Giovedì 27 giugno

Settimana della 5° domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questa settimana

Due modi diversi di affrontare la vita. Ecco il cuore di queste due bellissime Scritture.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 31, 1-12
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè andò e rivolse queste parole a tutto Israele. Disse loro: «Io oggi ho centovent’anni. Non posso più andare e venire. Il Signore inoltre mi ha detto: “Tu non attraverserai questo Giordano”. Il Signore, tuo Dio, lo attraverserà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni, in modo che tu possa prenderne possesso. Quanto a Giosuè, egli lo attraverserà davanti a te, come il Signore ha detto. Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato la loro terra, che egli ha distrutto. Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dato. Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà». Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: «Sii forte e fatti animo, perché tu condurrai questo popolo nella terra che il Signore giurò ai loro padri di darvi: tu gliene darài il possesso. Il Signore stesso cammina davanti a te. Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Non temere e non perderti d’animo!». Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, e a tutti gli anziani d’Israele. Mosè diede loro quest’ordine: «Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno della remissione, alla festa delle Capanne, quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore, vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge».

SALMO Sal 134 (135)

Signore, il tuo ricordo resterà per ogni generazione.

Sì, riconosco che il Signore è grande,
il Signore nostro più di tutti gli dèi.
Tutto ciò che vuole
il Signore lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi. R

Egli colpì i primogeniti d’Egitto,
dagli uomini fino al bestiame.
Mandò segni e prodigi
in mezzo a te, Egitto,
contro il faraone e tutti i suoi ministri. R

Colpì numerose nazioni e uccise sovrani potenti:
Sicon, re degli Amorrei, Og, re di Basan,
e tutti i regni di Canaan.
Diede in eredità la loro terra,
in eredità a Israele suo popolo. R

VANGELO Lc 8, 22-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

Deuteronomio

Il primo modo è quello di Mosè. Mosè ormai è vecchio, ha vissuto quasi interamente la parabola della sua esistenza. È sazio dei giorni, è contento di quello che ha fatto perché ha sperimentato la fedeltà di Dio. Così Mosè può riguardare a tutto quello che è accaduto, a quello che è stato e può dire con fede e con fiducia che nulla lo interessa più. Ha vissuto i suoi giorni, ha svolto il suo compito. Per questo, ora, può andare in pace. Ha provveduto a scegliere un successore, vede il popolo di Israele ormai pronto per entrare nella terra. Ecco perché considera finita la sua vita e la sua missione. Cos’altro ci si potrebbe aspettare? È un uomo saggio, un uomo di fede pienamente riconciliato con i suoi giorni. Un uomo che ha un solo desiderio: essere per sempre con quel Dio che ha servito nei giorni della sua esistenza mortale. Un’immagine bellissima di come la fede, quando è vera, realizza la vita di un uomo e lo porta a non temere la morte. Quando uno ha vissuto bene, sente che arriva il momento per chiudere questa vita. Non c’è altro da cercare, da vivere, da fare.

Vangelo

Nel Vangelo abbiamo l’attestazione di un altro modo di intendere la vita e i giorni. Abbiamo uomini adulti, uomini che hanno fede, ma che sono anche alle prese con molte cose della vita. Uomini che sanno che il loro compito non è finito. Uomini che vogliono ancora vivere con gioia quello che il Signore ha preparato per loro. Uomini che, quindi, leggono l’instabilità temporanea di una notte come qualcosa che turba seriamente la loro esistenza, la loro vita. Sono in tutto e per tutto uomini di fede, ma sono anche uomini che sanno che la loro vita non è compiuta, non è sazia, non è finita. Sono uomini che sanno bene che dovranno ancora lottare, dovranno ancora cimentarsi in mille cose dell’esistenza. Sono uomini saggi, che credono nel Signore, ma che hanno ancora gusto per le cose della vita. Gusto che ha avuto anche Mosè, ma che, nella sua vecchiaia, ha esaurito.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così le Scritture ci stanno dicendo che il modo di intendere la vita e i giorni dipende moltissimo anche dalla stagione di vita nella quale ci troviamo. C’è un momento in cui le cose possono considerarsi chiuse, terminate e uno si dispone ad essere veramente in pace con sé stesso e con gli altri e ad andarsene. Così come ci sono momenti in cui uno avverte ancora la bellezza, il richiamo, il fascino delle cose della vita e si dispone a gustarle in pieno. È proprio per questo che, in questi momenti in cui si avverte che c’è ancora molto da fare, si invoca il nome del Signore, specie nei momenti difficili, nei momenti di pericolo, nelle avversità.

Penso che questa sia anche la nostra esperienza. Essere appassionati della vita, chiedere al Signore aiuto per le cose che ci stanno maggiormente a cuore, cercare la soluzione ai problemi che si verificano, non è affatto sbagliato! Anzi! Proprio in queste cose si vede quel “gusto della vita” che ci fa essere ancor più figli di Dio. Ma ci sono anche momenti in cui si avverte altro, in cui si capisce che è tempo di andarsene… forse non li abbiamo ancora sperimentati, ma possiamo vedere altre persone vecchie e magari anche sagge che si comportano esattamente in questo modo. Forse dobbiamo imparare anche da loro. Quand’anche fossimo ancora nel pieno dei nostri giorni e presi dalle mille cose della vita, cerchiamo di guardare con ammirazione grande a coloro che, avendo percorso la loro parabola esistenziale, vogliono entrare in quella dimensione di vita che è preludio dell’eternità. Impariamo da questa saggezza e cerchiamo di fare altrettanto, quando toccherà noi. Sarà questa una modalità per chiudere serenamente i nostri giorni e per testimoniare agli altri ciò che realmente abbiamo nel cuore.

Provocazioni dalla Parola

  • In quale stagione di vita siamo e come stiamo realizzando la nostra felicità?
  • Cosa stiamo imparando dagli altri e che esempio vogliamo dare noi?
2024-06-20T11:50:33+02:00