Domenica 31 marzo 2024

Pasqua di risurrezione

Per introdurci

Abbiamo cercato, in tutto questo Triduo Pasquale che è culminato nella veglia nella notte Santa nella quale abbiamo amministrato il battesimo di Elia e svolto tutti i riti dell’iniziazione cristiana per la catecumena Cinzia, di immedesimarci nella figura del discepolo dei preparativi Per un’ultima volta vorrei cercare di concentrarmi su questa figura , cercando di immedesimarmi in Maria Maddalena.

  • Quali furono i preparativi di Maria Maddalena?
  • In che cosa consiste quell’essere anche lei una “discepola dei preparativi?”

La Parola di Dio 

LETTURA At 1, 1-8a
Lettura degli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi».

SALMO Sal 117 (118)

Questo é il giorno che ha fatto il Signore;
rallegriamoci e in esso esultiamo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R

EPISTOLA 1Cor 15, 3-10a
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana.

VANGELO Gv 20, 11-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

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Vangelo

Certamente Maria Maddalena fu donna di grandi preparativi.

Fu lei che preparò a lungo il suo incontro con il Signore, fu lei, ai tempi della conversione, che mise tutto sé stessa nel rimettere tutta la sua vita e tutto il suo essere, compreso quella liberazione misteriosa dal peccato, nelle mani del Signore.

Fu lei che visse mille altri preparativi con il Signore per non lasciare che nulla potesse turbare la sua amicizia con Lui e nulla potesse distogliere la sua attenzione dal desiderio sincero di servirlo, in tutti i modi possibili.

Tutti i preparativi di Maria Maddalena culminarono quella notte, la notte che antecede la Pasqua e quel mattino presto, il mattino del giorno di Pasqua. Notte insonne, notte di grandi preparativi, per Maria Maddalena che, come osservavo nella veglia pasquale, si mise a preparare quello che occorreva per l’unzione del corpo morto del Signore. Non potremo mai immaginare e nemmeno lontanamente dire con quale amore ella si preparò per quell’appuntamento che aveva nel cuore. Se è vero che tutte le donne prepararono oli ed aromi, ciò è ancor più vero per lei, la Maddalena, che sentendosi amata dal Signore in forma singolare, ricambiò quell’amore con le sue opere di amore e con i suoi preparativi di unzione.

Ma non fu questo il preparativo più intenso della Maddalena. Se andiamo a leggere l’intero brano di Vangelo e non solo questa parte finale che la liturgia ci fa leggere, scopriamo che Maria Maddalena si preparò presto per uscire da Gerusalemme e raggiungere il sepolcro. Vedendo la tomba aperta e la pietra rotolata via dal sepolcro, ritornò di corsa in città. Occorreva avvisare tutti. Per primo Pietro che, avvertito di quella stranezza, corse al sepolcro insieme a Giovanni. Giovanni, più giovane, corse più veloce ed arrivò per primo al sepolcro, fermandosi all’esterno e credendo immediatamente a quella parola che il Signore aveva detto più volte: risorgerò.

Pietro, arrivato per secondo, sostò a lungo nella tomba vuota, rimanendo assai perplesso per l’accaduto e tornando poi, con Giovanni, nel cenacolo, per riferire ad altri, per confrontarsi con gli altri, per fare in modo che quell’evento di fede fosse subito riferito, comunicato, condiviso, illuminato dalla saggezza di tutti.

Lei, Maria Maddalena, che era tornata nuovamente al sepolcro con Pietro e con Giovanni si fermò. Era rimasta lì, come abbiamo letto, nel giardino. I suoi olii preziosi deposti da qualche parte, ora non si sapeva proprio più cosa fare e cosa pensare. Giovanni e Pietro erano tornati in città ma lei, cosa doveva fare? Cosa doveva pensare di fronte a quella tomba vuota che nemmeno Pietro era riuscito a spiegare. Eccola lì, impietrita, sola, sconvolta, ferma, immobile, quasi con il respiro sospeso. La vera opera di Maria Maddalena fu proprio questa. I suoi preparativi non furono solo per l’olio, per l’unzione. Il suo vero preparativo fu quel silenzio di adorazione, quel silenzio di attesa, quel silenzio che segnò anche un vuoto che solo il Risorto seppe notare e riempire. Era così pronta ai grandi preparativi che, immaginandosi parlare con il custode del giardino, si dichiarò disposta ad andare a prendere il corpo di Cristo morto per riportarlo al suo posto, la tomba, così da vivere quei preparativi di unzione che sembravano, ora, quasi dimenticati.

Fu proprio in quel momento che, sentendosi chiamata per nome, si riebbe come da un sonno. Riconobbe quella voce, la voce di Colui che l’aveva liberata dal demonio. Per questo ella fu scelta come la prima messaggera della Pasqua. Il suo preparativo di attesa venne colmato, ricompensato, apprezzato dal Signore che la scelse come la prima a vedere il suo volto e il suo corpo di Risorto. Null’altro. Nessun preparativo. Fu un compito immediato. Lasciare quei piedi benedetti che Maria voleva stringere e non mollare più, per tornare, di nuovo, in città e dire quello che aveva visto e sentito.

Per noi e per il nostro cammino

Carissimi tutti,

credo che la figura del discepolo dei preparativi abbia illuminato molto bene questa nostra celebrazione della Pasqua.

