Giovedì 31 ottobre

Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – giovedì 

Introduzione

Questo giorno è particolare. Infatti dalle ore vespertine saremo già immersi nella contemplazione del mondo dei Santi.

La Parola di Dio 

LETTURA Ap 14, 1-5
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Sono coloro che non si sono contaminati con donne; sono vergini, infatti, e seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.

SALMO Sal 67 (68)

Il nostro Dio è un Dio che salva.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio. R

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio e cantano di gioia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza. R

Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni. R

Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi. R

VANGELO Mt 19, 27-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Apocalisse

La visione dell’Apocalisse si sposa perfettamente con quella della festa alla quale ci introduciamo. La visione dei 144.000, dopo le visioni drammatiche dei giorni scorsi, ci sta dicendo che ci sono uomini, donne, di qualsiasi età e condizione, che hanno tenuto ferma la loro professione di fede e che, per questo, sono i “redenti della terra”. Uomini e donne che sono associati in un canto angelico, uomini e donne che sono adesso al cospetto di Dio. Uomini e donne che hanno seguito l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, che è Cristo Signore, nei giorni della loro vita e che, ora, sono coronati di gloria anche a causa di quello che hanno sofferto. La visione si riempie di speranza. È come se San Giovanni avesse voluto trasmettere ciò che attende il cristiano che persevera e si propone come testimone del Paradiso, da lui visto e contemplato per grazia di Dio.

Vangelo

Così anche il Vangelo. Giovanni aveva sentito questa predicazione. Nella visione a lui riservata ne ha avuto l’ulteriore conferma. Gesù, interrogato da San Pietro, ha detto chiaramente che non solo loro, ma chiunque lo avesse seguito, avrebbe ereditato un “posto” di singolare prestigio nella vita eterna. Il Signore lascia intendere che la testimonianza di fede resa con libertà e consapevolezza, diventerà un giorno “giudizio”. Giudizio di chi ha deriso la fede, giudizio di chi non ha creduto nella parola di salvezza che è Cristo Signore. Giudizio di chi ha calpestato i diritti della Chiesa. Giudizio di chi, pur essendo stato raggiunto dalla predicazione del Signore, si è lasciato distrarre da essa e non ha avuto attenzione al proprio cammino. Lo splendore dei giusti sarà giudizio per gli ingiusti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

È chiaro che queste due parole si completano a vicenda. Il tema del giudizio richiama lo splendore della verità. Esso non ha nulla a che vedere con il destino finale delle singole anime, che è sempre in mano a Dio ed è avvolto nel mistero della sua misericordia. Il cristiano sa bene fin da ora che il bene avrà un trionfo finale e non si lascia distogliere in alcun modo da esso. Il cristiano non giudica ma, semplicemente, intende richiamare con la sua vita ciò che sarà.

Anzi, propriamente il cristiano non ha di mira alcun giudizio, ma la partecipazione all’esercito dei 144.000: questo è il cuore della sua vita e da questo centro non si lascia distogliere da nulla. Il cristiano continua a contemplare l’esercito delle schiere celesti e, sorretto da questa contemplazione, continua il suo cammino nel tempo, avendo come unico fine quella vita eterna nella quale ogni uomo è atteso, desiderato, voluto da Dio.

Queste anime completamente attratte dalla vita eterna e protese a fare tutto ciò che conduce ad essa, dovremmo proprio essere noi. È a noi che è chiesto di dare questa testimonianza, è a noi che è chiesto di vivere in modo così irreprensibile perché tutti conoscano la verità della fede che brilla per ciascuno, ma che solo pochi accolgono. Davvero beati noi se, adesso, sapremo contemplare questa visione e se, un giorno, saremo davvero ammessi a quell’esercito celeste che contempla per sempre il volto di Dio.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivrò la festa di domani?
  • Come mi aiuterà ad entrare in questa contemplazione di Santi?
2024-10-24T22:25:19+02:00