Dedicazione del Duomo di Milano
Per introdurci
- Che cosa significa, per noi, essere chiesa?
- Perché riflettere su questa realtà mentre stiamo aprendo un sinodo?
- Come immaginiamo la chiesa del futuro?
Queste, ma magari anche altre domande che possono venire spontanee dal cuore, possono guidare la nostra preghiera in questa domenica nella quale viviamo la dedicazione della festa cattedrale, cioè ricordiamo la dedicazione – il giorno in cui venne consacrato – il Duomo di Milano. Giorno in cui vogliamo anche rinsaldare la nostra unione con il Vescovo e la Chiesa diocesana.
Isaia
Is 26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a
Lettura del profeta Isaia
In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Il sentiero del giusto è diritto, il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Farò di rubini la tua merlatura, le tue porte saranno di berilli, tutta la tua cinta sarà di pietre preziose. Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli; sarai fondata sulla giustizia».
Corinzi
1Cor 3, 9-17
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Vangelo
Gv 10, 22-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Vangelo
Se tuttavia cercassimo di rispondere a queste domande, scopriremmo che ci sono tante idee di chiesa, che corrispondono più o meno all’esperienza che abbiamo fatto e che attualmente abbiamo della Chiesa e poiché le esperienze sono varie, le risposte potrebbero essere altrettanto variegate. Trovo più giusto partire dall’idea di Gesù Cristo, ovvero dal Vangelo.
Siamo, ormai, quasi alla fine del ministero di Gesù e la domanda dalla quale Gesù parte è una domanda sulla sua persona, sul suo mistero, sulla sua identità. Identità che egli rivela, ma che non viene ascoltata dai suoi interlocutori.
La chiesa è, anzitutto, questo: un mistero di intima unione tra Gesù e la stessa Chiesa. La Chiesa voluta e fondata da Gesù nella Pentecoste, ha questa identità: essere unita a Lui per rivelare agli uomini la sua identità. Identità che rimane sempre un mistero. La chiesa, dunque, viene vista da Gesù come la compagna di un cammino. La compagna fedele che aiuta gli uomini ad entrare nella comunione con la sua persona. La sua persona di risorto, di Cristo vivo, presente nella storia, presente già nella coscienza delle persone, è questo che la Chiesa deve proporre e continuamente richiamare! La Chiesa ha, anzitutto questa radice e questa identità.
In secondo luogo Gesù parla della chiesa identificandola con l’immagine del gregge. “Le mie pecore ascoltano la mia voce ed esse mi seguono”. La seconda connotazione della Chiesa voluta e pensata da Cristo è, quindi, l’ascolto della Parola. Quella Parola che è Lui stesso, il Verbo del Padre, quella parola rivelata e custodita nella Sacra Scrittura, quella Parola che è il cuore della vita della Chiesa stessa che la trasmette fedelmente nel corso dei secoli. La Chiesa ha questa identità: è il popolo di coloro che ascoltano la Parola è il popolo di coloro che, come Maria, ascoltano, conservano, custodiscono nel cuore la Parola rivelata.
La terza caratteristica è la sequela. Come un gregge segue il pastore, la chiesa segue Cristo che si rivela nella Parola e nei sacramenti. Altra identità non c’è nella Chiesa. La chiesa è chiamata non a fare di testa propria, non a fare quello che gli pare meglio ma quello che, con un autentico discernimento basato sulla Parola rivelata, sulla preghiera, sulla presenza di Cristo stesso nell’eucarestia e, in generale, nei sacramenti, si percepisce come autentica volontà di Dio. Questa è la Chiesa!
La quarta caratteristica rivelata dal Signore, che vuole rispondere alla domanda: “a cosa serve la Chiesa?”, consiste nell’incamminarsi verso la vita eterna. Cosa fa Cristo con quelle anime che lo seguono, ascoltano la Parola, si interrogano sul mistero della sua volontà? Dona la vita eterna! La chiesa è chiamata a fare questo, a donare la vita eterna, a far camminare le anime verso la vita eterna. La Chiesa non deve avere altro scopo che questo. Tutto il resto che si può fare nella Chiesa, viene dopo, ha una importanza minore, deve essere, sempre, comunque relativo a questo scopo primario che è l’indirizzare le anime verso l’incontro con il Signore e la vita eterna. Per questo ella è, come dice spesso il Papa, maestra di misericordia. Nel nome di Dio amministra la misericordia del Signore, perché le anime entrino nella vita eterna.
Una quinta ed ultima caratteristica della Chiesa che corrisponde alle parole: “il Padre mio è il più forte di tutti”. La Chiesa è sempre sotto la costante protezione del Padre che invia lo Spirito Santo a sostenere e a vivificare la Chiesa. Fare esperienza di Chiesa significa anche questo: sapere che essa è la creatura sgorgata dalla passione e risurrezione del Signore e che è costantemente sotto la protezione di Dio Padre che la accompagna nel tempo, la purifica dagli errori che, come società di uomini, non può non commettere, la sostiene nelle difficoltà del tempo presente.
