Venerdì 01 aprile

Settimana della 4 domenica di quaresima – venerdì 

Il vespero

Dopo la pausa di venerdì scorso in cui abbiamo celebrato l’Annunciazione, riprendiamo il cammino del venerdì nel vespero. Come ho già spiegato trattiamo un tema unitario che unisce le tre Scritture per poi vedere la soluzione della paura che ci viene proposta nella Scrittura profetica, la quarta lettura del vespero.

La Parola di Dio per questo giorno

I LETTURA Dt 16, 5-8

Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Non potrai immolare la Pasqua in una qualsiasi città che il Signore, tuo Dio, sta per darti, ma immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per fissarvi il suo nome. La immolerai alla sera, al tramonto del sole, nell’ora in cui sei uscito dall’Egitto. La farai cuocere e la mangerai nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto. La mattina potrai andartene e tornare alle tue tende. Per sei giorni mangerai azzimi e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea per il Signore, tuo Dio. Non farai alcun lavoro».

SALMELLO Cfr. Sal 47 (48), 2-3. 9. 13-15b
L Grande è il Signore e degno di ogni lode nella città del nostro Dio.  Il suo monte santo, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra. Il monte Sion, dimora divina, è la città del grande Sovrano. Come avevamo udito, così abbiamo visto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio.
T Questo è il Signore, nostro Dio, in eterno per sempre.

L Circondate Sion, giratele intorno, contate le sue torri, osservate i suoi baluardi, passate in rassegna le sue fortezze, per narrare alla generazione futura.
T Questo è il Signore, nostro Dio, in eterno per sempre.

ORAZIONE

Sostieni col tuo aiuto, o Dio clemente, la nostra volontà di conversione perché, dominando i sensi con la forza di un cuore puro, ci affrettiamo con gioia verso la Pasqua che salva. Per Cristo nostro Signore.

II LETTURA 2Cr 30, 1. 5-10a

Lettura del secondo libro delle Cronache
In quei giorni. Ezechia mandò messaggeri per tutto Israele e Giuda e scrisse anche lettere a Èfraim e a Manasse per convocare tutti nel tempio del Signore a Gerusalemme, a celebrare la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele. Stabilirono di proclamare con bando in tutto Israele, da Bersabea a Dan, che tutti venissero a celebrare a Gerusalemme la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele, perché molti non avevano osservato le norme prescritte. Partirono i corrieri, con lettere da parte del re e dei capi, per recarsi in tutto Israele e Giuda. Secondo l’ordine del re dicevano: «Israeliti, fate ritorno al Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, ed egli ritornerà a quanti fra voi sono scampati dalla mano dei re d’Assiria. Non siate come i vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore, Dio dei loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come vedete. Ora non siate di dura cervice come i vostri padri, date la mano al Signore, venite nel santuario che egli ha consacrato per sempre. Servite il Signore, vostro Dio, e si allontanerà da voi l’ardore della sua ira. Difatti, se fate ritorno al Signore, i vostri fratelli e i vostri figli troveranno compassione presso coloro che li hanno deportati; ritorneranno in questa terra, poiché il Signore, vostro Dio, è misericordioso e pietoso e non distoglierà lo sguardo da voi, se
voi farete ritorno a lui». I corrieri passarono di città in città nel territorio di Èfraim e di Manasse fino a Zàbulon.

SALMELLO Cfr. Sal 83 (84), 6. 8. 2. 5. 11a. 3
L Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio. Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion. Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
T Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi.

L Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove. L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
T Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi.

ORAZIONE

Sostieni, o Dio, la fragilità del tuo popolo con la pratica della penitenza; fa’ che, fedeli a te, con l’aiuto del tuo amore, cogliamo i frutti desiderati della celebrazione pasquale. Per Cristo nostro Signore.

