Settimana della 2 domenica di Avvento – Giovedì
Le sorprese di Dio non finiscono mai!
La Parola di Dio per questo giorno
EZECHIELE 6, 1. 11-14
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Così dice il Signore Dio: Batti le mani, pesta i piedi e di’: “Ohimè, per tutti i loro orribili abomini il popolo d’Israele perirà di spada, di fame e di peste! Chi è lontano morirà di peste, chi è vicino cadrà di spada, chi è assediato morirà di fame: sfogherò su di loro il mio sdegno”. Saprete allora che io sono il Signore, quando i loro cadaveri giaceranno fra i loro idoli, intorno ai loro altari, su ogni colle elevato, su ogni cima di monte, sotto ogni albero verde e ogni quercia frondosa, dovunque hanno bruciato profumi soavi ai loro idoli. Stenderò la mano su di loro e renderò la terra desolata e brulla, dal deserto fino a Ribla, dovunque dimorino; sapranno allora che io sono il Signore».
PROFETI Ag 2, 1-9
Lettura del profeta Aggeo
Il ventuno del settimo mese, per mezzo del profeta Aggeo fu rivolta questa parola del Signore: «Su, parla a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote, e a tutto il resto del popolo, e chiedi: Chi rimane ancora tra voi che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? Ora, coraggio, Zorobabele – oracolo del Signore –, coraggio, Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese – oracolo del Signore – e al lavoro, perché io sono con voi – oracolo del Signore degli eserciti –, secondo la parola dell’alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall’Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete. Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po’ di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le genti e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti. L’argento è mio e mio è l’oro, oracolo del Signore degli eserciti. La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace». Oracolo del Signore degli eserciti.
VANGELO Mt 12, 33-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».
La sorpresa dal ricordo del primitivo splendore
La frase che mi ispira questo commento è di Aggeo, come avete sentito nella seconda lettura. Essa può applicarsi a tutti i testi biblici. Perché Ezechiele aveva anche oggi immagini molto tristi, forti, spaventose? Perché sembra che nessuno debba avere scampo? Perché il profeta predice mali inenarrabili a tutti? Perché Israele non si ricorda più del “primitivo splendore”, cioè di quella grazia che brillava in lui quando la vita di fede era più intensa. Il richiamo non cade, quindi, sulle immagini di devastazione, ma lascia spazio ad un fortissimo richiamo alla vita di fede. Senza fede, l’anima perde la sua bellezza.
Come Aggeo, in altro tempo storico, riconquista anime per Dio? Ricostruendo il tempio di Gerusalemme e raccomandando che sia lo splendore dei riti a parlare. È lo splendore della liturgia che parla al cuore dell’uomo. La liturgia, ci dice il profeta, così come qualsiasi costruzione di fede, non devono essere belle in sé. Si creerebbero, così, edifici che diventano musei e la liturgia stessa diventa qualcosa di stucchevole. Invece, dove si tiene alta la fiamma della fede, edifici e liturgia servono per rilanciare sempre più in là il proprio cammino. Dove accade questo c’è un popolo che cerca il Signore. Dove c’è questa tensione, nulla potrà distruggere quella casa che Dio si crea in ogni coscienza credente.
Infine il Vangelo. Gesù fa un paragone per dire che solo dai tesori buoni nascono altri tesori buoni. Chi possiede già qualcosa di molto prezioso, è quasi normale che vada in cerca di cose altrettanto preziose. Così è per la fede. Se uno considera la sua fede preziosa, si muoverà in cerca di tutte quelle realtà che permettono alla propria fede di essere ancora più forte, di essere ancora più e sempre più riferimento per la vita. Quando la fede non è più considerata cosa preziosa, non c’è nulla da fare. Essa non può crescere. Quando un uomo blocca la propria anima, la fede si atrofizza e, al limite, muore. Solo il ricordo del primitivo splendore può togliere da questa condizione. Primitivo splendore dell’anima è la grazia battesimale. Primitivo splendore della Chiesa è quella prima età, dove, il costante richiamo all’unione, alla povertà, a seguire il cammino di Dio, hanno segnato, davvero, il passo di molti. Recupero della grazia battesimale e recupero di una visione di Chiesa più viva, incisiva, capace di parlare agli uomini, sono il cardine di questo giorno. È questa la grazia di un tempo da recuperare.
Per noi
- Sappiamo recuperare la grazia del primitivo splendore?
- Cosa significa, per noi, tornare alla grazia del Battesimo?
Per gli sposi e la famiglia
Così anche in famiglia. All’inizio, tra i coniugi, c’è un fervore, un ardore che non è motivato solo dall’età e che passa col passare del tempo. C’è uno splendore primitivo che nasce anche dalla fede e che, poi, col passare degli anni, si incrosta o diventa, addirittura, irriconoscibile. Chiediamo al Signore di lasciarci recuperare il primitivo splendore, nei sogni, nelle attese, nelle mete che ci eravamo proposti. Sarà questo un grande recupero della forza del matrimonio! E, ovviamente, della famiglia!
Impegno del giorno
Mi impegno a non essere solo uno che loda il tempo passato, ma ad apprezzare il mio presente. Anche se semplice o insignificante!