Lunedì 02 ottobre

Settimana della 5° domenica dopo il martirio – lunedì – Santi Angeli custodi

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è particolare perché è la settimana della festa della Madonna del Rosario, alla quale ci prepariamo attraverso gli esercizi spirituali. Siamo nell’anno 15esimo di fondazione della comunità e trovo utile fermarsi a riflettere proprio su di noi, sulla nostra Chiesa, sull’esperienza che stiamo facendo. Ci sono poi numerose memorie: oggi ricordiamo gli Angeli custodi, mercoledì San Francesco, che è anche patrono d’Italia, giovedì Santa Faustina Kowalska e sabato sarà il giorno proprio della Madonna del Rosario. Anche nelle Messe del giorno terrò presente il tema che diamo agli esercizi, che oggi ci vuole far riflettere su una domanda: siamo nostalgici di un passato che non c’è più, oppure siamo protesi verso un futuro che sappiamo già essere nelle mani di Dio?

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 23, 20-23a
Lettura del libro dell’Esodo

Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa».

SALMO Sal 90 (91)

Il Signore manda i suoi angeli
a custodire il nostro cammino.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mi Dio in cui confido». R

Egli ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
«Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!». R

Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra. R

EPISTOLA Eb 1, 14 – 2, 4
Lettera agli Ebrei

Fratelli, gli angeli non sono forse tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza? Per questo bisogna che ci dedichiamo con maggiore impegno alle cose che abbiamo ascoltato, per non andare fuori rotta. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo noi scampare se avremo trascurato una salvezza così grande? Essa cominciò a essere annunciata dal Signore, e fu confermata a noi da coloro che l’avevano ascoltata, mentre Dio ne dava testimonianza con segni e prodigi e miracoli d’ogni genere e doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà.

VANGELO Mt 18, 1-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Esodo

In questo primo giorno di esercizi credo che sia molto bello partire, per la nostra riflessione, dal libro dell’Esodo. L’Esodo è il tempo fondamentale della vita di Israele, il tempo in cui il popolo di Dio prende consapevolezza della sua identità e della sua radice. Il cammino che dura circa 40 anni, ci viene detto dalla pagina che abbiamo letto oggi, è tutto sotto la protezione dell’angelo che custodisce il tempo e il percorso. L’autore sacro esprime tutta la sua fede: egli sa che il cammino non è facile, sa che ci sono sempre cento tentazioni, sa che ci sono momenti di tensione nella vita comunitaria. Nonostante tutte queste cose negative e oltre esse, sopra di esse, egli esprime l’assoluta certezza nel fatto che è Dio che sostiene il cammino e le fatiche di tutti i giorni. In fondo quella dell’Esodo è una professione di fede nella provvidenza di Dio. Egli manda i suoi angeli perché il cammino sia custodito. Non senza problemi, non senza ostacoli ma, anche in essi, custodito dalla grazia del Padre.

Ebrei

Ancora più profonda la lettura dell’epistola. “Fratelli, gli angeli non sono forse spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza?”. Questa espressione contiene due indicazioni assolutamente fondamentali. La prima è sull’identità degli angeli: essi sono spiriti incaricati di un ministero. Essi sono realtà spirituali che hanno un compito preciso. Al di là dei grandi compiti che sono riservati agli Arcangeli che abbiamo festeggiato settimana scorsa, il compito più comune degli angeli è quello della custodia del cammino degli uomini. Ed è esattamente questo quello che fanno per tutti, diceva con grande chiarezza l’autore dell’epistola. Non esiste uomo che non abbia il suo angelo custode e il cui cammino non sia guidato da questa presenza tanto misteriosa quanto efficace. In secondo luogo, la Scrittura ci sta dicendo chi siamo noi. Noi siamo uomini, donne, anime in cammino per ereditare la salvezza, che è esattamente il frutto che noi cerchiamo nella vita spirituale.

Vangelo

Il Vangelo ci ha detto, ancora una volta, che l’unico modo per avere parte della vita eterna è quello di rendersi piccoli come fanciulli e di non scandalizzare nessuno, nemmeno quegli angeli che, dal cielo, dalla gloria di Dio, da un lato contemplano sempre il Padre, dall’altro, come abbiamo detto, guidano il cammino di tutti. Lo scandalo è il non vivere quella novità che lo spirito accende nei cuori. Scandalo, infatti, nella Scrittura non ha il senso morale che ha assunto, per lo più, nel nostro tempo, ma indica piuttosto il comportamento non conforme alla fede. Scandalizza l’uomo, scandalizza il fratello che si dice credente ma, poi, rovina con il suo modo di fare tutto ciò che dice a parole. Chi vive questo scandalo non solo manda in rovina la sua anima, perché non fa tesoro degli insegnamenti ricevuti, ma addirittura rattrista gli angeli, l’angelo custode proprio in prima analisi, ma poi anche gli angeli di coloro che vedono questo scandalo presente sulla terra.

Provocazioni di fede per il cammino

Proviamo ad applicare a noi queste Scritture. Quale potrebbe essere lo scandalo che rattrista gli angeli? In questo primo giorno di esercizi, nella predicazione che terrò questa sera, cercherò di farvi riflettere sul fatto che molti di noi continuano ad essere nostalgici. Essere nostalgici significa guardare al passato, non guardare verso il futuro, non sentirsi protetti da Dio. Lo sguardo al passato è uno dei peccati più forti presenti proprio nell’Esodo, quando la gente si rivolgeva contro Mosè rimpiangendo le cipolle d’Egitto e mal sopportando il cammino. È così per sempre, è così per tutti, ma la Scrittura ha il coraggio di dirci che quando uno è rivolto costantemente al passato e non sa guardare al futuro, rattrista lo Spirito di Dio, che è spirito di novità, spirito di attesa, spirito di speranza e rattrista anche il proprio angelo custode, che veglia sempre sul cammino di coloro che, invece, si affidano a Dio. Anche la lettera agli Ebrei ci ha ricordato che noi tutti dovremmo essere gente non solo protesa al futuro, ma gente che sa che il futuro è nelle mani di Dio e, quindi, nulla teme, sapendo che ogni tesoro è ben riposto quando è messo nelle sue mani. Credo che, allora, tutti insieme dobbiamo chiedere al Signore questa grazia: la grazia di non rimanere imprigionati nel nostro passato, la grazia di sapere che il cammino che ci sta davanti è già sotto la protezione di Dio perché sorretto dall’angelo custode di ciascuno di noi, ma anche dall’angelo custode della nostra comunità pastorale. Anche la Chiesa ha i suoi angeli che la difendono, la proteggono, la mandano avanti. Certamente il nostro angelo custode, che è stato molto impegnato in questi 15 anni, non smette il suo compito, perché anche lui è uno spirito incaricato di un ministero.

Invito alla preghiera

  • Preghiamo per noi, perché ciascuno sappia sempre rivolgersi al suo angelo custode.
  • Preghiamo per la nostra comunità, perché si senta sempre protetta e guidata dal suo angelo.
  • Preghiamo per non essere prigionieri del nostro passato, ma forti della tradizione che ci accompagna, protesi verso quel futuro di gloria che ci attende.
2023-09-29T14:08:07+02:00