Settimana della 10° domenica dopo Pentecoste – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Oggi facciamo memoria di Sant’Ignazio di Loyola. La sua vita è piena di avventure, come anche il suo metodo spirituale ha lasciato tracce più che evidenti nella vita di tutta la Chiesa e in diversi modi. Anche noi cerchiamo di metterci alla scuola delle Scritture prima che a quella di questo grande santo. Anche oggi possiamo rileggere le due Scritture a partire dal tema della lampada e della luce.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Cr 8, 17 – 9, 12
Lettura del secondo libro delle Cronache
In quei giorni. [Salomone andò a Esion-Ghèber e a Elat, sulla riva del mare, nel territorio di Edom. Curam per mezzo dei suoi marinai gli mandò alcune navi e uomini esperti del mare. Costoro, insieme con i marinai di Salomone, andarono a Ofir e di là presero quattrocentocinquanta talenti d’oro e li portarono al re Salomone.] La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con enigmi. Arrivò con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi di aromi, d’oro in quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta a Salomone che egli non potesse spiegarle. La regina di Saba, quando vide la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi, il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e le loro vesti, gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro. Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non mi era stata riferita neppure una metà della grandezza della tua sapienza! Tu superi la fama che ne ho udita. Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul suo trono come re per il Signore tuo Dio. Poiché il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha posto su di loro come re per esercitare il diritto e la giustizia». [Ella diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non ci furono mai tanti aromi come quelli che la regina di Saba diede al re Salomone. Inoltre gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che portavano oro da Ofir, recarono legno di sandalo e pietre preziose. Con il legname di sandalo il re fece le scale per il tempio del Signore e per la reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nella terra di Giuda. Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto lei desiderava e aveva domandato, oltre l’equivalente di quanto aveva portato al re. Quindi ella si mise in viaggio e tornò nel suo paese con i suoi servi.]
SALMO Sal 71 (72)
La gloria del Signore risplende in tutto il mondo.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero e abbatta l’oppressore.
Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione. R
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
A lui si pieghino le tribù del deserto,
i re di Saba e di Seba offrano doni. R
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno. R
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R
VANGELO Lc 11, 31-36
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».
Cronache
Anzitutto la prima luce è quella di Salomone. La sua parola, il suo modo di vivere, hanno fatto scuola. E non da poco! Se è vero, come leggiamo, che anche la regina di Saba venne dall’Etiopia per ammirare la reggia, i costumi, l’organizzazione di Salomone e del suo regno. Soprattutto ella venne per ammirare la sua sapienza, sapienza dalla quale fu presto conquistata. Dunque questa donna venne per ammirare una luce e ne fu letteralmente folgorata. Riportò un ricordo indelebile di quell’incontro e di tutto quello che aveva sperimentato stando alla reggia di Salomone.
Vangelo
Gesù lo dice chiaramente: ci sono uomini che amano cercare luci un po’ dovunque e cercano luce in altri uomini magari illustri, importanti, significativi. Gesù non ha certo una vita illustre, non fa nulla per mettersi in luce presso gli altri uomini, non richiama attenzione su di sé, non vuole essere ammirato. È la sua parola, la parola che viene dal Padre che Gesù dona come una luce e che vorrebbe fosse accolta da tutti come una sorgente di luce inestimabile. Più volte lo ha detto e predicato. La parola di Dio non si presenta come parola sapiente, non si presenta altro che come piccolo seme, magari anche in modo molto dimesso. E, tuttavia, questa luce è una luce sfolgorante, in grado di illuminare non solo la vita di un uomo, ma la vita di tutti gli uomini che verranno in contatto con essa. Anzi, il Signore va anche oltre, perché afferma che la vita di coloro che entrano in contatto con la luce della Parola di Dio diventerà essa stessa sorgente di luce per altri. Insomma, la Parola di Dio diffonde ovunque il suo splendore e gli uomini che si lasciano catturare da essa non fanno altro che aumentare il suo splendore, la sua importanza, la sua capacità di illuminare tutto e tutti. Se c’è una Parola che è situata in un preciso momento storico e che ha avuto una sua durata – la presenza fisica del Signore Gesù – ce n’è un’altra che dura per sempre: la parola scritta che più si diffonde, più diventa sorgente di luce.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La Parola di Dio ci provoca in due direzioni diverse. Anzitutto tutti noi siamo invitati a valutare il nostro rapporto con Cristo. La fede è un dono che vale per tutti, ma è un dono personale, unico, differente per ogni persona. Se Cristo è unico, come la fede è un dono uguale per tutti, il rapporto con Cristo e il modo di vivere la fede sono singolari, differenti per ogni persona, realtà che possono avere mille sfumature diverse a seconda dell’intensità del proprio rapporto con Cristo. La prima provocazione di fede che riceviamo è, dunque, questa: come è il mio rapporto con Cristo? Nel mio percorso di fede, come lo vivo?
Una seconda provocazione riguarda noi come sorgenti di luce. Se è vero che chi entra in contatto con Cristo diventa egli stesso sorgente di luce, credo che sia opportuno chiederci: che sorgente di luce sono io? Che significa poi chiederci: sono rimasto così folgorato da quella sorgente di luce che è Cristo da diventare io stesso sorgente di luce per altri? Ci sono grandi anime che sono diventate grandi sorgenti di luce: pensiamo ai grandi Santi, a San Giovanni Battista, ma anche a tante figure a cui possiamo essere più o meno affezionati e che si sono intrecciate con la storia del mondo. Forse noi non saremo a questo livello, non saremo mai trasparenza di Cristo a questa portata. Eppure qualcosa potremo fare anche noi! Anche la piccola luce che può provenire da anime “normali” può essere luce utile per la nuova evangelizzazione. Cerchiamo di riflettere, ancora una volta, sulla centralità di Cristo nella nostra vita. Diventeremo sorgenti di luce per il bene e per la salvezza del mondo.
Provocazioni dalla Parola
- Quale centralità ha Cristo nella mia vita?
- Che tipo di sorgente di luce sono?