Sabato 29 novembre

Settimana della 2 domenica di avvento – sabato 

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo insieme la seconda settimana di Avvento che abbiamo cercato di rileggere attraverso le Scritture dei profeti e dei Vangeli. Anche oggi vi riassumo le tre Scritture nel titolo: Rinnovare l’alleanza”.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 7, 1. 15-27
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «La spada all’esterno, la peste e la fame di dentro: chi è in campagna perirà di spada, chi è in città sarà divorato dalla fame e dalla peste. Chi di loro potrà fuggire e salvarsi sui monti, gemerà come le colombe delle valli, ognuno per la sua iniquità. Tutte le mani si indeboliranno e tutte le ginocchia si scioglieranno come acqua. Vestiranno il sacco e lo spavento li avvolgerà. Su tutti i volti sarà la vergogna e tutte le teste saranno rasate. Getteranno l’argento per le strade e il loro oro si cambierà in immondizia, con esso non si sfameranno, non si riempiranno il ventre, perché è stato per loro causa di peccato. Della bellezza dei loro gioielli fecero oggetto d’orgoglio e fabbricarono con essi le abominevoli statue dei loro idoli. Per questo li tratterò come immondizia, li darò in preda agli stranieri e saranno bottino per i malvagi della terra che li profaneranno. Distoglierò da loro la mia faccia, sarà profanato il mio tesoro, vi entreranno i ladri e lo profaneranno. Prepàrati una catena, poiché il paese è pieno di assassini e la città è colma di violenza. Io manderò i popoli più feroci e s’impadroniranno delle loro case, abbatterò la superbia dei potenti, i santuari saranno profanati. Giungerà l’angoscia e cercheranno pace, ma pace non vi sarà. Sventura seguirà a sventura, allarme succederà ad allarme: ai profeti chiederanno responsi, ai sacerdoti verrà meno la legge, agli anziani il consiglio. Il re sarà in lutto, il principe sarà ammantato di desolazione. Tremeranno le mani della popolazione del paese. Li tratterò secondo la loro condotta, li giudicherò secondo i loro giudizi: così sapranno che io sono il Signore».

SALMO Sal 101 (102)

Un popolo nuovo darà lode al Signore.

Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.
Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell’angoscia.
Tendi verso di me l’orecchio,
quando t’invoco, presto, rispondimi! R

Svaniscono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.
Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo di generazione in generazione. R

Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore. R

EPISTOLA Eb 8, 6-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, perché è fondata su migliori promesse. Se la prima alleanza infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice: «Ecco: vengono giorni, dice il Signore, quando io concluderò un’alleanza nuova con la casa d’Israele e con la casa di Giuda. Non sarà come l’alleanza che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto; poiché essi non rimasero fedeli alla mia alleanza, anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore. E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo».

VANGELO Mt 12, 43-50
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

La Scrittura

Sapranno che io sono il Signore…

È questa l’alleanza che io concluderò…

Colui che fa la volontà del Padre…

Come già vi spiegavo settimana scorsa, il tema del sabato si arricchisce della lettera agli Ebrei al posto della seconda lettura profetica. Il tema di oggi è molto chiaro anche se non facile e riguarda l’alleanza tra l’uomo e Dio.

La prima alleanza, quella a cui fa riferimento Ezechiele, era stata stipulata con i padri e aveva avuto il suo culmine con il ministero di Mosè. Poiché questa alleanza chiede all’uomo di corrispondere con la sua libertà all’iniziativa di Dio, essa è alleanza fragile. È ovvio che la libertà dell’uomo non cerca sempre Dio e il peccato dei singoli è lì a richiamarlo. Questa alleanza è stata per questo celebrata molte volte e richiamata molto spesso al cuore dell’uomo. È lo schema che è sottinteso alla lettura di oggi. Ezechiele sta richiamando Israele ai suoi doveri. Le minacce, per così dire, che il profeta introduce, sono un modo per richiamare Israele alla sua responsabilità. Ezechiele prevede un intervento diretto di Dio nella storia perché tutti arrivino a riconoscere la sua presenza, la sua identità, il suo richiamo costante ad un uomo sempre distratto e sempre poco incline a seguirlo.

