Lunedì 16 ottobre

Settimana dopo la dedicazione – lunedì

La spiritualità di questa settimana

Inizia l’ultima sezione del tempo liturgico dopo Pentecoste, quella che ci condurrà all’inizio di un nuovo ciclo con l’Avvento. Abbiamo santi importanti da festeggiare: oggi il beato Contardo Ferrini, domani S. Ignazio di Antiochia, poi la festa di San Luca. A parte quest’ultima festa il lezionario di questo tempo non verrà mai interrotto. Inizia la lettura del libro dell’Apocalisse.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 1, 1-8
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino. Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. «Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto». Sì, Amen! Dice il Signore Dio: Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

SALMO Sal 96 (97)

Vedano tutti i popoli la gloria del Signore.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici. R

Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
Ascolti Sion e ne gioisca,
perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R

VANGELO Gv 1, 40-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzarepuò venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Vangelo

Partiamo dal Vangelo. In quest’ultima sezione del tempo, dopo aver festeggiato la cattedrale, noi tutti siamo invitati a riflettere sul mistero della Chiesa, presenza nel tempo di Cristo stesso. Il Vangelo di oggi ci ha ricordato che la Chiesa è tutta fondata sulla roccia di Pietro, il discepolo chiamato a reggere la Chiesa nell’attesa del ritorno del Signore, lui che l’aveva ricevuta direttamente da Cristo. Il tempo, in tutto il suo svolgimento, non è altro che un progressivo avvicinarsi al momento dell’incontro finale con Cristo, autore di ogni bene, viva sorgente della Chiesa stessa.

Apocalisse

Così introdotto, comprendiamo ancor meglio il testo dell’Apocalisse. Anzitutto a partire proprio dalla frase finale del testo di oggi: “Io sono l’alpha e l’omega”. Come sappiamo alpha e omega sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco e indicano proprio che Cristo è il principio di tutto, ma anche la fine di tutto. Tutto viene creato per mezzo di Lui e tutto si dirige, attraverso di Lui, all’incontro con Dio. Ecco il tema del tempo: esso altro non è che il dispiegarsi della storia, il progressivo dirigersi di tutto verso questo incontro con Dio.

Nel tempo è presente anche la realtà della Chiesa, che rende presente Cristo presso gli uomini, che cammina con Cristo stesso verso quel giorno finale in cui tutto incontrerà la sua verità. È bellissima la rivelazione che Giovanni fa a tutti: anche la Chiesa in generale e, in essa, ogni Chiesa particolare, hanno il proprio angelo, il proprio inviato da Dio che sostiene il cammino, guida, sprona, corregge perché tutto possa felicemente concludersi in Dio. Dunque anche la Chiesa non è lasciata sola da Dio, ma attraverso la presenza misteriosa eppure efficace degli angeli viene guidata attraverso le asperità della storia perché tutto possa felicemente concludersi in Dio.

Provocazioni di fede per il cammino

Mettiamoci a rileggere questo testo dal nostro punto di vista. Anche noi siamo una porzione di Chiesa. Anche noi siamo un’espressione della Chiesa particolare che, in questo luogo e in questo tempo, rende presente il Cristo. Anche la nostra Chiesa, anche la nostra comunità ha il suo angelo che la guida. Abbiamo dunque un intercessore, San Maurizio, ma abbiamo anche un angelo comune che, al pari del nostro angelo custode, custodisce e guida il cammino di ciascuno di noi. Credo che questa immagine sia davvero forte e confortante. Inoltre le letture di oggi ci hanno detto che tutto prende origine da Dio e tutto si dirige all’incontro con Lui. Anche questa consapevolezza di fede, che credo tutti abbiamo già da molto tempo, ci aiuta davvero a pensare che non siamo mai soli e che Cristo ci accompagna, succeda quello che succeda.

Cogliamo così il senso profondo del libro dell’Apocalisse, che è lo scritto del Nuovo Testamento che è stato dato per consolare il cammino degli uomini, per sostenere il cammino degli uomini, per fare in modo che il cammino di tutti possa procedere più speditamente e più agevolmente. L’invito di oggi è proprio quello a sentirsi consolati da Dio nel tratto di cammino che stiamo percorrendo insieme.

Invito alla preghiera

  • Ci sentiamo consolati dal Signore?
  • Oltre a sapere questa verità di fede, viviamo davvero come popolo di gente che si lascia consolare da Dio, succeda quello che succeda?

Credo che tutti percepiamo un po’ di distanza tra quello che sappiamo e quello che sentiamo, tra quello che abbiamo appreso dalla rivelazione biblica e quello che avvertiamo da ciò che accade nel cammino. Tutti avvertiamo una certa distanza perché non tutti sappiamo lasciarci consolare dal Signore e dalla sua parola! Credo che l’invito della Parola di Dio sia proprio quello di pregare l’angelo della nostra Chiesa, perché sappia guidarci in questa strada di consolazione e di verità.

2023-10-14T10:12:10+02:00