Settimana della 4 domenica dopo il martirio – Giovedì
Vangelo
Quel giorno, quella salita o discesa dal monte degli ulivi che già aveva visto realizzarsi molte altre pagine della storia della salvezza, ha visto proprio qualcosa di speciale, unico, inedito, inaudito. Il Signore Gesù acclamato dalla folla, che ha deciso di lasciarsi osannare, di non spegnere quelle voci spontanee di lode, perché sono già preludio della sua Pasqua, della sua morte e risurrezione. Un richiamo che sveglia le coscienze. Alcuni vorrebbero zittire quelle voci, chiedono un rimprovero formale anche dei discepoli, che potrebbero fare ben altro piuttosto che gridare in pubblico e trascinare dietro di sé altra folla. Gesù lascia fare, ricordando che egli vuole proprio questo: che ci siano alcune voci che si alzano liete per ricordare che Dio è sempre presente e chiede ad ogni coscienza di lasciare che entri e prenda dimora.
Quel giorno, quella salita o discesa dal monte degli ulivi che già aveva visto realizzarsi molte altre pagine della storia della salvezza, ha visto proprio qualcosa di speciale, unico, inedito, inaudito. Il Signore Gesù acclamato dalla folla, che ha deciso di lasciarsi osannare, di non spegnere quelle voci spontanee di lode, perché sono già preludio della sua Pasqua, della sua morte e risurrezione. Un richiamo che sveglia le coscienze. Alcuni vorrebbero zittire quelle voci, chiedono un rimprovero formale anche dei discepoli, che potrebbero fare ben altro piuttosto che gridare in pubblico e trascinare dietro di sé altra folla. Gesù lascia fare, ricordando che egli vuole proprio questo: che ci siano alcune voci che si alzano liete per ricordare che Dio è sempre presente e chiede ad ogni coscienza di lasciare che entri e prenda dimora.
2 Petri
2Pt 3, 1-9
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo
Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e in tutte e due con i miei avvertimenti cerco di ridestare in voi il giusto modo di pensare, perché vi ricordiate delle parole già dette dai santi profeti e del precetto del Signore e salvatore, che gli apostoli vi hanno trasmesso. Questo anzitutto dovete sapere: negli ultimi giorni si farà avanti gente che si inganna e inganna gli altri e che si lascia dominare dalle proprie passioni. Diranno: «Dov’è la sua venuta, che egli ha promesso? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi, tutto rimane come al principio della creazione». Ma costoro volontariamente dimenticano che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall’acqua e in mezzo all’acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio, e che per le stesse ragioni il mondo di allora, sommerso dall’acqua, andò in rovina. Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina dei malvagi. Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il testo più bello, però, a mio avviso è la lettera di Pietro.
“E’ già la seconda volta che vi scrivo…”. Pietro osa ricordare la sua prima lettera. Osa ricordare che tutto il suo ministero sta diventando un richiamo perché le coscienze dei miscredenti si aprano, e le coscienze dei credenti continuino nel proprio percorso di fede. Non è spazientito, ma chiede di essere ascoltato con attenzione crescente e fortificata.
“… cerco di rinsaldare in voi il giusto modo di pensare”. Pietro qui è fortemente provocatore. Anche al suo tempo esistevano diversi modi di pensare. Siamo, poi, in un contesto dove i cristiani sono minoranza. Su alcuni temi sensibili, anche la società di Pietro va da un’altra parte rispetto a quella che i cristiani propongono. Pietro però vuole rinsaldare il modo di pensare degli onesti, vuole fortificare il modo di pensare dei giusti.
“… si farà avanti gente che inganna gli altri e che si lascia dominare dalle proprie passioni”. Ogni tempo, evidentemente, ha avuto le sue. Anche noi abbiamo persone che si fanno avanti per insegnare a non ridimensionare le nostre passioni, a cercare di realizzare noi stessi in una vita senza molti freni e riserve. Il culto edonistico della persona è, oggi, diffusissimo. Queste cose accadono. I cristiani non dovrebbero avere a che fare con queste cose. Il problema non è che qualcuno pensi in questo modo e si comporti di conseguenza. Il problema si raggiunge quando le persone battezzate vivono così, si comportano così, vanno dietro quell’onda che non dovrebbe, invece, nemmeno interessarli.
“…il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa”. Questa è un’altra verità che i cristiani devono sempre conservare nel cuore. Il Signore sembra che ritardi nell’adempimento delle sue promesse. Anche noi sottoscriveremmo questa frase, sembra sempre davvero che i tempi di Dio non siano i nostri tempi. Eppure, dice l’apostolo, Dio non si dimentica mai dell’uomo. Dio, a suo tempo e a suo modo, interviene sempre nella storia per portare avanti la sua rivelazione. Cominciando dal cuore di chi lo ascolta e lo accoglie, per arrivare, comunque, a tutti.
Per noi
- Abbiamo questa fede?
- Siamo intimamente certi che il Signore adempie la sua parola o dubitiamo anche noi?
Anche noi tutti, infatti, siamo sempre un po’ increduli. Siamo sempre un po’ propensi a lamentarci perché i tempi di Dio non sono i nostri tempi e, quasi, ne facciamo un atto di accusa nei confronti di Dio. Non è così che dobbiamo fare! Piuttosto dobbiamo cercare di convertire anche il nostro cuore, per capire che se è vero che i tempi di Dio non sono i nostri tempi, non per questo dobbiamo dubitare della sua azione, della sua presenza e del suo aiuto.
Sia questa la grazia da chiedere in questa fine mese e sia questa la grazia con cui iniziare il mese prossimo, il mese delle missioni, fatto che riguarda ciascuno di noi e non solo chi è partito, o lontano per evangelizzare. Anche noi, infatti, possiamo essere evangelizzatori con il nostro “modo retto di pensare”.