Mercoledì 28 aprile

Settimana della 3 domenica di Pasqua – Mercoledì

Vangelo

Gv 7, 40b-52
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».

Pareri diversi. Si sa che si trovano pareri un po’ per tutto. Così è nel Vangelo. C’è un parere che vorrebbe contare più degli altri: quello dei capi, degli scribi, dei farisei, di quelli che contano. Un parere netto, quello che sentenzia: “studia! Dalla Galilea non sorge profeta!”. È il parere di chi sa sempre tutto, è il parere di chi non si lascia scuotere da nulla, è il parere di chi pensa di contare più degli altri, di chi pensa che la propria visione delle cose sia quella giusta… di chi, insomma, non si lascia mai scuotere o interrogare, tanto sa già tutto!

C’è il parere di chi è senza istruzione, il parere di chi si lascia condizionare. Sono queste povere guardie che si sono fatte un’opinione di Gesù, che rifiutano di obbedire all’ordine ricevuto, che cercano di pensare con la propria testa, ma, poi, non hanno perseveranza, o forse hanno paura, o forse le pressioni sono troppe…

Poi c’è il parere di chi è umile, di Nicodemo, un cercatore di verità. Un uomo che sa resistere ma senza imporre il proprio parere. Un uomo che sa stare al gioco, un uomo che è infinitamente superiore rispetto a chi si impone con la forza, eppure un uomo che non mette in prevalenza il proprio pensiero, il proprio modo di sentire e di vedere. È uno di quei grandi della fede che sa stare al suo posto, che sa continuare la sua ricerca senza mai debordare o senza lasciarsi influenzare da coloro che pretendono di sapere tutto e, invece, non sanno niente!

Pareri diversi che possono anche confondere chi cerca la Verità. Ma chi ricerca la Verità di Dio lasciandosi guidare dalla forza dell’Eucarestia, non sbaglia mai meta!

Atti

At 13, 1-12
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con sé anche Giovanni come aiutante. Attraversata tutta l’isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus, al seguito del proconsole Sergio Paolo, uomo saggio, che aveva fatto chiamare a sé Bàrnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio. Ma Elimas, il mago – ciò infatti significa il suo nome –, faceva loro opposizione, cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Saulo, detto anche Paolo, colmato di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui e disse: «Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore? Ed ecco, dunque, la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole». Di colpo piombarono su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. Quando vide l’accaduto, il proconsole credette, colpito dall’insegnamento del Signore.

Lo vediamo molto bene anche nella pagina degli Atti. Gli apostoli propongono un cammino, sanno indirizzare verso la verità di Dio, guidano coloro che vogliono credere. Sanno anche prendere posizione contro chi non sa rispettare il loro insegnamento. È il caso di Elimas, il mago, che viene tollerato fino a quando esprime un suo parere personale, ma quando si mette a sindacare sul cammino degli altri, quando incomincia a voler far compiere agli altri un cammino a suo modo, quando impone che si abbandoni quella verità di Dio che gli apostoli stanno faticosamente insegnando, allora intervengono! La fede non è un parere tra i pareri: è una via verso la verità. La fede non si impone, certamente, ma va protetta. Ecco perché i discepoli, con la preghiera, mettono Elimas alle corde e lo costringono ad un periodo di ripensamento. La cecità a cui si fa riferimento non è una maledizione mandata dagli apostoli, ma indica che essi, con la loro parola, con la loro predicazione, confusero il sentire di Elimas, che da oppositore della fede cominciò a vacillare nel suo modo di pensare. Questo fu concesso perché egli potesse convertirsi. La Chiesa antica è animata da un grande rispetto per la coscienza di tutti, ma anche da una grande forza: la forza di chi preserva chi è venuto alla fede da continui assalti che potrebbero nuocere al cammino e, al tempo stesso, è mossa da un grande interesse per coloro che si oppongono alla fede, così che anche essi abbiano un tempo per la loro conversione personale.

Per noi

Credo che noi siamo un po’ lontani da questo modo di pensare! Viviamo in un mondo di pareri, dove il mio conta come il tuo; io devo rispettare il tuo e tu il mio; e così ci si perde per molte cose. Se la cosa può funzionare per molte cose della vita, non funziona affatto per le cose della fede! Rischiamo che, anche per le verità più grandi che abbiamo, si scivoli nella categoria del parere. Così capita di sentirsi dire: “tu su Dio la pensi così, ma io ritengo che non sia così. Questo è il tuo parere…”. Manca il desiderio di un cammino, manca il desiderio di un approfondimento. Si viaggia solo a mode, o, peggio, ad emozioni, per cui ricerco quello che voglio quando le mie emozioni me lo richiedono, altrimenti non faccio nulla che riguardi la fede! Questo è il nostro mondo! Forse c’è qualcosa che non va anche nel nostro atteggiamento! Chiediamo rispetto per la nostra fede, offriamo rispetto per la fede degli altri. Chiediamo che i dubbiosi, e soprattutto chi non pensa più a Dio, possano trovare una via di accesso al suo mistero. Questo è anche il modo che ha ispirato Santa Gianna Beretta Molla. Molto convinta della sua fede, ha sempre accolto e rispettato tutti, e tuttavia non ha negato il suo amore per Cristo e non ha cessato di proporlo agli altri come costante punto di riferimento. Chiediamo anche a lei di intercedere per noi perché la fede non diventi un parere tra i pareri, ma sia una luce verso la Vita in Dio.

2021-04-23T22:27:02+02:00