Sabato 29 maggio

Settimana di Pentecoste – Sabato

Numeri

Nm 28, 1. 26-31
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il giorno delle primizie, quando presenterete al Signore un’oblazione nuova, alla vostra festa delle Settimane, terrete una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile. Offrirete in olocausto di profumo gradito al Signore due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell’anno. La loro oblazione sarà fior di farina impastata con olio: tre decimi per ogni giovenco, due decimi per il solo ariete e un decimo ogni volta per ciascuno dei sette agnelli. Offrirete un capro per compiere il rito espiatorio per voi. Offrirete questi sacrifici, oltre l’olocausto perenne e la sua oblazione. Sceglierete animali senza difetti e vi aggiungerete le loro libagioni».

Corinzi

2Cor 8, 1-7
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Vogliamo rendervi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia, perché, nella grande prova della tribolazione, la loro gioia sovrabbondante e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nella ricchezza della loro generosità. Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, domandandoci con molta insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a vantaggio dei santi. Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; cosicché abbiamo pregato Tito che, come l’aveva cominciata, così portasse a compimento fra voi quest’opera generosa. E come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.

Vangelo

Lc 21, 1-4
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Vangelo

Il sostegno dei fedeli alla vita della propria comunità è un tema classico di ogni fede e di ogni religione. Non c’è esperienza di fede che non insegni, in varie forme, a coloro che vi aderiscono, a donare qualcosa per il bene della comunità tutta.

Così è di questa donna anziana del Vangelo. Essa crede con tutte le sue forze che sia suo dovere sostenere il tempio di Gerusalemme. Mette quello che ha nel tempio, e, per poco che sia, è il suo tutto. Questa donna è molto sincera nella sua donazione, è una donna che sa di appartenere a Dio e, per questo, si rimette a lui con tutte le sue forze. Nel sostenere i bisogni del tempio ella si sente sostenuta per la sua vita. È un esempio di solidarietà unico e grande che, nella storia, solo pochi hanno saputo imitare.

Numeri

Dietro il gesto di questa donna sta una educazione molto antica. Il popolo di Israele veniva educato fin da bambino a sostenere il tempio o, più in generale, la comunità, ciascuno secondo i propri mezzi. Durante il culto, poi, erano prescritte le offerte che dovevano essere fatte. Era una sorta di legislazione, di casistica molto stringente e anche molto rispettata. Nessuno si sarebbe mai presentato a mani vuote al tempio per offrire qualcosa a Dio o per chiedere qualcosa al suo nome e alla sua bontà.

Corinzi

Anche nelle prime comunità cristiane questo senso di partecipazione alla vita di tutti è molto forte. Ecco perché San Paolo racconta dello sforzo che le comunità cristiane compiono per sostenersi l’una con l’altra. Si tratta di comunità povere, appena nate, che non possono contare su mezzi grandi e su disposizioni considerevoli. Eppure in queste comunità si respira un clima molto forte di fraternità e di pace, e anche un senso di solidarietà molto spiccato. Così capita che una comunità povera e nella prova per le difficoltà che deve sostenere, trovi anche il modo per sostenere una chiesa sorella. L’apostolo farà da garante a questa donazione che sarà attestazione della benevolenza e del reciproco aiuto tra le chiese.

Per noi

Il tema è molto sensibile anche per noi. Certamente noi proveniamo da una storia molto forte e se vediamo magnifici monumenti che ammiriamo e che sono nati in tante epoche del passato, è perché molti uomini e donne di ogni tempo hanno partecipato, con le loro possibilità, alla grande opera della Chiesa.

Oggi abbiamo una modalità diversa di sentire le cose. Certamente ci lasciamo molto meno coinvolgere in grandi imprese, al massimo siamo sensibili per qualche donazione di carità e di sostegno a popolazioni o a chiese del cosiddetto terzo e quarto mondo.

Credo che non ci siano molte parole da spendere in proposito perché a tutti la Parola di Dio parla in maniera chiara e chiede a ciascuno un’attenzione di generosità. I tempi, i modi, gli scopi credo che appartengano veramente alla sensibilità personale di ciascuno.

In un tempo di generale calo delle offerte, dovuto anche alla situazione economica che stiamo vivendo, non lascerei però cadere l’invito generale a non chiudere il proprio cuore e a sentirsi partecipi della vita della Chiesa e delle sue esigenze anche attraverso la forma dell’elemosina.

Il Signore che vede nel cuore di ciascuno, ricompenserà con gioia chi opererà per il bene di tutti!

Concludiamo così questa settimana nella quale secondo diversi aspetti ed aiutati dalle provocazioni della Parola di Dio, abbiamo avuto la possibilità di riflettere sulla intensità, sulla bellezza, sulla profondità del mistero della Chiesa. Sostenuti dall’effusione dello Spirito che tutti abbiamo rinnovato nella Pentecoste, cerchiamo di incamminarci verso quella meta che il Signore ha preparato per ciascuno di noi.

2021-05-20T11:52:58+02:00