Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Certo può sembrare che le due Scritture vadano su due binari completamente diversi. Eppure hanno una loro logica, specie se le rileggiamo anche alla luce del santo che oggi festeggiamo: Sant’Ignazio di Loyola.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Cr 29, 20-28
Lettura del primo libro delle Cronache
In quei giorni. Davide disse a tutta l’assemblea: «Benedite dunque il Signore, vostro Dio!». Tutta l’assemblea benedisse il Signore, Dio dei loro padri; si inginocchiarono e si prostrarono davanti al Signore e al re. Offrirono sacrifici al Signore e gli bruciarono olocausti il giorno dopo: mille giovenchi, mille arieti, mille agnelli con le loro libagioni, oltre a numerosi sacrifici per tutto Israele. Mangiarono e bevvero alla presenza del Signore in quel giorno con grande gioia. Di nuovo proclamarono re Salomone, figlio di Davide, e unsero per il Signore lui come capo e Sadoc come sacerdote. Salomone sedette sul trono del Signore come re al posto di Davide, suo padre; prosperò e tutto Israele gli fu sottomesso. Tutti i comandanti, i prodi e anche tutti i figli del re Davide si sottomisero al re Salomone. Il Signore rese grande Salomone agli occhi di tutto Israele e gli diede un regno così splendido, che nessun predecessore in Israele aveva mai avuto. Davide, figlio di Iesse, regnò su tutto Israele. La durata del suo regno su Israele fu di quarant’anni: a Ebron regnò sette anni e a Gerusalemme regnò trentatré anni. Morì in vecchiaia, sazio di anni, di ricchezza e di gloria. Al suo posto divenne re suo figlio Salomone.
SALMO Sal 131 (132)
Ami la giustizia, Signore, e l’empietà detesti.
Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono! R
Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono. R
Là farò germogliare una potenza per Davide,
preparerò una lampada per il mio consacrato.
Rivestirò di vergogna i suoi nemici,
mentre su di lui fiorirà la sua corona». R
VANGELO Lc 11, 21-26
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Vangelo
Il Vangelo ha una sua spiegazione spirituale. Gesù ha appena liberato un uomo da una possessione demoniaca. Quando avvengono queste cose è però richiesto un impegno forte di fede al soggetto che ha beneficiato di tutto questo. Altrimenti accade che il demonio possa tornare e prendere di nuovo possesso di quell’anima, con il risultato che la persona si trova ad affrontare una situazione ancora peggiore rispetto alla precedente. Ciò che Gesù intende insegnare è proprio questo: la vita di fede ha una sua fatica e richiede una sua attenzione. Se manca questo, può accadere che, davvero, non ci sia pace per un’anima. Una lezione che, in Salomone, trova un particolare aggancio.
Cronache
Salomone è un uomo che ha tutto. Ha fisico, ha intelligenza, ha doti di sapienza, ha anche una madre che si dà da fare perché possa ottenere il regno che, in realtà, non sarebbe spettato a lui. Quando viene eletto è tutto un tripudio, una solennità, come abbiamo sentito. Infatti c’è tutta una città che si mobilita per lui, con uno sfarzo mai visto prima. Eppure quest’uomo così osannato, smetterà ben presto di vigilare su se stesso e, di fatto, arriverà alla fine della sua vita a perdere tutto. La perdita della fede segnerà in lui la perdita di tutto quello che aveva potuto ottenere prima. Quando non si vigila capita anche questo. Ecco perché, benché Salomone non sia un indemoniato guarito, le due letture si richiamano con forza e ci consegnano questo contenuto spirituale.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Contenuto ripreso con forza da Sant’Ignazio di Loyola, che è il maestro spirituale di queste cose. Sant’Ignazio, lavorando su se stesso e ragionando sulla dinamica degli spiriti, giunge a perfezionare un metodo per discernere ciò che è buono e ciò che è cattivo e per eleggere l’uno e tralasciare l’altro. Ovviamente sant’Ignazio è anche un fine educatore della volontà, dal momento che è tra i maestri spirituali che, per primi, hanno capito che non c’è risultato per l’anima se non attraverso un’applicazione costante e un discernimento continuo sulle cose che capitano.
Credo che la meditazione sia tracciata anche per noi. Noi, che pure non siamo indemoniati, cerchiamo di vivere il nostro itinerario spirituale con impegno e con fede. Eppure, vediamo bene che non sempre al nostro impegno corrisponde un risultato. Così come vediamo bene che, a momenti di particolare intensità e fervore, seguono poi momenti di stanchezza, debolezza, scarsa visione sulle cose. La Parola di Dio sta dicendo a noi di rimanere sempre, in qualche modo in tensione, per evitare che i risultati spirituali di un certo itinerario vengano vanificati dalla mancanza di cura di altri momenti.
Questa è la grazia spirituale da chiedere oggi. La chiediamo proprio per intercessione di Sant’Ignazio, maestro del discernimento, maestro dell’educazione della propria volontà. Chiediamo questa grazia per evitare che la nostra vita spirituale sia un po’ un’altalena. Chiediamo questa grazia per consolidare i risultati della vita interiore che sono quelli a cui dovremmo tenere maggiormente.