La lettera agli Ebrei parla della nuova alleanza, alleanza che si basa solo sulla volontà di salvezza di Dio che attira a sé ogni uomo e che salva ogni uomo nella morte e risurrezione di Cristo. Il valore di questa alleanza è dato una volta per sempre. Certo l’uomo continua a celebrare questa alleanza, intanto per ricordarsi di ciò che Cristo ha fatto in suo favore, poi per supplicare Dio perché il frutto di questa alleanza brilli sempre nella sua coscienza. Il dono di Cristo rimane in eterno, nulla può mai cancellare ciò che Dio ha stabilito per sempre. Questa è la consapevolezza di fede che guida la riflessione.

Il Vangelo, riproponendoci in primis il comportamento di Maria, ricorda a ciascun credente cosa significhi rinnovare l’alleanza con Dio prima di pensare a qualche celebrazione. Il rinnovamento dell’alleanza con Dio passa attraverso il cuore. Un cuore che ama, un cuore che ascolta, un cuore che sa trattenere la Parola di Dio, è un cuore che si predispone ad essere attento alle esigenze che l’alleanza con Dio richiede e comporta. Rinnovare l’alleanza con Dio passa sempre attraverso un ascolto docile della sua parola. Maria è di esempio e anche richiamo costante, perché il cristiano possa avere sempre dinanzi a sé un modello da imitare e da seguire.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Mentre concludiamo anche questa settimana di cammino spirituale in preparazione del Natale, credo sia molto utile per noi cercare di capire che il rinnovamento dell’alleanza con Dio passa proprio attraverso un ascolto autentico della sua Parola. Se è vero che questo richiamo giunge a noi ogni giorno e se è vero che normalmente lo lasciamo emergere in tutta la sua evidenza e la sua forza, è chiaro che in Avvento questo appello trova ancora maggior forza. Il richiamo dei profeti, con tutta la loro efficacia, anche con qualche parola dura, vuole ricordare a noi quale deve essere l’atteggiamento spirituale da vivere per rinnovare l’alleanza con Dio.

Rinnovamento dell’alleanza che, poi, passa per la celebrazione dell’Eucarestia. È nel sacramento che la Parola ricevuta assume tutta la sua valenza e tutta la sua grandezza e diventa, per noi, richiamo a comprendere che è la Parola che prepara nei cuori l’accoglienza della presenza del Signore. Le due cose sono sempre da prendere insieme e da non separare mai.

Così anche noi, concludendo anche questo mese di novembre, possiamo chiederci cosa stiamo facendo per mantenere viva in noi questa alleanza.

A volte ho l’impressione che non ci lasciamo coinvolgere a sufficienza dalla Parola di Dio e che preferiamo facili devozioni per acquietare la sete spirituale della nostra anima. Nonostante l’insegnamento preziosissimo del cardinale Martini, che tutti ricordiamo, non vedo ancora in generale, nel popolo cristiano, un’attenzione costante per la Parola di salvezza. Ecco il richiamo per noi: se vogliamo che questo Natale non sia solo una festa da ripetere, se vogliamo che anche questo Natale non sia una ricorrenza, se desideriamo che questo Natale sia diverso dagli altri, dobbiamo tutti predisporci a fare di esso un momento di rinnovamento interiore grande e gratuito proprio a partire dalla Parola di Dio che riceviamo. Le provocazioni dei profeti che la Chiesa Ambrosiana ci chiede di fare nostre in questo tempo, dovrebbero servire soprattutto a questo.

Il tempo si fa veramente breve. Lunedì cominceremo il mese di dicembre e, quindi, il Natale si farà ancora più vicino. Lasciamo che sia davvero forte il richiamo a celebrare la sua venuta in modo autentico, così che si rinnovi davvero l’alleanza dei cuori.

Settimana prossima celebreremo anche la festa di sant’Ambrogio. Al nostro patrono, che è stato cultore della Parola di Dio e che l’ha commentata in modo splendido, chiediamo la grazia di saper avvertire anche noi il fascino di quella Parola che smuove i cuori e rinnova l’alleanza con Dio.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Mi sento chiamato a rinnovare l’alleanza con Dio attraverso la custodia della sua Parola?
  • Come mi dispongo ad accogliere la Parola della domenica che è ancora richiamo forte al cammino dell’attesa?
  • Come vivo la mia alleanza con Dio nei giorni più feriali della mia vita?
2025-11-20T13:48:05+01:00