Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – Mercoledì
Vangelo
Gv 14, 19-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
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La festa dei santi Simone e Giuda ci aiuta ulteriormente a riflettere sul tema della fraternità che ci viene proposto questa settimana. Quali novità aggiunge il Vangelo di oggi a quanto stiamo pregando in questi giorni?
Anzitutto la riflessione muove su un terreno molto caro al discepolo ed evangelista Giovanni: la fraternità in Cristo crea legami di unione con il Padre nella potenza dello Spirito Santo. Potremmo anche dire così: la fraternità con Cristo introduce nella conoscenza del Padre e permette di conoscere l’opera dello Spirito Santo sentendone la sua forza e la sua presenza. Più ci si sprofonda nell’amore per Cristo, più si cresce nella conoscenza del Padre. Più ci si dedica a quelle opere di attenzione e di vicinanza al povero, più si avverte la presenza e la consolazione dello Spirito Santo. Tanto che Giovanni può poi affermare che, quando si entra in questa relazione profondissima con il Padre e con lo Spirito, Dio prende possesso interamente di un’anima e qui si realizza quella perfezione di fraternità in Cristo a cui tutte le anime sono chiamate.
Questo genere di fraternità e di vicinanza non è, però, per tutti. Possono comprenderlo solo coloro che cercano in Cristo un punto di accesso al mistero di Dio. Per gli altri tutte queste verità rimangono precluse. Il segreto della fratellanza in Cristo è per le anime che lo accolgono e che lo custodiscono.
Efesini
Ef 2, 19-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Una seconda risposta viene anche dalla lettera agli Efesini che abbiamo ascoltato. Una vera fraternità in Cristo è quella che si realizza nella Chiesa, nel sentirsi tutti fondati sul fondamento degli apostoli, nel sapere che ci possono essere altri uomini, altre donne che, seguendo la via del Vangelo nella Chiesa, cercano la medesima fraternità con il Figlio di Dio. Da questa solidarietà in Cristo nasce quella particolare forma di fraternità che è la comunità cristiana, che è l’insieme di tuti coloro che vogliono seguire il Signore, mettendo la propria vita a disposizione degli altri, specialmente dei poveri. La Chiesa è dunque concepita da Paolo come l’insieme di coloro che, credendo in Cristo, chiedono a Dio padre di poter ricevere lo Spirito Santo perché sia loro permesso di continuare quella fratellanza apostolica che fu la vera protagonista della prima stagione della vita della Chiesa.
Atti
At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli
Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.
Una terza risposta viene, poi, dalla prima lettura. La pagina che abbiamo ascoltato ci mostra la perfezione della fraternità cristiana, la perfezione della fraternità con Cristo e in Cristo. Quegli uomini che incominciarono a seguire il Signore con tutti i loro limiti, con tutte le loro difficoltà, con tutte le loro preoccupazione e precomprensioni, si sono trasformati e, avendo rinsaldato il proprio legame con Cristo, si presentano ora come una vera comunità che loda il nome del Signore, ama, prega, spera, lotta insieme per il bene del Vangelo e per la diffusione della missione sulla terra.
Per noi.
Credo che le letture di questa festa dei Santi Simone e Giuda siano molto consolatorie per noi. Infatti ci aiutano a capire che la fraternità con Cristo e in Cristo è una realtà che cresce dentro il cuore dell’uomo. Non c’è da disperarsi, se vediamo che il nostro modo di vivere la fraternità con Cristo e in Cristo non è il migliore possibile! La Parola di Dio ci ha detto che si cresce in questa dimensione, offrendo il proprio esempio, il proprio lavoro, la propria adesione totale al mistero di Dio che si rivela. Credo che tutti, in questi giorni, ci sentiamo un po’ in difetto, sia per quanto riguarda la nostra personale fraternità con il Signore sia per quanto riguarda i legami di una comunità, che riconoscendosi solidale in Cristo, sviluppa legami di fraternità e di vicinanza reciproca. Proprio a noi che possiamo avvertire questa differenza e questa difficoltà, vie detto che è lo Spirito che dà la vita, è lo Spirito che rende possibile anche quelle forme di fraternità che sembrano impossibili da vivere e da realizzare. È lo Spirito che riscalda i cuori e che dona la possibilità di realizzare quanto sarebbe impossibile solo con al buona volontà.
- Invoco il dono dello Spirito per realizzare tutto questo?
- Lo Spirito mi aiuta a sentire viva la presenza di Dio che accoglie e benedice i misi sforzi?
Chiediamo anche ai Santi Simone e Giuda di intercedere per noi e di sostenerci con la loro preghiera.