Ecco le 5 caratteristiche della Chiesa secondo il Signore Gesù:
- È esperienza di una unione intima con Gesù;
- Si basa sull’ascolto fedele della Parola;
- Propone la sequela di Cristo;
- Fa incamminare verso la vita eterna;
- È sotto la costante vigilanza del Padre.
Corinzi
“Santo è il tempio di Dio che siete voi!”. Una seconda visione viene da Paolo. Visione bella, perché San Paolo ha in mente l’ideale evangelico, ma è tutti i giorni a contatto con la chiesa che vede nelle sue comunità. Qui siamo a Corinto, quindi una chiesa imperfetta, litigiosa, dove molti tornano nelle immoralità degli uomini già commesse prima del Battesimo… insomma una chiesa come quella che vediamo noi, una chiesa che si macchia degli errori del tempo perché è fatta da uomini che vivono nel tempo e che non sono perfetti. È la chiesa reale, è la chiesa che vediamo anche noi. In questa assemblea ecclesiale, San Paolo fa risuonare la voce che abbiamo sentito: “santo è il tempio di Dio che siete voi!”. Cioè ricordando il battesimo, l’apostolo premette ai suoi uditori che tocca loro diventare quegli uditori della Parola di cui ha parlato Gesù! Tocca loro fare discernimento costantemente sulla sua volontà! Tocca loro ricordarsi di essere stati costituiti eredi della vita eterna! Ecco perché devono convertirsi continuamente, astenendosi dal peccato, se non vogliono loro per primi rovinare quella creatura bella ma fragile che Dio ha voluto e che protegge. Richiamo che viene a noi! perché anche noi siamo immersi nelle medesime realtà, ci scontriamo con lo stesso peccato, roviniamo quell’immagine di santità che Dio ha già dato e che è posta nelle nostre mani. Nelle mani di tutti, perché la Chiesa è l’insieme dei battezzati. Non un corpo estraneo di cui si fa parte. La chiesa siamo tutti noi! quelli un po’ più santi, che tentano di camminare nella via di Dio e quelli un po’ meno santi che si perdono tante volte per strada.
Isaia
“Abbiamo una città forte! Tu sarai fondata sulla giustizia”. Erano le parole del profeta, che viveva a Gerusalemme e che ha pronunciato queste parole non in riferimento alla Chiesa ma per gli ebrei e in riferimento alla città santa. Città santa, come anche noi chiamiamo Gerusalemme, ma che santa non è e non è mai stata. Piena di vizi e di peccati, desiderosa di ascoltare la voce dei profeti ma mai di seguire Dio. È così che i profeti l’hanno descritta e apostrofata. Gerusalemme è come la Chiesa, non per niente della Chiesa diciamo che sarà la Gerusalemme celeste. Gerusalemme è fatta per essere costruita sulla giustizia dei suoi figli, se questi ascoltano la voce di Dio. È fatta per essere la città che risplende, se i suoi figli avranno fede. Esattamente come la Chiesa, che è fatta per essere santa, giusta, forte, segno tra i popoli e risplendente. Ma che non è e non sarà mai tale, fino alla purificazione finale, prima di essere la Gerusalemme eterna.
Per noi
Così la chiesa va avanti nel tempo, ora con più decisione e slancio, ora con maggiore peso. Ora più alacremente, ora rallentando. Ora con decisa volontà di aderire a Cristo, ora strizzando l’occhio alle realtà dell’uomo. Così è la Chiesa.
Come vedete le risposte della Parola di Dio sorprendono sempre, ci illuminano e, soprattutto, ci permettono di volare molto più alto rispetto alle cose che sentiamo tutti i giorni e ai giudizi che non dovremmo sentire, anche perché, molto spesso, sono opera di battezzati, cioè di figli della Chiesa, come San Paolo ci ha ricordato. Così anche noi abbiamo un criterio di paragone diverso da quello che ci viene proposto continuamente, perché il nostro cuore sappia dove dirigersi.
Qualche giorno fa qualcuno ha ironizzato, dicendo che sarebbe meglio chiudere la Chiesa, come istituzione. Dissento assolutamente. Non perché sia un uomo di Chiesa, ma perché chi pensa così non ha capito che Dio purifica sempre la sua Chiesa! Dall’interno. Suscitando uomini che, in un corpo che sarà sempre quello di una “casta meretrix”, come i padri l’hanno definita, una casta prostituta, tornano a pensare all’unione con Cristo, si fidano di quella Parola che attendono, approfondiscono, amano, venerano; si interrogano sulla propria sequela di Cristo; sperano nella vita eterna; sanno, soprattutto, che Dio protegge coloro che vivono un autentico cammino di fede e vogliono edificare di continuo la sua chiesa.
Tu che ascolti e che pure sei battezzato, da che parte stai?