Martedì 03 marzo

Settimana della prima domenica di Quaresima – martedì

Vangelo

Mt 5, 13-16
 Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Il Padre che è nei cieli è Colui che vede le opere buone degli uomini. Il Vangelo di oggi ci dona subito questa rivelazione. Lo sappiamo bene che Dio Padre vede il frutto del nostro operare. Talvolta ne abbiamo paura, quasi che Dio fosse sempre lì pronto a scrutare le opere che compiamo per punire ogni abuso della nostra libertà. Talvolta non comprendiamo che Dio Padre è Colui che, anzitutto, suscita il bene dentro di noi. È da Lui che viene ogni anelito al bene che proviamo. È da Lui che viene ogni capacità di compiere il bene che l’uomo ha dentro di sé. È per questo che la rivelazione del Figlio di Dio ci chiede di essere “sale della terra e luce per il mondo”. Chi ama Dio Padre, chi vive la figliolanza che Gesù è venuto a rivelare, si dedica al bene, in ogni sua forma, in ogni sua espressione.

Il Padre che è nei cieli è Colui che chiede testimonianza. Gesù ha detto bene che ogni uomo dona testimonianza a Dio con il bene che compie. Ogni forma di bene che c’è sulla terra, in qualche modo, parla di Dio. Forse non è per tutti chiaro, forse non è per tutti semplice, ma ogni forma di bene viene da Dio e a Lui torna. Dio Padre chiede a coloro che credono in Lui, di essere visibili al mondo, di trovare la forza per far risplendere l’amore. Solo chi ama Dio Padre può capire l’importanza di una testimonianza di bene tanto necessaria all’uomo.

Il Padre che è nei cieli è Colui al quale è riservata la gloria. Forse un’espressione del genere rischia di dire poco, pochissimo a noi. Forse, addirittura, non sono pochi gli uomini che si chiedono: perchè? Perché l’uomo deve dare gloria a Dio? Perché Dio dovrebbe pretendere gloria dagli uomini? Non capiamo che, se tutto viene da Dio che è creatore e Padre, tutto ritorna, in qualche modo a Dio. Dare gloria a Dio significa solamente questo: riconoscere con umiltà che ogni bene che c’è in noi viene da Lui e ogni bene che c’è nel mondo ci parla di Lui. Dare gloria a Dio significa che noi non siamo l’inizio di nulla né il fine di alcuna cosa. Origine di tutto e fine verso cui tutto si muove è solo Dio, creatore e Padre.

Genesi

 3, 1-8
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

Così è nella natura dell’uomo. C’è sempre il sospetto che Dio rovini tutto. C’è sempre il sospetto che Dio ponga divieti, metta barriere, eviti, in qualche modo, che la libertà dell’uomo possa essere totale. C’è sempre il sospetto di qualcuno che mette in dubbio che Dio, al contrario, voglia la felicità e il bene delle sue creature. È insito nell’uomo questo sentimento di ribellione che tutti, in effetti, proviamo, e che è il peccato. Dio Padre non viene percepito come Colui dal quale proviene ogni bene e che con amore veglia sugli uomini, ma come un’entità che, in qualche modo, sottomette. Dio Padre spesso è Colui al quale ci si nasconde. Bellissima, invece, la rivelazione biblica: Dio Padre è Colui che passeggia nel giardino, cioè Colui che non abbandona mai l’uomo, per quanto abbia peccato. Dio Padre è Colui che si mette sempre sulle orme dell’uomo, perché lo possa perdonare e possa donare a lui una nuova possibilità di compiere il bene. Come ci ha detto il Vangelo.

Proverbi

3, 1-10
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e tanta pace ti apporteranno. Bontà e fedeltà non ti abbandonino: légale attorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini. Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri. Non crederti saggio ai tuoi occhi, temi il Signore e sta’ lontano dal male: sarà tutta salute per il tuo corpo e refrigerio per le tue ossa. Onora il Signore con i tuoi averi e con le primizie di tutti i tuoi raccolti; i tuoi granai si riempiranno oltre misura e i tuoi tini traboccheranno di mosto.

Infine il libro dei Proverbi, ci dice che Dio Padre è “Colui che appianerà i tuoi sentieri”, se, appunto si cerca di evitare il male per aprirci al bene, in tutte le sue forme e in tutti i suoi contenuti. Quaresima è tempo per comprendere la vicinanza di Dio. Quella vicinanza che brilla nell’opera di Gesù Cristo. Quella vicinanza che ogni uomo può sentire propria in base alle cose che accadono nella vita.

In preghiera

Dio Padre di misericordia, Tu vuoi che i tuoi figli compiano il bene, Tu sostieni sempre il desiderio di bene che c’è in ciascuno di loro, Tu sei sempre vicino anche quando il dubbio, la paura, il male, tentano di prendere il sopravvento.

Signore, ricordaci che Tu vuoi che siamo luce e sale della terra, e che non vuoi che alcuno perisca, ma che tutti si salvino per l’opera di tuo Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Esame di coscienza

  • Quale bene posso compiere in questa giornata?
  • Per chi posso essere esempio nei miei giorni?
  • Percepisco la presenza di Dio come un aiuto a cui aggrapparmi o ho il dubbio che Dio limiti la mia libertà?
  • Dove vedo Dio apparire nei sentieri della mia vita?
  • Quaresima diventa tempo per la conversione a Dio Padre che sostiene il mio cammino verso di Lui?
2020-02-28T17:38:32+01:00