Settimana della 5 domenica di Avvento – Martedì
Le sorprese di Dio non finiscono mai!
La Parola di Dio per questo giorno
EZECHIELE 37, 1-14
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Ezechiele disse: «La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?”. Io risposi: “Signore Dio, tu lo sai”. Egli mi replicò: “profetizza su queste ossa e annuncia loro: ‘Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore’”. Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: “profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: ‘Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano’”. Io profetizzavo come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: “Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: ‘Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti’. Perciò profetizza e annuncia loro: ‘Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò’”. Oracolo del Signore Dio».
SALMO Sal 88 (89)
Canterò in eterno l’amore del Signore.
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
PROFETI Os 11, 1-4
Lettura del profeta Osea
Così dice il Signore Dio: «Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare».
VANGELO Mt 22, 15-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.
La sorpresa di una chiamata alla vita nuova
La visione di una vita nuova è stata il pensiero, a volte assillante, di moltissime persone. Molti autori spirituali si sono confrontati con questo pensiero. Anche il profeta Ezechiele, che ha una esperienza unica e fatta per grazia: contemplare la risurrezione della carne. La visione delle ossa che si rianimano, della vita che ritorna sui corpi ormai scomparsi per la decomposizione, il sentire la presenza dello Spirito di Dio che riporta la carne e i nervi sulle ossa, donando poi il soffio della vita che proviene solo da Dio, è l’immagine della risurrezione. La vita nuova, la vita che tutti aspettiamo, è la vita dei risorti in Cristo, è la vita che ci attende nella beatitudine eterna, è la vita di chi, ormai, si è reso pienamente conforme a Cristo. Il profeta ha avuto un “anticipo” di questa gloria. Gloria che sarà di tutti, nel giorno della risurrezione finale. L’invito del profeta è, quindi, non solo ad anelare a quel giorno, ma anche a custodire questa esperienza di vita, nella quale prepariamo quella eterna. Custodia della vita presente che si accompagna con la preghiera e il ringraziamento a Dio perché ci consente di incamminarci verso lo splendore eterno della contemplazione del suo volto.
Dell’importanza di questa esperienza di vita e della custodia del tempo presente, del tesoro autentico che è il tempo presente, parlava, invece, il profeta Osea, che ci ricordava che la vita spirituale altro non è che un imparare a camminare nella luce dello Spirito. Come un padre insegna al suo piccolo a camminare tenendolo per le braccia e sollevandolo di fronte agli ostacoli, così la vita spirituale non è altro che uno sprofondarsi nelle mani di Dio, un lasciare che sia Dio a farci camminare verso di Lui, sostenendoci con i suoi vincoli di amore, ovvero con la sua grazia.
Così anche Gesù nel Vangelo. C’è una vita presente, dove è giusto “dare a Cesare quello che è di Cesare”, ovvero stare, per così dire, alle regole del gioco, quelle stesse regole che gli uomini si danno, che gli uomini cambiano, rovesciano… nella vita presente il cristiano vive come tutti, opera come tutti, animato solo dai valori della coscienza che egli intende far risplendere nel tempo presente. Non chiede sconti, non vuole vivere secondo altre regole. Accetta quelle degli uomini e illumina tutto con la luce che proviene dai valori della fede che porta nel cuore. Il tutto in attesa di un’altra vita, la vita in Dio, la vita dell’anima, della quale il credente si preoccupa come e, forse, più ancora, delle cose della vita presente. Noi vediamo che, purtroppo non è così. Mentre avvertiamo l’urgenza o il fascino di alcuni richiami che ci vengono dalle cose della vita, non sempre siamo in grado di considerare i richiami della vita dell’anima e, spesso, li snobbiamo. Il giorno che stiamo celebrando ci ricorda che solo cercando di aderire ai richiami della vita dello Spirito otteniamo tutti quei beni di cui, poi, necessita anche la nostra vita pratica. Il cristiano è chiamato ad essere luce, sale, come dice l’evangelista Matteo, in questo senso.
Per noi
- Siamo consci delle esigenze della vita spirituale?
- Questo lungo Avvento ci sta facendo prendere coscienza dei richiami che il Signore ci dona perché non abbiamo a perdere la nostra esperienza interiore?
Per gli sposi e la famiglia
Anche in famiglia, credo, di tanto in tanto avvertiamo il bisogno di cambiamenti radicali e di rinnovamenti costanti. Ce lo ricordano le diverse età della vita, nelle quali siamo tutti inseriti e che procedono. Ma anche altri fatti, altri momenti tipici della vita in famiglia, ci ricordano che siamo chiamati a rinnovarci sempre alla luce dello spirito.
- Quale rinnovamento è chiesto alla tua famiglia in questo momento?
- Che ricordo abbiamo, in famiglia, di coloro che già sono passati alla vita vera ed eterna?
Impegno del giorno
Discutiamo in famiglia di cosa potremmo rinnovare nel nostro vivere quotidiano.