Settimana della penultima domenica dopo l’Epifania – sabato
La spiritualità di questa settimana
Concludiamo questa settimana così ricca di celebrazioni e di memorie dei santi con un’altra Santa: Scolastica, la sorella di san Benedetto, colei che molto ebbe a condividere con la storia spirituale del fondatore, padre e maestro del Monachesimo. La liturgia di questo sabato è tutta dedicata all’altare.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 25, 1; 27, 1-8
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Farai l’altare di legno di acacia: avrà cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza. L’altare sarà quadrato e avrà l’altezza di tre cubiti. Farai ai suoi quattro angoli quattro corni e costituiranno un sol pezzo con esso. Lo rivestirai di bronzo. Farai i suoi recipienti per raccogliere le ceneri, le sue palette, i suoi vasi per l’aspersione, le sue forcelle e i suoi bracieri. Farai di bronzo tutti questi accessori. Farai per esso una graticola di bronzo, lavorato in forma di rete, e farai sulla rete quattro anelli di bronzo alle sue quattro estremità. La porrai sotto la cornice dell’altare, in basso: la rete arriverà a metà dell’altezza dell’altare. Farai anche stanghe per l’altare: saranno stanghe di legno di acacia e le rivestirai di bronzo. Si introdurranno queste stanghe negli anelli e le stanghe saranno sui due lati dell’altare quando lo si trasporta. Lo farai di tavole, vuoto nell’interno: lo faranno come ti fu mostrato sul monte».
SALMO Sal 95 (96)
Popoli tutti, date gloria al Signore!
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude,
davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R
EPISTOLA Eb 13, 8-16
Lettera agli Ebrei
Fratelli, Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.
VANGELO Mc 8, 34-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
Esodo
L’altare del Primo Testamento, l’altare di Mosè è, piuttosto, una griglia. Lo abbiamo sentito e lo possiamo comprendere: esso serviva per bruciare il corpo degli animali che venivano offerti a Dio. Ecco perché deve essere in legno come struttura ma rivestito di bronzo, ecco il perché della graticola, ecco il perché di tutti quegli apparati che servono per offrire questo genere di sacrificio. L’altare deve essere anche di forma quadrata e, come abbiamo sentito, si dicevano espressamente le misure di questo altare per i sacrifici. Ovviamente tutti i leviti erano incaricati della cura dell’altare che, proprio perché serviva per il sacrificio da offrire a Dio, era tenuto in massima considerazione da tutti. È l’oggetto, per così dire, più sacro del tempio.
Ebrei
La lettera agli Ebrei, con un brano fortemente teologico, ci ha ricordato che con Cristo tutto assume una prospettiva nuova. Cristo è, al tempo stesso, non solo la vittima che Dio si è scelto per riconciliare tutto il mondo in Lui, ma è anche l’altare stesso. È colui che si offre sull’altare della Croce fuori dalla città di Gerusalemme, trattato come un reietto, come uno che deve morire da solo e fuori dalla città per non contaminare la città stessa. Eppure è proprio dal suo sangue, è proprio dal suo sacrificio che nasce quella generazione di fedeli che siamo noi, che sono i cristiani, che riproponendo il sacrificio di Cristo, santifica il mondo.
Vangelo
Così anche il Vangelo ci ha detto una cosa molto particolare: l’altare nel quale Cristo vuole essere conservato è il cuore dell’uomo. Altare prediletto non è quello costruito dall’uomo, nonostante la solennità di altari che si possono sempre costruire. L’altare che Dio preferisce è quello che si crea nel cuore di tutti coloro che vogliono imitare il Signore, l’altare di tutti coloro che vogliono fare della sua passione, della sua donazione volontaria, il criterio della propria esistenza e ogni giorno, sebbene in forme non così eccelse, ovviamente, continuano a ripetere la donazione del Signore perché sia riprodotta tra gli uomini e vada a beneficio di tutta l’umanità. Gesù insegna che chi, come lui, per amore, accetterà di far morire sé stesso, non solo riproporrà la spiritualità della Croce, ma la renderà sempre più vera all’interno della propria vita.
Per noi e per il nostro cammino
- Abbiamo anche noi questa spiritualità?
- Custodiamo l’altare del nostro cuore?
Credo che anche l’esempio di Santa Scolastica sia, per tutti noi, di grandissimo aiuto. Scolastica si è messa alla scuola di San Benedetto, suo fratello. Ne ha ammirato la figura, ne ha seguito le orme, soprattutto ha capito una cosa: la vita di fede, la vita cristiana, giustamente deve essere “regolata” come il fratello monaco ha capito, descritto, proposto ad altri uomini. La regola prima da servire, però, è quella dell’amore. Scolastica ha avuto una vita molto austera, molto strettamente regolata, come, appunto, piaceva al fratello, eppure non ha perso mai la sua capacità di amare e non è mai venuta meno nel considerare l’amore come la forza vincente della vita. Così che anche Scolastica ci dice oggi che l’altare del nostro cuore serve a questo, serve esattamente ad imparare ad amare come Cristo ama. Avere sempre davanti a sé, avere sempre davanti ai propri occhi e avere sempre nel proprio cuore il sacrificio volontario di Cristo, serve per crescere in questa dimensione di fede e per fare della propria vita un’esistenza che cresce nell’imitazione di Cristo.
La grazia da chiedere quest’oggi, mentre terminiamo questa settimana penultima dopo l’Epifania e mentre vediamo sempre più vicino l’inizio della Quaresima, è proprio questa: Signore, fa’ che il nostro cuore diventi un altare da te prediletto, sul quale tu ti puoi immolare e nel quale io posso custodire la tua presenza, vicinanza e amicizia.
Santa Scolastica interceda per noi e ci insegni ad amare come Cristo ha amato ed ama ancora tutti gli uomini.