO Gv 6, 16-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Vangelo

Il buio, si sa, è sempre legato all’idea di difficoltà, paure, cose che non vanno della vita. La notte, poi, nel mondo biblico, è spesso presa come termine di paragone di momenti difficili della vita, momenti di mancanza di fede, momenti che intendono significare il buio interiore che si può provare. È così anche nella pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato oggi. I discepoli sono reduci da un’esperienza unica, quella che il Signore ha permesso loro di fare nel deserto e, cioè, la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Forti di questo segno, incoraggiati da questo segno, i discepoli iniziano una traversata che, invece, presto si dimostra difficile, per non dire quasi disastrosa. C’è vento contrario, le onde incominciano ad ingrossarsi, come possiamo facilmente capire si comincia ad avere paura, si comincia a temere.  Che cosa salva i discepoli da questa paura? Cosa permette loro di continuare questa traversata senza più timore? La presenza del Signore. Il Signore che viene verso di loro e che parla con la sua voce facendosi riconoscere, insegna che non c’è niente da temere quando Lui è presente, nemmeno le notti più fonde, nemmeno le esperienze più difficili, nemmeno i momenti più solitari, niente! I discepoli si lasciano rincuorare da questa presenza ed imparano così ad accompagnare tutti i momenti difficili della vita ricercando la presenza del Signore. Sarà quello che faranno nei giorni dopo la Pasqua, rimettendo sempre al centro di tutto la presenza eucaristica del Signore.

Atti

Così è anche nell’esperienza di Stefano. Stefano viene ingiustamente accusato, la sua predicazione viene completamente travisata. Stefano sa bene di essere un simbolo da colpire, uno da togliere di mezzo come era stato fatto con il Signore Gesù. Ma non si preoccupa di nulla, né della pericolosità della sua vocazione, né del livore dei suoi avversari. Nella sua “notte”, Stefano si lascia guidare da Dio, forte della promessa che Colui che lo aveva chiamato, gli avrebbe anche dato la forza. Ed è esattamente quello che accade anche nell’ora di una passione così crudele. Passione che permetterà però a Stefano di ripetere quella del Signore e di dimostrare che è possibile che il discepolo imiti il maestro in una vita di donazione seria, sincera, profonda. Che cosa ha dato forza a Stefano? La contemplazione che accompagna la sua missione. Quella contemplazione che era resa possibile dal suo rendersi sempre disponibile per l’Eucarestia, vero sostegno di tutta la comunità cristiana ieri, oggi, sempre.

Il nostro cammino di fede

Oggi possiamo lasciarci guidare anche dal ricordo delle Beate Caterina e Giuliana, le due donne che fondarono quel romitaggio presso il Sacro Monte che oggi è il convento delle monache di clausura. Cosa ha ispirato due donne, in un tempo difficilissimo, ad andare da sole su un monte? Cosa le ha sostenute non solo nelle prove fisiche della vita, non solo nelle malattie che hanno sperimentato, ma anche nella fede? La presenza del Signore, l’Eucarestia che hanno cercato come alimento, sostegno, guida dei loro passi, insieme alla Parola di Dio e a quella di Sant’Ambrogio, nostro patrono e maestro interiore di queste donne che, in modo del tutto particolare, si consacrano a Lui.

Così viene detto a ciascuno di noi. È naturale, è normale che la vita di ciascuno di noi incontri momenti difficili, notti oscure, prove di vario genere e tipo. Eppure c’è una consolazione che viene data, una consolazione per il cuore del credente che deve affrontare queste asperità e queste difficoltà: la presenza del Signore. Anche per noi è la consolazione del “sapere” che il Signore è presente in qualsiasi notte del cuore dell’uomo. È, soprattutto, la consolazione che viene a noi dal poterci nutrire di Eucarestia, di quel pane del cielo che allieta il cammino dell’uomo, perché Dio Padre sostiene tutti con il Corpo donato da suo Figlio.

Così anche noi possiamo fare tesoro di questo insegnamento e, grazie alla Scrittura, grazie all’esempio dei santi, possiamo imparare che, quando avremo noi “notti” da attraversare, non saremo mai soli, ma la presenza di Dio accompagnerà tutti. A noi occorrerà saperla cercare.

Intenzioni di preghiera

La grazia spirituale da chiedere in questo giorno è proprio questa: chiediamo al Signore di ricordarci, in quei giorni, della sua presenza, della sua vicinanza, della sua condivisione con la nostra vita in tutto e per tutto. Chiediamo al Signore la forza e la grazia di saperci nutrire sempre più di Eucarestia, per sentire viva, operante in noi la consolazione del cuore. Intercedano per noi anche le Beate Caterina e Giuliana che vivono già questa consolazione dello Spirito nella visione della vita eterna.

2023-04-14T14:55:07+02:00