Sabato 31 gennaio

Settimana della 3 domenica dopo l’Epifania – Sabato – San Giulio

La spiritualità di questo giorno

Il giorno proprio del patrono giustifica il cambio delle Sacre Scritture che oggi viviamo. Il ricordo di San Giulio, sacerdote, evangelizzatore, confessore della fede, costruttore di chiese, ci mette in comunione con questi testi sacri e anche con il quarto giorno delle solenni giornate eucaristiche che stiamo vivendo. Il tema che abbiamo scelto per la serata non ha grandi attinenze con questi testi che la liturgia ci propone, dal momento che abbiamo deciso di sostare in meditazione sul tema della figura della donna. A suggerirci il tema è stata la situazione attuale e il fatto che questa sera sono particolarmente invitati i gruppi di spiritualità famigliare. Che cosa può dirci però anche il ciclo delle letture di questa mattina?

La Parola di questo giorno

LETTURA

Ai responsabili della comunità

1 Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: 2pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, 3non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. 4E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli  annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! 17Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. 18Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
19Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: 20mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. 21Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. 22Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. 23Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

VANGELO
42Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
45Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? 46Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! 47Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.

Corinzi

Anzitutto la lettera ai Corinzi. È un brano autobiografico di Paolo che si sente chiamato alla responsabilità dell’annuncio del Vangelo. È per questo che dice quelle parole bellissime: “Guai a me se non annuncio il Vangelo!”. Paolo è così immerso nella vita delle Chiese, è così dedito alla missione che sente il compito della predicazione come qualcosa che gli appartiene, qualcosa a cui non può venire meno, qualcosa che lo riguarda in primissima persona. Paolo sente una urgenza che non può, in alcun modo, non essere presa in considerazione. È per lui del tutto fondamentale cercare di vivere il Vangelo in prima persona e il suo modo di vivere il Vangelo è quello di annunciarlo a tutti. Questa sensibilità, questa urgenza sono stati anche al centro del cuore di San Giulio. Il suo peregrinare, il suo fondare chiese, tra cui, come vuole la tradizione, anche la chiesa di Cassano, sono stati un modo per corrispondere a questa urgenza missionaria e di evangelizzazione, un modo per rispondere alla chiamata evangelica, un modo per sentirsi partecipe della missione che gli era stata affidata.

Anche noi tutti dovremmo sentire questa urgenza. Il compito di testimonianza e di evangelizzazione, infatti, è di tutti i cristiani. Trovo qui un collegamento molto forte con il tema che annunceremo stasera. La visione della donna, la dignità della donna, il rispetto per la donna da parte di tutti, sono, da sempre, al centro della predicazione della Chiesa. Questa mentalità deve però riguardare tutti i battezzati. Ciascuno di noi, proprio perché figlio della Chiesa, proprio perché dedicato all’amore per il Vangelo, deve cercare di plasmare la sua mentalità perché sia in linea con questa idea. Sono i battezzati che, nel contesto concreto delle loro vite quotidiane, devono insegnare e testimoniare quanto alta e quanto grande sia la stima della donna e quanto profonda sia la sua difesa. Sono i cristiani che, nel comportamento di tutti i giorni, si devono spendere per questo, così che risulti chiaro che chi non vive questo rispetto, non può dirsi credente. Il guaio è proprio che, tra coloro che si sono macchiati di crimini contro le donne, ci sono proprio dei battezzati! È questo che deve generare da un lato una presa di posizione forte, dall’altro un’intercessione grande. La preghiera forte per noi, perché possiamo vivere per primi e insegnare, anche con il nostro solo modo di essere, cosa sia questo rispetto per la donna di cui parliamo. Intercessione per coloro che hanno sbagliato, perché sono, pur sempre, figli della Chiesa e non possiamo certamente non ricordarci di loro.

Chiederei a San Giulio questa prima grazia fondamentale anche per la nostra Chiesa. Chiediamo a San Giulio di farci crescere nel sentire, nel percepire l’urgenza, l’importanza di questa partecipazione al compito di evangelizzazione e missionario della Chiesa. Chiediamo che tutti possiamo avvertirlo, così da essere di esempio per tutti e così da realizzare una comunità cristiana che sia davvero espressione della vita di fede che deve essere dentro ciascuno di noi.