III LETTURA Nm 19, 1-9

Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Questa è una disposizione della legge che il Signore ha prescritto. Ordina agli Israeliti che ti portino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti e che non abbia mai portato il giogo. La darete al sacerdote Eleàzaro, che la condurrà fuori dell’accampamento e la farà immolare in sua presenza. Il sacerdote Eleàzaro prenderà con il dito un po’ del sangue della giovenca e ne farà sette volte l’aspersione davanti alla tenda del convegno; poi si brucerà
la giovenca sotto i suoi occhi: se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con gli escrementi. Il sacerdote prenderà legno di cedro, issòpo, tintura scarlatta e getterà tutto nel fuoco che consuma la giovenca. Poi il sacerdote laverà le sue vesti e farà un bagno al suo corpo nell’acqua, quindi rientrerà nell’accampamento; il sacerdote sarà impuro fino alla sera. Colui che avrà bruciato la giovenca si laverà le vesti nell’acqua, farà un bagno al suo corpo nell’acqua e sarà impuro fino alla sera. Un uomo puro raccoglierà le
ceneri della giovenca e le depositerà fuori dell’accampamento in luogo puro, dove saranno conservate per la comunità degli Israeliti per l’acqua di purificazione: è un rito per il peccato».

SALMELLO Cfr. Eb 13, 11. 12c
L I corpi degli animali, il cui sangue viene portato per i peccati nel santuario dal sommo sacerdote, sono bruciati
T fuori della porta della città.

L
 Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì
T fuori della porta della città.

ORAZIONE

Un nome che invocato dona salvezza tu hai dato, o Dio, al tuo Figlio amatissimo; ci difenda la sua divina virtù e ci conceda di camminare con passo sicuro verso la gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.

IV LETTURA
 Zc 12, 1-11a

Lettura del profeta Zaccaria
Parola del Signore su Israele. Oracolo del Signore che ha dispiegato i cieli e fondato la terra, che ha formato il soffio vitale nell’intimo dell’uomo: «Ecco, io farò di Gerusalemme come una coppa che dà le vertigini a tutti i popoli vicini, e anche Giuda sarà in angoscia nell’assedio contro Gerusalemme. In quel giorno io farò di Gerusalemme come una pietra pesante per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno graffiati; contro di essa si raduneranno tutte le nazioni della terra. In quel giorno – oracolo del Signore – colpirò tutti i cavalli di terrore, e i loro cavalieri di pazzia; mentre sulla casa di Giuda terrò aperti i miei occhi, colpirò di cecità tutti i cavalli dei popoli. Allora i capi di Giuda penseranno: “La forza dei cittadini di Gerusalemme sta nel Signore degli eserciti, loro Dio”. In quel giorno farò dei capi di Giuda come un braciere acceso in mezzo a una catasta di legna e come una torcia ardente fra i covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli vicini. Solo Gerusalemme resterà al suo posto. Il Signore salverà in primo luogo le tende di Giuda, perché la gloria della casa di Davide e la gloria degli abitanti di Gerusalemme non cresca più di quella di Giuda. In quel giorno il Signore farà da scudo agli abitanti di Gerusalemme e chi tra loro vacilla diverrà come Davide e la casa di Davide
come Dio, come l’angelo del Signore davanti a loro. In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme».

SALMELLO Cfr. Sal 101 (102), 4. 6. 9-10. 22. 13. 16. 19
L Si dissolvono in fumo i miei giorni e come brace ardono le mie ossa. Per il lungo mio gemere aderisce la mia pelle alle mie ossa. Tutto il giorno mi insultano i miei nemici, furenti imprecano contro il mio nome. Di cenere mi nutro come di pane, alla mia bevanda mescolo il pianto,
T perché sia annunziato in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme.
L Ma tu, Signore, rimani in eterno, il tuo ricordo per ogni generazione. I popoli temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria. Questo si scriva per la generazione futura e un popolo nuovo darà lode al Signore,
T perché sia annunziato in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme.

La vittima per l’impurità

Dalle prime tre Scritture di questa sera si evince abbastanza facilmente l’idea che, per Israele, era essenziale il tema della “purità rituale”. In Israele la categoria di “puro” o, al suo contrario, di “impuro”, classificava e divideva tutte le cose. C’erano cose pure e cose impure, ore pure e ore impure, giorni puri e giorni impuri e, ovviamente, uomini puri e uomini impuri. La purezza era data da alcune cose in sé, oppure poteva essere data da particolari riti, benedizioni, offerte e sacrifici. Impuro per eccellenza è il sangue, specie il sangue dell’uomo. Toccare il sangue, toccare cioè la “vita” di qualsiasi cosa, rende impuri. Ecco perché per celebrare la Pasqua antica, che vedeva al centro del rito l’immolazione degli agnelli e, quindi, lo spargimento del loro sangue, richiedeva precisi riti di purificazione, anche per il sacerdote che doveva lavare le sue vesti ma anche lavare se stesso con un lavacro di abluzione, per recuperare quella purità che perdeva nell’esercizio stesso di questi compiti. Solo dopo questi riti si poteva essere in pace e tranquilli, il Signore aveva perdonato i peccati del suo popolo e, di nuovo, era entrato in comunione con lui.

