Sabato 29 Febbraio

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – sabato

Esodo

Es 30, 34-38
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Procùrati balsami: storace, ònice, gàlbano e incenso puro: il tutto in parti uguali. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere, salata, pura e santa. Ne pesterai un poco riducendola in polvere minuta e ne metterai davanti alla Testimonianza, nella tenda del convegno, dove io ti darò convegno. Cosa santissima sarà da voi ritenuta. Non farete per vostro uso alcun profumo di composizione simile a quello che devi fare: lo riterrai una cosa santa in onore del Signore. Chi ne farà di simile, per sentirne il profumo, sia eliminato dal suo popolo».

Il Sabato, che ha sempre un ordinamento di scritture proprio, ci dona oggi un tema  molto facilmente riconoscibile: il profumo. Nell’antico testamento è spesso esaltata l’arte del profumiere. Era l’arte di chi preparava i profumi delle donne, spesso diffusi da una piccola borsetta che la donna metteva al collo. Non c’erano certo prodotti in serie. L’arte del profumiere stava proprio nel produrre un profumo unico per ogni donna. Così era, però, anche nella liturgia. L’incenso è sempre stato, presso tutti i popoli e tutte le religioni e non solo in Israele, un simbolo della preghiera che si eleva verso Dio. Esistevano diversi tipi di incenso – per la verità esistono ancora oggi – per le diverse feste e solennità dell’anno. Il profumiere esperto preparava anche tutte queste cose. Mosè mette bene in chiaro che i profumi sacri devono essere riservati per Dio. Guai a chi ne usurpa! Se uno prendesse dell’incenso sacro per profumare la sua casa, costui deve essere messo a morte! Esagerazione tremenda, diciamo noi ! Nella mente di Mosè, invece, è custodia delle cose di Dio, zelo per la casa del Signore, insegnamento che chiede espressamente di riservare alcune cose solo a Dio e al culto. Differenza persa, ma, a mio avviso, importantissima.

Vangelo

Lc 1, 5-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

Il vangelo ci mostra uno dei compiti sacerdotali per eccellenza: l’offerta dell’incenso, che aveva un suo rito, un suo altare, una sua proceduta. Era ritenuta cosa santissima e, per il sacerdote incaricato di questa offerta, era un onore poter vivere questi riti. Sappiamo bene che Zaccaria, quando ebbe la visione dell’Angelo Gabriele, stava compiendo proprio questo rito, ovvero era immerso in una preghiera intensissima al Padre. È proprio in questa preghiera che Zaccaria conoscerà la volontà di Dio per la sua esistenza e per quella di sua moglie.

Corinti

2Cor 2, 14-16a
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.

Anche la prima comunità cristiana aveva in grande onore l’offerta dell’incenso, molto più di quello che viviamo noi. Ma l’autore di questo scritto, comprende bene che non è più il rito vecchio che bisogna cercare di imitare. È ben altro il significato da cercare dopo la rivelazione di Gesù Cristo. Il “sublime odore” da seguire, non è quello dell’incenso, bensì quello della “conoscenza di Cristo”, realtà di fronte alla quale tutto il resto deve venire meno. È solo la conoscenza di Cristo che dice il vero senso della vita. È a questa realtà che occorrerebbe applicarsi, per giungere a quella sapienza del cuore che è il fulcro dell’insegnamento della scrittura di tutto questo tempo.

Per Noi

Questi brani sono stati scelti e collocati proprio prima che inizi la quaresima perché l’intento della liturgia sarebbe proprio quello di introdurci ora nel tempo che è, per eccellenza, il tempo della conoscenza di Cristo. Il cristiano che ha gustato la sapienza che viene da Dio, il credente che si è aperto alla rivelazione della sapienza che viene dal Padre, inizia ora, con slancio, con grinta, con decisione, questo tempo che deve portarlo fino alla suprema rivelazione del volto di Dio.

  • Inizio con questo stile la quaresima?
  • Reputo una cosa eccelsa la conoscenza di Cristo?

Qualche volta ho come l’impressione che cerchiamo di conoscere ogni cosa, ma non abbiamo desiderio di conoscere Cristo! Vogliamo sapere tutto di tante cose, ci applichiamo con immenso sforzo a molte realtà della vita e, poi, perdiamo la conoscenza di Cristo!

Auguriamoci che, almeno per noi che viviamo quotidianamente la Parola di Dio, così non accada. Auguriamoci che la quaresima che inizia questa sera sia un momento di conoscenza di Cristo.

Auguriamoci che l’itinerario verso la Pasqua sia davvero occasione di conversione!

2020-02-21T19:04:02+01:00