Martedì 28 giugno

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – martedì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Nm 6, 1-21
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto di vino né aceto di bevanda inebriante, non berrà liquori tratti dall’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vite, dai chicchi acerbi alle vinacce. Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; finché non siano compiuti i giorni per i quali si è votato al Signore, sarà sacro: lascerà crescere liberamente la capigliatura del suo capo. Per tutto il tempo in cui rimane votato al Signore, non si avvicinerà a un cadavere; si trattasse anche di suo padre, di sua madre, di suo fratello e di sua sorella, non si renderà impuro per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. Per tutto il tempo del suo nazireato egli è sacro al Signore. [Se qualcuno gli muore accanto all’improvviso e rende impuro il suo capo consacrato, nel giorno della sua purificazione si raderà il capo: se lo raderà il settimo giorno; l’ottavo giorno porterà due tortore o due piccoli di colomba al sacerdote, all’ingresso della tenda del convegno. Il sacerdote ne offrirà uno in sacrificio per il peccato e l’altro in olocausto e compirà il rito espiatorio per lui, per il peccato in cui è incorso a causa di quel morto. In quel giorno stesso, il nazireo consacrerà così il suo capo. Consacrerà di nuovo al Signore i giorni del suo nazireato e offrirà un agnello dell’anno come sacrificio per il peccato; i giorni precedenti decadranno, perché il suo nazireato è stato reso impuro. Questa è la legge per il nazireo: quando i giorni del suo nazireato saranno compiuti, lo si farà venire all’ingresso della tenda del convegno; egli presenterà l’offerta al Signore: un agnello dell’anno, senza difetto, per l’olocausto; una pecora dell’anno, senza difetto, per il sacrificio per il peccato; un ariete senza difetto, come sacrificio di comunione; un canestro di pani azzimi di fior di farina, di focacce impastate con olio, di schiacciate senza lievito unte d’olio, insieme con la loro oblazione e le loro libagioni. Il sacerdote le offrirà davanti al Signore e compirà il suo sacrificio per il peccato e il suo olocausto; offrirà l’ariete come sacrificio di comunione al Signore, oltre al canestro degli azzimi. Il sacerdote offrirà anche l’oblazione e la sua libagione. Il nazireo raderà, all’ingresso della tenda del convegno, il suo capo consacrato, prenderà la capigliatura del suo capo consacrato e la metterà sul fuoco che è sotto il sacrificio di comunione. Il sacerdote prenderà la spalla dell’ariete, quando sarà cotta, una focaccia non lievitata dal canestro e una schiacciata azzima e le porrà nelle mani del nazireo, dopo che questi avrà rasato la capigliatura consacrata. Il sacerdote le presenterà con il rito di elevazione davanti al Signore; è cosa santa che appartiene al sacerdote, insieme con il petto della vittima offerta con il rito di elevazione e la coscia della vittima offerta come tributo. Dopo, il nazireo potrà bere vino. Questa è la legge per il nazireo che ha promesso la sua offerta al Signore per il suo nazireato, oltre quello che è in grado di fare in più, secondo il voto che avrà emesso. Così egli farà quanto alla legge del suo nazireato”».]

SALMO Sal 98 (99)

Esaltate il Signore, nostro Dio, perché è santo.

Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R

Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati. R

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

VANGELO Lc 6, 6-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Numeri

In questo secondo giorno di triduo spirituale, leggiamo questa lettura del libro dei Numeri, che, forse, ci suona un po’ strana ma che, in fondo, dice ciò che accade, da sempre, in ogni forma di religione. Ci sono, infatti, in ogni tradizione religiosa, uomini, donne che si consacrano a Dio, per tutto il tempo della loro vita oppure per un tempo determinato. I “voti”, come li chiamiamo, possono essere temporanei o perpetui. Ciò che conta, comunque, è il cercare alcune forme di vita che, in qualche modo, dicano di appartenere a Dio. Il voto, in Israele, era una cosa molto sentita, seria e precisa, regolata, come abbiamo sentito, anche da norme minuziose che pretendevano di prendere in considerazione un po’ tutti i casi che potevano capitare. Si sa che è la vita che dice come, nel concreto dei giorni, si svolgono le cose. Israele, dunque, con la legge del “nazireato” pensava di organizzare questo voto speciale che era l’offerta di sé stesso a Dio per una causa importante. Sono molti i nazirei famosi della Bibbia: uno su tutti Sansone.

