Venerdì 14 febbraio

Settimana della quinta domenica dopo l’Epifania – venerdì

Meditiamo insieme le Scritture.

Siracide

Is 52, 7-10
Lettura del profeta Isaia

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio». Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme. Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Un vescovo e un monaco. Che cos’hanno in comune? Cirillo e Metodio, cos’hanno fatto di così straordinario per essere onorati insieme e per essere così fortemente ricordati nella nostra chiesa?

Sono stati messaggeri! Come diceva Isaia. Sono stati araldi del Vangelo. la loro opera è tutta un’opera di promozione culturale e di evangelizzazione.

Vangelo

Mc 16, 15-20
 Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Ce lo ricordava anche il Vangelo. Cirillo e Metodio, fedeli al compito missionario del discepolo, non hanno fatto altro che questo: sono stati capaci di evangelizzare i popoli slavi, creando un alfabeto, che si chiama appunto cirillico, per tradurre la scrittura nella lingua degli slavi e portare così alla conoscenza delle verità della fede anche coloro che la chiesa non aveva ancora raggiunto nella sua missione. La loro non è, però, solo promozione culturale. È, anzitutto, attenzione all’uomo!

Corinti

1Cor 9, 16-23
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, annunciare il vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il vangelo senza usare il diritto conferitomi dal vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

Come ci diceva San Paolo. L’apostolo ricordava di essersi fato vicino, in ogni modo possibile, a coloro a cui doveva portare il Vangelo, cercando di condividere con tutti qualcosa. Così anche i santi Cirillo e Metodio. Condividendo la vita con i popoli slavi, si sono seriamente interrogati su quale fosse il loro bene, su come portare loro la scrittura perché fosse da loro conosciuta perché accessibile. Proprio per questo hanno introdotto la trascrizione in cirillico. La loro non è un’operazione culturale fine a sé stessa. Il loro è autentico amore per l’uomo che diventa ricerca, attenzione alle cose dell’esistere di ciascuno perchè siano illuminate da Dio e perché portino a Dio.

Per Noi

Quello dei Santi Cirillo e Metodio è stato un lavoro di condivisione, di continua riflessione sui valori del Vangelo, di partecipazione piena all’esistenza di molti fratelli che, privi della fede, hanno provocato la paterna risposta dei santi che, sempre in piena comunione con al chiesa di Roma e con il Papa, hanno dato risposta a bisogni del tutto particolari.

La storia dei santi Cirillo e Metodio è molto provocatoria anche per noi. Mi pare che oggi, quando si parla di popolazioni meno sviluppate che, ancora, attendono un pieno sviluppo delle proprie capacità e potenzialità, si passa subito a cercare come rendere possibile una loro promozione umana. La Scrittura di questo giorno ci indica che non c’è vera promozione umana senza una proposta di fede forte e curata. Non c’è vera promozione dell’uomo se non si parte da Dio. Non c’è possibilità di riscatto per l’uomo se non mediante il costante riferimento al mistero di Dio e alla sua presenza tra gli uomini. Quando un credente è pieno dei valori del Vangelo, quando un credente è costantemente rivolto a Dio, poi diviene possibile qualsiasi cammino di promozione dell’uomo. Ce lo dicono le storie di molti santi e non solo quella dei santi Cririllo e Metodio. Eppure, nonostante questi esempi, ci rinchiudiamo spesso e volentieri nel medesimo errore: curiamo una promozione umana, senza promuovere la cultura spirituale di ciascun’anima. Ci aiutino i santi patroni dei popoli slavi a comprendere che solo dove sarà forte la fede si potrà pensare ad una vera promozione dell’uomo. Dove c’è Dio, infatti, c’è ogni bene. Dove manca Dio, manca qualsiasi fondamento per costruire qualcosa di buono!

2020-02-09T15:59:01+01:00