sabato 01 ottobre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – sabato

Il tema del giorno

Inizia il mese di ottobre, il mese missionario. Oggi, per noi, inizia anche la settimana della Madonna del Rosario, settimana importantissima, settimana di preghiera, di esercizi spirituali. Oggi, poi, è la memoria di Santa Teresina, alla quale vogliamo affidare non solo le missioni ma tutti noi stessi e le nostre comunità, perché possiamo vivere con fede questo tempo che ci viene donato. Oggi, infine, molti di noi vivono anche il pellegrinaggio al Sacro Monte, momento di fede, di forte unione nella preghiera, di affidamento a Maria. Abbiamo, dunque, molte intenzioni di preghiera da mettere nelle mani di Dio Padre.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Dt 15, 12-18b
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo lascerai andare via da te libero. Quando lo lascerai andare via da te libero, non lo rimanderai a mani vuote. Gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio. Gli darai ciò di cui il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto. Ti ricorderai che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha riscattato; perciò io ti do oggi questo comando. Ma se egli ti dice: “Non voglio andarmene da te”, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, allora prenderai la lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Anche per la tua schiava farai così. Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni».

SALMO Sal 97 (98)

Acclamate al nostro re, il Signore.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Fm 1, 8-21
Lettera di san Paolo apostolo a Filèmone

Carissimo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo! Ti ho scritto fiducioso nella tua docilità, sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo.

VANGELO Mt 8, 5-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

Vangelo

La forza della preghiera. Rileggendo il Vangelo direi che si può dire così: la forza della preghiera. Forza che nasce da un insieme di altre forze.

La forza della compassione. Un uomo, il centurione, è fortemente impressionato per quello che sta accadendo nella vita del suo servo. Egli lo vede soffrire, sta male nel vedere quest’uomo in preda ai dolori. Non sa cosa fare ma sa di dover fare qualcosa. Compreso il chiamare Gesù, il rivolgersi a Lui, maestro di un altro popolo, di un’altra fede. Il centurione osa disturbarlo perché è tutto preso da questa forza della compassione, che lo guida, lo muove, lo ispira.

La forza della parola. Il centurione non solo si reca dal Signore, non solo mette in pratica l’idea che ha avuto, ma parla con lui, gli rivolge la sua parola. Sa che è compito suo presentare quella situazione complessa che ha conosciuto bene e con la quale è in profonda comunione.

La forza della condivisione. Gesù ha una risposta immediata per la preghiera del centurione. Vedendo lo sforzo che sta facendo, conoscendo anche l’itinerario che ha fatto per giungere a lui, Gesù si dice disposto ad andare con il centurione, ad entrare nella sua casa, a visitare il malato per guarirlo. È la forza della comunione. Quella comunione che Dio ricerca e che sorprende sempre l’uomo. Il centurione poteva aspettarsi di tutto meno che quella proposta di andare a casa con lui! È la forza della comunione che guida il Signore e che sorprende l’uomo.

La forza dell’umiltà. È il centurione che sorprende il Signore con le sue parole. La sua parola è umiltà. Egli sa bene che ad un pio ebreo non sarebbe permesso entrare in casa di stranieri. Ma sa anche bene, per la sua forma di vita militare, che ogni superiore comanda ai suoi sottoposti. Così quest’uomo riconosce in Gesù una superiorità grande, attribuendogli ogni potere su ciò che grava sulla vita degli uomini. Il centurione sa che da Gesù proviene ogni forza, quindi anche a distanza, egli agirà sullo spirito che tiene il suo sottoposto a letto, infermo.

La forza del gesto. Infine, direi, la forza del gesto compiuto da Gesù. Egli cura a distanza quell’uomo malato perché convinto dalla forza dell’umiltà e della parola del centurione. Insegnando così che Dio è sempre disposto ad agire per il bene degli uomini, quando gli si chiedono le cose con fede ed umiltà.

La forza della preghiera

Così il Vangelo ci insegna che la preghiera dell’uomo è sempre potente. Quando poi è attestazione di umiltà, di affidamento a Dio, di fede sincera, essa può davvero tutto. Nulla è impossibile a chi affida a Dio la propria intenzione, non dubitando in cuor suo ma anzi fidandosi della vicinanza e della presenza di Dio che illumina, risolve, circonda di amore le situazioni di vita nelle quali l’uomo vuole coinvolgerlo.

Noi e la forza della preghiera

All’inizio di questa settimana in onore della Madonna del Rosario, vorrei che noi tutti imparassimo a confidare nella forza della preghiera. Anche noi, che siamo saliti qui, al Sacro Monte, cosa vogliamo fare questa mattina? Vogliamo rimettere nelle mani di Dio per intercessione della Sua Beatissima Madre, ogni intenzione che nasce dal nostro cuore. Vorrei però che questo atteggiamento non fosse passeggero, relegato dentro gli schemi e gli orari di un piccolo pellegrinaggio. Noi tutti i giorni dobbiamo confidare nella forza della preghiera. Ogni giorno dobbiamo rimettere nelle mani di Dio le cose che ci stanno a cuore, sapendo che Lui ci ascolterà ed esaudirà tutto ciò che noi chiediamo in maniera conforme alla sua benevolenza. Con umiltà rivolgiamo a Dio queste

Intenzioni di preghiera

  1. Preghiamo per la famiglia. Come già lo scorso anno, vogliamo vivere questo pellegrinaggio per le famiglie, per chi viene per ringraziare per qualche dono o grazia ricevuta, ma anche per tutte le famiglie della nostra comunità. Mettiamo tutti nelle mani di Dio, convinti che solo Dio conosce il segreto dei cuori e corrisponde alle esigenze di ciascuno.
  2. Preghiamo per i giovani sacerdoti. Vogliamo ricordare ancora don Andrea, che ha da poco concluso la sua presenza tra noi e si appresta a vivere una nuova fase del suo ministero. Vogliamo pregare per don Emanuele che abbiamo incominciato a conoscere e che inizia il suo ministero tra noi. Preghiamo per don Antonio, che ha pure iniziato la sua collaborazione con noi, perché tutti i loro ministeri siano fecondi secondo i doni dello Spirito.
  3. Preghiamo per i giovani, non solo quelli che incontriamo nelle diverse attività pastorali ma, soprattutto, per quelli che non conosciamo, per quelli che non vediamo nei nostri ambienti. Preghiamo perché si arrendano all’amore di Dio e si lascino conquistare dal fascino perenne del Signore Gesù.
  4. Preghiamo per i malati, specialmente coloro che avrebbero voluto essere qui al Sacro Monte ma che non ce la fanno più, tutti coloro per i quali questa salita sarebbe troppo pesante e hanno dovuto rinunciare a questa presenza. Portiamo anche le loro intenzioni e le loro intercessioni.

Sono solo alcune intenzioni di preghiera. Ciascuno potrà aggiungere la sua, anche partendo dalla situazione particolare che vive. A Maria chiediamo di benedirci e di ascoltare la voce di chi ricorre a lei con fede. Maria Santissima stenda il suo manto santo su di noi e ci accolga, un giorno, tutti con sé.

2022-09-23T15:29:17+02:00