Vangelo

Non di rado i voti al Signore vengono fatti proprio a partire da situazioni di malattia, come il Vangelo ci ricordava. Gesù spesso ha preso accanto a sé persone malate, delle quali conosceva bene l’affetto per Dio, la devozione, la preghiera segreta che trovava spazio nel cuore di ciascuno. Chissà quanti voti segreti compiuti da persone semplici che aspettavano da Dio la guarigione. Il caso di oggi non ci dice se quest’uomo aveva fatto qualche voto o meno, ma sicuramente aveva elevato la sua preghiera a Dio per quella situazione di difficoltà che lo stava coinvolgendo: avere una mano inaridita, cioè essere storpio, come sappiamo bene, era condizione per essere isolato, scartato, emarginato. Dio ascolta la preghiera di un emarginato, di un escluso, al di là di quello che i benpensanti di Israele potevano dire! Gesù intende insegnare questo: Dio non disprezza la preghiera di nessuno, Dio non distoglie lo sguardo da nessuno.

Per noi

Credo che sia bellissimo, per tutti noi, questa sera, poter ripensare a quanto valore hanno le preghiere segrete, oppure i voti, le “offerte” di sé o di qualche realtà della vita che moltissimi, con semplicità, hanno fatto e fanno in un luogo di fede a loro caro, la propria parrocchia, o un santuario, o ancora una statua, un luogo di devozione personale che ciascuno ha nel cuore. In questa seconda serata del Triduo io vorrei che, a partire da queste Scritture, imparassimo un po’ tutti a ricordarci di questa forma di preghiera e dell’importanza che ha nella fede popolare. Certo, molti pensano che queste cose siano in disuso, molti pensano che siano cose di un tempo, legate a gente semplice, forse anche un poco ignorante, comunque a gente che interpretava la vita sempre in forma molto elementare. Io starei molto cauto nel disprezzare la fede dei semplici e nel bollare il comportamento dei poveri di Dio in modo da deriderlo. Forse abbiamo un po’ tutti da imparare da questo modo di fare, che dice un affidamento concreto a Dio, alla Madonna, ad un santo. Anche Sant’Ireneo, il Santo che ci introduce nella festa di domani, avrà certamente fatto dei voti a Dio. Campione di confutazione di ogni eresia quale era, certamente avrà cercato il modo di mettersi nelle mani di Dio, lui che per amore di Dio e della Chiesa ha dovuto sopportare difficoltà, derisioni, tormenti, isolamento, esilio… Chiediamo anche a lui e alla sua preziosa intercessione di saper vivere così, in un costante affidamento a Dio che rende vera ogni vita, anche la nostra vita. Sia Sant’Ireneo ad introdurci nella festa di domani, convinti che solo chi si affida a Dio rende i suoi giorni preziosi, utili, belli, veri. Inoltre, guardando i segni di fede che la tradizione ci ha lasciato, impariamo anche noi a mettere qualche segno di fede sul nostro cammino e sul cammino degli altri. Un segno di fede pubblico, un segno di fede che ricorda un voto, un segno di fede che ricorda un evento che è accaduto nella storia di un’anima dilata sempre il cuore e spinge a rimettersi nelle mani di Dio. Come Pietro, colui che ha solcato i mari, visitato le terre, fondato la Chiesa nel nome del Signore.

2022-06-24T22:12:35+02:00