Solo nel tempo dei profeti, e noi questa sera abbiamo letto il profeta Zaccaria, si fa strada un’altra concezione. L’idea di una vittima pura, sacra, che si offre fuori dalla città per portare tutti alla salvezza. Questa predicazione, per la verità, si era già fatta strada molto prima. Anche Mosè e i suoi successori avevano capito che la vittima di sacrificio doveva essere offerta fuori dall’accampamento. È ciò che accadrà a Gesù che si immola fuori dalle porte di Gerusalemme. È un segno che i profeti ci danno per dire ciò che avverrà in verità nella vita di Cristo.

La paura di essere impuri

Anche se viviamo in un tempo molto diverso da quello delle Scritture e, soprattutto, in un tempo che è in rapidissima evoluzione; anche se è difficile dire oggi che cosa, nella concezione comune è puro o impuro, il tema della “purezza” delle realtà, delle cose, delle persone, è comunque presente nella coscienza di ogni persona. Può essere che la gente faccia fatica a identificare qualcosa come “puro” o come “impuro”, ma l’idea che ci sia qualcosa che è pura o impura è presente nella riflessione di molti. Noi viviamo in un tempo in cui vediamo molte immagini: sono proprio esse a generare in noi l’idea di puro o di impuro. L’idea di purezza nasce, normalmente, da una natura incontaminata, da una natura dove l’uomo non ha ancora prodotto devastazioni. Si ammira, si contempla questa natura per la sua purezza. Impuro, al contrario, è ciò che è inquinato, ciò che è rovinato, ciò che è stato sciupato. Difficilmente andiamo oltre queste immagini. Pensare poi che le categorie di purità e impurezza abbiano in qualche modo a che fare con l’universo della morale, è sempre più raro. Il legame è ancora forte solo per le generazioni più attempate che, invece, sono state educate in maniera più profonda su questi temi e a proposito di queste realtà. I più giovani non sanno quasi nulla di tutto questo e non si pongono minimamente il problema della purezza delle cose, delle esperienze, delle persone. Questo mondo è, poi, in assoluta e costante evoluzione, per altro sempre molto rapida. Così il contesto è davvero difficile da interpretare. Come pregare davanti alla Croce oggi? Come uscire da questa paura?

Uscire dalla paura di essere impuri

Credo che l’unica soluzione sia quella che già ci hanno proposto i profeti e, questa sera, Zaccaria: occorre guardare a “colui che hanno trafitto”, cioè al Crocifisso. Solo lo sguardo su Gesù è uno sguardo che purifica le cose. Solo uno sguardo su Cristo sofferente che muore e risorge per noi è uno sguardo che purifica il nostro stesso sguardo, il nostro modo di pensare, di riflettere, di giudicare, di vivere.

Quaresima è il tempo nel quale accostarci a Cristo anche per recuperare la purezza della nostra anima. Noi non recupereremo la purezza dell’anima grazie alle nostre riflessioni, ai nostri sforzi, alle cose che sappiamo fare o ai “fioretti” ai quali possiamo accedere con più facilità in questo tempo. Noi recuperiamo la purezza della nostra anima e della nostra vita solo grazie alla preghiera. Solo mettendoci davanti al Crocifisso, solo guardando a “colui che hanno trafitto” possiamo scoprire le nostre impurità e metterci alla scuola di Cristo che viene a togliere il cuore da ogni impurità per ridonare all’uomo quella grazia della purezza che sostiene il cammino di fede. Non solo questa sera, mentre siamo qui a celebrare il vespero, ma tutti i giorni cerchiamo di guardare al Crocifisso per chiedere a lui la grazia di essere purificati rispetto alle nostre impurità, la grazia di recuperare quella forza di purezza che sostiene il cammino di fede fino all’incontro con Lui nella vita eterna.

2022-04-14T08:07:43+02:00