Lunedì 06 maggio

Settimana della 6 domenica di Pasqua – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è scandita non solo dalla memoria di alcuni santi, ma soprattutto dal grande giovedì dell’Ascensione, che anche noi celebriamo con solennità. Festa del Signore che è anche uno spartiacque del lezionario: con questa data inizieremo un altro ciclo di Scritture che ci dovrà condurre fino alla Pentecoste.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 28, 1-10
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Una volta in salvo, venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta. Gli abitanti ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia e faceva freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano. Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: «Certamente costui è un assassino perché, sebbene scampato dal mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato vivere». Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male. Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio. Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell’isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell’isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti. Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.

SALMO Sal 67 (68)

Cantiamo al Signore e inneggiamo al suo nome.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio. R

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
esultate davanti a lui. R

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R

VANGELO Gv 13, 31-36
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

Atti

Una splendida parabola di umanità, di accoglienza, di solidarietà. Sembra scritta per i nostri giorni questa vicenda di Paolo. Il testo era dunque molto profondo quando affermava che Paolo, giunto insieme ai compagni di viaggio come naufrago sull’isola, viene accolto con “rara umanità”. Evidentemente gli abitanti di Malta dovevano essere abituati a scene di questo genere e, come quasi tutti gli isolani, avevano sviluppato davvero un sentimento di accoglienza non comune e non banale. Paolo lo sottolinea, pur in mezzo alla narrazione di criteri di vita ancora pagani e superstiziosi. Come abbiamo sentito, al vedere Paolo morso da una serpe, tutti pensano alla dea della giustizia che non lascia impunito un criminale! Eppure, vedendo poi l’evolversi della situazione, tutti cambiano idea! Paolo, poi, continua a vivere ciò che il Signore ha detto a proposito della missione degli apostoli: morsi dai serpenti non muoiono per i veleni, impongono le mani ai malati e questi guariscono. È esattamente quello che accade. Ecco perché Paolo viene scambiato come una persona da deificare. Cosa alla quale l’Apostolo si sottrae, non disprezzando però l’accoglienza umana dei maltesi e nemmeno i doni con i quali essi accompagnano la loro nuova partenza verso l’Italia.

Vangelo

Così abbiamo anche un commento al Vangelo. L’atteggiamento di Paolo è il modo migliore per attendere il ritorno del Signore. A tutti i discepoli Gesù aveva detto apertamente, nell’imminenza della sua morte: “Dove io vado, per ora, non potete venire”. Tutti i discepoli, di qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo, rimangono stupiti di fronte alla parola del Signore che, nell’imminenza della morte, spiega che ci sarà un tempo di attesa che è la vita di ogni uomo. Questo tempo non passa inutile e non trascorre invano se lo si impegna per il bene, se si cerca di vivere come il Signore ha insegnato a fare. Paolo, come abbiamo sentito, sta facendo questo: vive il suo tempo nell’attesa dell’incontro con il Signore e tutto attento a fare in modo che il suo tempo non trascorra invano.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Queste indicazioni sono utilissime per noi, non solo oggi. Noi come viviamo il tempo della nostra vita? Tutti dovremmo viverlo come un tempo di attesa del ritorno del Signore, cercando di fare di questa attesa un tempo nel quale vivere per il bene, cercare la comunione, aiutare l’uomo ancora schiavo di pregiudizi o di superstizioni ad alzare il capo e a guardare al Dio di Gesù Cristo, che è il Dio della libertà, dell’amore, della vicinanza a qualsiasi uomo.

Mi piace molto la definizione data dagli Atti degli Apostoli ai maltesi, quando li definiva uomini di “rara umanità”. A maggior ragione il cristiano dovrebbe essere esattamente questo: un uomo di rara umanità. Rara umanità che si esprime nell’ascolto, nell’accoglienza, nella comprensione delle diverse posizioni. Cose tutte che noi possiamo vivere ogni giorno ma che, come sappiamo bene e come vediamo bene, facciamo fatica a fare. Tutti, sia quelli che sono a contatto con vicende simili a quella di San Paolo, sia noi che siamo fisicamente lontani da vicende di questo genere, ma non dobbiamo essere distanti con il cuore da questi contesti di vita. Vivere bene la festa dell’Ascensione alla quale ci stiamo preparando, significa imparare a vivere il tempo così, con quell’attenzione al bene che deve contraddistinguere la persona credente. Chiediamo questa grazia al Signore.

Pensiero a Maria

Chiediamo questa grazia per intercessione della beata Vergine Maria, alla quale vogliamo guardare con particolare venerazione nel mese di maggio. Anche Maria è stata una donna di singolare umanità, una esperta di umanità, una maestra di umanità e tutti noi dovremmo guardare a lei proprio con questo occhio. A Lei, dunque, chiediamo la grazia di diventare uomini, donne di “rara umanità”, avendo sempre nel cuore l’umanità di Cristo, alla quale tutti siamo chiamati a conformarci.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivo la mia umanità?
  • Ho anch’io sentimenti di rara umanità?
2024-05-03T14:19:08+02:00