giovedì 29 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – giovedì –  Santi Michele, Gabriele, Raffaele

I Santi Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, sono sempre con noi, sostengono il nostro cammino, come abbiamo sentito, ci guidano verso la visione del volto di Dio. Questa mattina vorrei semplicemente raccogliere delle intenzioni di preghiera da affidare a loro.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Ap 11, 19 – 12, 12
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore, si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita, fino alla morte. Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo».

SALMO Sal 137 (138)

A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R

Rendo grazie al tuo nome
per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R

EPISTOLA Col 1, 13-20
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, Dio Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

VANGELO Gv 1, 47-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

A San Raffaele affidiamo i malati

A San Raffaele, a colui che è medicina di Dio, affidiamo i nostri anziani e tutti coloro che, in forza dell’età, stanno vivendo il progressivo declino delle forze fisiche e di quelle spirituali. A San Raffaele, affidiamo i nostri malati. I tanti che conosciamo ma anche i tanti che non conosciamo. Gli affetti più cari e quelli che non sono, per noi, così importanti. Cosa chiedere a San Raffaele?

Chiediamo che la malattia, da loro accettata, sia fonte di santificazione. Il Signore, che non vuole la malattia, la morte, la sofferenza, comprende la difficoltà di tutti i malati, e si fa loro fratello. Chiediamo che, per intercessione di San Raffaele, ciascuno sappia accettare serenamente e non con spirito di rassegnazione la malattia. Al Signore chiediamo, per tutti i nostri malati, il dono della sua vicinanza. Tra i malati preghiamo soprattutto per coloro che non conoscono Dio, per coloro che non hanno fede. Il Signore possa sostenerli e guidare ciascuno di loro alla vita eterna.

A San Michele affidiamo i dubbiosi e gli incerti

A San Michele, a colui che è fortezza di Dio, a colui il cui nome significa “chi è come Dio?”, affidiamo tutti coloro che vivono nel dubbio e nell’incertezza, coloro che non sperimentano nessuna fortezza di vita, coloro che si sentono deboli sotto molti punti di vista. Ricordando che il Signore ci invita a pregare perché ciascuno di noi possa essere forte nella fede, preghiamo per chi vive momenti di disorientamento, di depressione, di solitudine. Vorrei che, insieme, affidassimo al Signore soprattutto i giovani che sono in questa condizione e tutte le anime di coloro che non si sentono all’altezza di situazioni da governare o da dirigere. Mettiamo queste persone nelle mani di Dio perché tutti possano riscoprire la bellezza di una vita che trae forza dalla fede per vivere bene le cose quotidiane. Chiediamo al Signore di essere pronti a coltivare nel tempo presente tutti quei valori che ci aiutano a ritrovare quella fortezza che è necessaria per camminare dinanzi a Dio con rettitudine di cuore.

A San Gabriele affidiamo coloro che attendono un annuncio

Ci sono persone che vivono la vita senza stimoli, ci sono persone che, invece di vivere, vivacchiano, ci sono giovani che vivono già come se fossero vecchi e vecchi che pensano di essere ancora giovani! Ci sono persone la cui vita trascorre sempre uguale, con monotonia. Ci sono persone che attendono qualche cosa, che attendono un annuncio che possa rimettere tutto in discussione e possa donare nuova giovinezza, nuova forza, nuovo vigore e slancio alle cose di tutti i giorni. A San Gabriele, che è il patrono dei grandi annunci, chiediamo questo dono, consapevoli che vivere senza uno scopo, senza una meta, senza un perché, sia già una dannazione e, quasi, un vivere senza Dio, come se Lui non esistesse. Chiediamo al Signore di prendere sotto la sua protezione tutti coloro che vivono senza un perché, senza una meta. A Lui chiediamo di portare un annuncio di bene, perché la vita di tutti sia scossa dalla sua presenza e dal suo amore. A San Gabriele chiediamo di intercedere per tutti coloro che vivono questa particolare forma di povertà che abbruttisce le vite degli uomini e le conduce alla disperazione.

Sono tre casi, sono tre intenzioni molto particolari, ma chissà quante ne avete da presentare ai tre Santi Arcangeli che, anzi, avranno un super lavoro in questi giorni! Ai Santi Arcangeli affidiamo anche noi stessi, la nostra Chiesa, perché da loro abbiamo a sentirci sempre protetti e custoditi. Il Signore che manda gli angeli a custodire il nostro cammino personale e comunitario, ci sproni anche attraverso la loro testimonianza, il loro esempio, perché noi tutti possiamo essere davvero forti, perseveranti, attenti. Che si possa dire che anche noi, nella nostra vita, abbiamo sperimentato l’aiuto di colui che è medicina di Dio, di colui di cui ci si domanda “chi è come Dio”, di colui che porta gli annunci di Dio, perché, sorretti dai loro meriti e dalle loro preghiere, possiamo tutti giungere nella medesima comunione di vita e di amore.

2022-09-23T15:20:59+02:00