Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – martedì
La Parola di questo giorno
LETTURA Sap 5, 1-9. 15
Lettura del libro della Sapienza
Il giusto starà con grande fiducia di fronte a coloro che lo hanno perseguitato e a quelli che hanno disprezzato le sue sofferenze. Alla sua vista saranno presi da terribile spavento, stupiti per la sua sorprendente salvezza. Pentiti, diranno tra loro, gemendo con animo angosciato: «Questi è colui che noi una volta abbiamo deriso e, stolti, abbiamo preso a bersaglio del nostro scherno; abbiamo considerato una pazzia la sua vita e la sua morte disonorevole. Come mai è stato annoverato tra i figli di Dio e la sua eredità è ora tra i santi? Abbiamo dunque abbandonato la via della verità, la luce della giustizia non ci ha illuminati e il sole non è sorto per noi. Ci siamo inoltrati per sentieri iniqui e rovinosi, abbiamo percorso deserti senza strade, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore. Quale profitto ci ha dato la superbia? Quale vantaggio ci ha portato la ricchezza con la spavalderia? Tutto questo è passato come ombra e come notizia fugace. I giusti al contrario vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e di essi ha cura l’Altissimo.
SALMO Sal 95 (96)
Gesù è il Signore; egli regna nei secoli.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!». R
EPISTOLA 2Cor 4, 7-15
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
VANGELO Mt 20, 20-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
La scrittura
Forse Salome, la madre di Giacomo e di Giovanni, era una donna un po’ ingombrante. Forse la sua presenza nel gruppo delle donne che seguivano il Signore, avrà messo un po’ in imbarazzo i suoi figli. Che dire di questo modo con cui ella si intromette nella loro vita? Certo è una grande richiesta, una domanda di madre premurosa. Ella vuole che i suoi figli, che già hanno una parte importante accanto al Signore in questo tempo – sono due discepoli – possano mantenerla anche nell’eternità. È per questo che chiede due posti di rilievo per loro nel mistero del Padre. Certo che questa richiesta suona come inopportuna, pretenziosa, “singolare” oltre ogni limite. Gli altri discepoli, lo abbiamo sentito, si sdegnano e forse avranno messo in imbarazzo anche Giacomo e Giovanni.
Forse Salome era un poco attaccata alle cose della terra: di fatto chiede che i suoi figli “facciano carriera”, forse era una che stravedeva per i figli, come del resto fa ogni mamma. Eppure questa donna è una che vuole imparare. È una che ascolta l’insegnamento del Signore, è una che lascia che la Parola dimori dentro di lei.
Così come anche i suoi figli erano un poco come lei. Forse anche loro erano un poco arroganti. Alla domanda del Signore che chiede se potranno mai bere il calice che lui sta per bere, rispondono unanimi e pronti, come se affrontare la passione fosse un gioco. Forse sono davvero un po’ arroganti, forse solo un po’ sprovveduti, o, forse, cercano solo di mettersi un po’ in mostra, per sopraelevarsi rispetto agli altri. Certo è che i due discepoli affronteranno davvero la propria passione, non più baldanzosi, ma resi umili dalle cose della vita.
Salome, Giacomo, Giovanni imparano tutti dalle cose della vita, imparano da ciò che accade riletto alla luce della fede.
Per San Giacomo accadde poi che, provvidenzialmente, la sua sepoltura in Spagna divenne luogo di accoglienza di milioni di pellegrini che, nel corso dei secoli, avrebbero camminato fino alla sua tomba proprio per significare quella richiesta di perdono a Dio per le proprie colpe per essere degni di entrare in comunione con il Padre. Tra tutti i cammini, quello di Santiago de Compostela è il cammino che maggiormente segna una dimensione penitenziale. Così anche noi tutti, nel bel mezzo dell’estate, siamo invitati a riflettere sulla dimensione penitenziale dell’esistenza, ricordandoci che anche l’estate potrebbe essere un tempo propizio per la nostra emendazione e per il nostro cammino di conversione.
Un ringraziamento
Oggi dobbiamo ringraziare Salome, Giacomo, Giovanni, per questa loro normalità. Normalità che dice anche a noi che perfino le nostre ambizioni possono servirci per fare qualche passo in più verso il Signore. Normalmente noi riteniamo che tutto ciò che è frutto di ambizione ci porta lontano da Dio. Le Scritture ci stanno dicendo che è senz’altro così, ma anche che se noi ci lasciamo illuminare dal Signore, anche le nostre ambizioni possono diventare oggetto di una revisione penitenziale e, quindi, possono avvicinarci a Dio. Ringraziamo per questo insegnamento che ci fa davvero capire quanto siamo “normali”.
Una richiesta
La prima preghiera di richiesta che possiamo fare oggi è proprio quella di aiuto. Aiuto che chiediamo al Signore per fare in modo che i nostri desideri, le nostre ambizioni possano diventare oggetto di una profonda revisione e possano spingerci a rimetterci sempre più nelle mani di Dio.
Una seconda richiesta che possiamo presentare al Signore potrebbe farci chiedere di essere forti e di essere associati, nel modo che il Signore vorrà, a condividere qualche aspetto della sua passione, della sua sofferenza. Giacomo ci insegna questo, ci insegna anche a desiderare di “bere il calice” che è presente nella nostra vita, nella nostra esperienza, nei nostri giorni.
Una terza richiesta potrebbe essere in noi oggi. Chiediamo al Signore di spegnere le nostre pigrizie e di farci sempre vivere la vita di fede come un cammino. Molto spesso siamo pigri e non ci mettiamo in moto sollecitamente per vivere questa dimensione del cammino di fede. Lasciamo un poco che le cose avvengano e vadano come devono andare, senza fasciarci la testa, accettando che sia il Signore a condurci anche lì dove non avremmo mai pensato o, forse, non avremmo mai voluto! San Giacomo ci insegna che, in questa consegna, c’è una verità spirituale da fare nostra sempre.
Invito alla preghiera
Invito oggi anche a vivere un serio esame di coscienza. Settimana prossima ci sarà anche il perdono di Assisi e potrebbe essere un’occasione ottima per vivere una confessione estiva. È così che possiamo comprendere e capire che il richiamo spirituale alla vita penitenziale non deve essere relegato solo ad alcuni momenti dell’anno liturgico, ma può raggiungerci in mille modi diversi. Chiediamo questa grazia per intercessione non solo di San Giacomo, ma anche di sua madre, Maria di Salome, perché, con il suo esempio, ci ricordi di convertire il nostro modo di pensare, di agire, di vedere le cose. Cerchiamo, nel cuore dell’estate, di vivere un momento spirituale intenso e forte per mantenere vivo quell’atteggiamento di conversione continua che deve sempre segnare il nostro cammino.