1 Petri

La prima lettura è un testo autobiografico di San Pietro. Le cose che dice San Pietro per i presbiteri, sono le realtà che lui stesso vive. A lui è stato chiesto di vigilare sul gregge universale della Chiesa ed ecco che san Pietro svolge questo compito volentieri, non per interesse ma con amore, non per denaro ma come testimonianza di gratuità, di fratellanza, di vicinanza. Per questo egli chiede ai presbiteri della comunità cristiana che sta crescendo, di avere gli stessi sentimenti e di vivere le medesime realtà. Ogni presbitero è chiamato a pascere il gregge di Cristo, per quello che gli compete e per quello che gli è dato di fare, volentieri, senza dare sospetto di obbligo, gratuitamente. Sono tutte dimensioni che devono esprimere il suo amore per la gente, il suo amore per le persone, il suo amore per chi tenta di seguire il Signore.

Questo è anche ciò che ha fatto San Giulio, che si è reso disponibile per il medesimo compito ministeriale mettendo a disposizione tutto sé stesso per la Chiesa nella quale ha vissuto e per le Chiese che ha fondato, con tanta dedizione e spirito di abnegazione.

Credo che anche questa sia una grande intercessione che noi tutti possiamo affidare a San Giulio per la nostra Chiesa. Credo che la preoccupazione per le vocazioni sia una costante del magistero del Vescovo, del Papa. Ormai da molti anni siamo abituati a sentire dire che le vocazioni sono in costante diminuzione, mi pare che ci limitiamo a constatare il dato, ma che non ci sia una mobilitazione nella preghiera, nel modo di essere dei fedeli tutti. Mi pare che, per lo più, si senta il problema come qualcosa di lontano, quasi che non ci riguardasse da vicino. Credo che l’aiuto da chiedere a San Giulio sia quello, invece, di percepire il problema come nostro. Non solo per il futuro della Chiesa, ma anche per la nostra identità di comunità cristiana. Una comunità cristiana è chiamata a generare vocazioni. Noi che vocazioni stiamo generando? Che impegno mettiamo su questo tema? È la domanda che vorrei teneste nel cuore ed è la domanda da cui può anche partire la nostra preghiera, perché impariamo ad essere intercessori anche per questo grande tema che ci deve vedere attenti e solleciti nel vivere una dimensione della vita della Chiesa di oggi, come richiamo ad una preghiera più costante e più intensa.

Vangelo

Anche il Vangelo ci aiuta a comprendere uno dei tratti della vita personale e pastorale di San Giulio. Egli è stato vigilante e noi, oggi, lo vediamo coronato di onore proprio per aver vigilato su sé stesso, sulla Chiesa, sulla comunità che ha fondato in molti paesi e città. Questo terzo aspetto ci aiuta ad entrare in un’ulteriore intercessione che chiediamo a San Giulio: anche noi chiediamo questa capacità di vigilare su noi stessi, perché possiamo essere tutti davvero pronti ad entrare nella comunione con Dio al termine di questa nostra vita terrena.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Abbiamo espresso tre intercessioni a San Giulio. Anche questa sera, con la preghiera che continua, cercheremo di essere ancora qui, attorno al nostro patrono, per pregare anche attraverso la sua intercessione il Signore Gesù realmente presente nella Santa Eucarestia. Sottolineerei, da ultimo, il valore di essere qui, insieme, come comunità cristiana, per vivere e per richiamare a tutti il valore dell’unità. San Giulio è venuto da Egina, come sappiamo, dalla Grecia, per fondare comunità in Europa, in Italia. San Giulio ha girato paesi e città diversi, nel nome dell’unico Signore. San Giulio ha testimoniato, anche con questo tratto della sua vita, il valore dell’unità nella Chiesa. Noi tutti lo comprendiamo, anche se, poi, facciamo ancora un po’ fatica a viverlo. Ecco perché credo sia giusto che, in un’ultima intercessione, ci rivolgiamo ancora al Patrono per chiedere di costituirci in unità e di farci sempre sperimentare la bellezza dell’unità, oltre la fatica, oltre le difficoltà dell’esistenza, oltre le divisioni che nascono da modi di vedere certamente diversi. San Giulio, nostro patrono, prega per noi!

2026-01-24T09:07:40+01:00