Anche noi viviamo di preparativi. I preparativi più disparati della vita: per la famiglia, per il lavoro, per la vita nella Chiesa, per i nostri cari, per sorprendere qualcuno, per accompagnare anche noi un morto… Anche la nostra vita è fatta di preparativi. Per alcuni mettiamo tutto noi stessi, per altri capiamo che, per quanto preparandoci, non saremo mai pronti. Che cosa significa, per noi, vivere questa Pasqua come discepoli che hanno fatto i preparativi? Che cosa significa, per noi, vivere una nuova Pasqua dopo i giorni della quaresima che sono stati anch’essi giorni di preparativi spirituali per la nostra anima?

  1. Anzitutto io credo che sia chiesto anche a noi di sostare sulla figura di Maria, discepola dei preparativi nella semplice attesa. La vita di tutti noi è così. C’è una stagione, quella della giovinezza, che è tutta un rinnovarsi di preparativi e di attese. Poi sembra che tutto cali, sembra che tutto scivoli via e c’è una vita più ordinaria, fatta, per lo più, di cose da portare avanti. Conservando il gusto per la vita, altre volte sopportando le cose che capitano e quelle che bisogna vivere comunque. Anche noi, come Maria Maddalena, in una vita che è fatta così, abbiamo bisogno di vivere con fiducia, con fede, quel preparativo che dura tutta la vita e che è l’attesa dell’incontro con il Signore: la Pasqua del discepolo dei preparativi non finisce mai. La Pasqua del discepolo dei preparativi non finisce con una celebrazione, non finisce con una festa. Continua. Continua per tutta la vita, cercando di far crescere quel desiderio che è il sentirsi chiamati per nome dal Signore ogni giorno. La Pasqua del discepolo dei preparativi è la Pasqua della vita ordinaria, che non ha grandi slanci, che ha anche qualche pesantezza, ma che è indirizzata ad un incontro con Cristo senza termine: la vita eterna.
  2. La Pasqua del discepolo dei preparativi è la Pasqua di chi si sente sempre sostenuto dallo Spirito Santo. Le cose di oggi non sono, per noi, tanto diverse da quelle di ieri. Le cose da fare da oggi in avanti, non sono diverse da quelle che abbiamo fatto nei giorni precedenti. Ciò che deve cambiare, ciò che si deve rinnovare in questa come in ogni Pasqua è il sentirsi accompaganti da Dio, in ogni cosa, in ogni passo, in ogni circostanza. Dalla più lieta e gioiosa alla più triste e dolorosa. Il discepolo dei preparativi si sente sempre sorretto da Dio, capiti quello che capiti.
  3. La Pasqua del discepolo dei preparativi è la Pasqua di chi sa che il suo compito, nella fede, è quello di preparare quell’ultima Pasqua, la Pasqua eterna, la Pasqua della gioia che non ha tramonto. Per questo il discepolo dei preparativi si sente sempre in cammino. Le feste che celebra nell’anno liturgico non segnano la fine di un impegno, ma sono il sostegno necessario per un cammino che non finisce mai, per un cammino che conosce delle tappe ma che si sente sempre rilanciato oltre.
  4. In questo quindicesimo anno di fondazione della nostra comunità pastorale, evento che ho più volte ricordato e rimarcato, anche nelle grandi sere del Triduo, non può mancare anche oggi un richiamo a tutti voi, perché la celebrazione dell’anniversario unita alla celebrazione della Pasqua si trasformi in impegno. Il discepolo dei preparativi è un credente che non lavora solo per sé, solo per la sua fede, solo per la sua unione a Cristo. Il discepolo dei preparativi sa bene che il suo compito è quello di prendersi a cuore la fede degli altri. Come Maria Maddalena, che non sta da sola al sepolcro, ma chiama i suoi amici e compagni di avventura nel discepolato. Come Pietro, Giovanni e tutti gli altri discepoli che, chiamati singolarmente, seppero pian piano diventare gruppo, comunità, uomini, donne che hanno saputo prendersi a cuore la fede degli altri. Il discepolo dei preparativi che è il cristiano che abita nel tempo, fa questo. Così vorrei che ciascuno di noi, qui presente certamente a titolo personale, non fosse qui solo per questo, non fosse qui solo per il suo cammino, ma fosse qui anche per capire e per imparare a prendersi a cuore la fede degli altri. Nel cammino ordinario, nelle manifestazioni ordinarie, nella ricerca di chi non c’è, nell’invito di chi ha smesso di partecipare ai Sacramenti. Il discepolo dei preparativi non si ferma mai, non si smarrisce mai. Continua a fare quello che ha sempre fatto ma con maggior grinta e fiducia. Sapendo che il Signore sostiene, sapendo che lo Spirito di Dio opera nei cuori, il discepolo dei preparativi lavora per la fede degli altri. Custodisce una chiesa, apre un oratorio, segue il camino dei giovani, si accosta agli anziani, condivide la gioia dei sacramenti, si preoccupa delle istanze della carità, non teme di mettere le mani nella pasta difficile della ricerca del bene comune, anche in politica, non cessa di pregare per la pace, vive manifestazioni di speranza autentiche. Il discepolo dei preparativi che diviene un testimone della Pasqua sa fare tutto questo con gioia, senza peso, rimettendo la stanchezza nelle mani del Signore. il discepolo dei preparativi che vive la Pasqua, è un uomo, una donna, che non smette mai di prendersi cura della fede degli altri, avendo come unico desiderio che la sua comunità possa far nascere in tutti l’amore per Cristo risorto e il desiderio di incontrarlo.

Carissimi, sia questa Pasqua del discepolo dei preparativi una Pasqua di gioia, letizia interiore, grazia per ciascuno di noi. Lasciamoci trasformare dallo Spirito nel saper prenderci cura della fede degli altri. Aumenteremo anche la nostra fede e saremo sempre più attenti a vivere in comunione con Cristo Risorto e tra noi.

2024-03-29T14:15:26+01:00